Ventiquattro anni. Era il 6 agosto del 2002 quando un ex assessore di Cefalù, allora giovanissimo, distribuiva per la città affollata di turisti un volantino che annunciava l’arrivo di Cefalunews. Da quel giorno è passato quasi un quarto di secolo, e oggi la testata festeggia un traguardo importante, guardando con orgoglio al lungo cammino percorso.
A idearlo, fondarlo, costruirlo graficamente e nella sua intera struttura, e a portarlo avanti in tutti questi anni, è stato ed è Mario Macaluso, che ha saputo resistere al tempo e alle trasformazioni tecnologiche, rimanendo sempre fedele alla propria missione: informare con libertà.
Tanti, in questi anni, i collaboratori che hanno dato vita al giornale. Ma un posto di assoluto rilievo spetta a Giacomo Sapienza, colonna della testata fin dai primissimi giorni. Oltre a informare, è stato lui a documentare la vita di Cefalù con foto e video, diventando un autentico pioniere: in anni in cui Facebook non esisteva ancora, ha dato vita a un’informazione fotografica non solo tra Cefalù e le Madonie, ma anche e soprattutto verso gli emigrati, che aspettavano con trepidazione le sue immagini e i suoi filmati dei momenti più importanti della vita cittadina e della testata. Un lavoro prezioso e visionario, che ha segnato profondamente la storia del giornale, della città e della fotografia.
Per capire la portata di quell’intuizione bisogna tornare con la memoria a quegli anni. Erano tempi in cui non tutti avevano internet a casa e chi lo possedeva, prima di collegarsi, doveva attendere qualche minuto al suono di quella melodia caratteristica che segnalava l’avvenuta connessione. Anni in cui il giornale si poteva leggere soltanto al computer, perché smartphone e tablet dovevano ancora arrivare. Eppure, fin da subito, Cefalunews fu accolto in città a suon di accessi, dimostrando che l’informazione telematica aveva un futuro anche in una piccola realtà.
Tra i primi a rispondere ai lettori ci fu l’allora assessore Marcello Panzarella. Di fronte a chi lamentava l’assenza, nella via Cirincione, di un’insegna che la indicasse, fece subito collocare un nome in marmo all’inizio della via, all’incrocio con via Pietragrossa, dove ancora oggi si trova una delle indicazioni più chiare della toponomastica cefaludese. Un piccolo gesto concreto, nato proprio grazie al dialogo tra cittadini e istituzioni reso possibile dal nuovo giornale.
Ad accogliere con entusiasmo la testata fu anche l’allora vescovo Francesco Sgalambro, che ne divenne assiduo lettore. Un affetto rimasto immutato negli anni: anche dopo essersi ritirato a Messina, ha continuato a consultare quotidianamente Cefalunews per restare informato su Cefalù e sulle vicende della sua città.
In questi ventiquattro anni non è mancata anche un’importante parentesi cartacea. Per circa due anni, a partire dal 2007, Cefalunews ha infatti avuto anche una versione stampata, che ogni sabato mattina veniva distribuita gratuitamente in città a migliaia di lettori. Un appuntamento settimanale molto atteso, che portava l’informazione del giornale telematico anche tra le mani di chi amava sfogliare le pagine di carta, ampliando ulteriormente il legame con la comunità.
Ciò che colpisce, ripercorrendo la storia della testata, è come la sua informazione libera sia stata più volte presa di mira da chi quella libertà non la gradiva. In diverse occasioni gli archivi del giornale sono stati sabotati, l’ultima volta addirittura per mano di un infiltrato all’interno della redazione. Ostacoli che, però, non hanno mai fermato il lavoro quotidiano di chi crede in un’informazione al servizio della comunità.
Tra i lettori più affezionati ci sono da sempre gli emigrati, che nel giornale hanno trovato una finestra da cui affacciarsi ogni giorno su Cefalù, per continuare a sentirsi parte della loro città anche a migliaia di chilometri di distanza. Un legame prezioso, che ha reso Cefalunews un ponte tra la comunità cefaludese sparsa nel mondo e la sua terra d’origine.
Non mancano gli episodi che hanno fatto la storia della testata. Per quasi un anno, ad esempio, sul giornale si potevano pubblicare lettere in tempo reale direttamente dai lettori, senza alcun filtro. I cittadini denunciavano e segnalavano liberamente, sempre nel massimo rispetto, e le istituzioni rispondevano. Un dialogo autentico e senza intermediari, che si interruppe soltanto quando, in occasione della presentazione in municipio dell’arrivo del San Raffaele a Cefalù, un politico cittadino pubblicò in forma anonima un testo offensivo verso uno dei protagonisti di quella scelta. Da quel momento, niente più lettere senza filtro: una certa politica era riuscita a chiudere quella bocca libera.
Poi è arrivato il boom del telefono, che ha proiettato Cefalunews tra le testate più seguite a livello siciliano. Negli anni in tanti hanno provato a imitarla, ma quasi sempre, dopo pochi mesi, hanno chiuso. Perché informare a parole è semplicissimo. Informare con libertà, invece, è tutta un’altra cosa: richiede coraggio, coerenza e la volontà di non piegarsi mai a nessuno. È questo il segreto che, da ventiquattro anni, tiene in vita Cefalunews. E che, ne siamo certi, continuerà a farlo per molti anni ancora.















