Dopo il via libera del Consiglio superiore dei lavori pubblici alla progettazione, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini rilancia sul Ponte sullo Stretto, auspicando l’apertura dei cantieri entro la fine dell’anno. Una road map che, se rispettata, segnerebbe una tappa storica per la grande opera che dovrebbe collegare la Sicilia alla Calabria.
“Il Consiglio superiore dei lavori pubblici, che è un organo indipendente, ha dato il via libera alla progettazione con delle prescrizioni da seguire in fase esecutiva”, ha spiegato Salvini. Il ministro ha poi indicato i passaggi ancora necessari prima di poter avviare i lavori: “Adesso ci saranno passaggi al Cipess e poi il parere finale della Corte dei conti, su cui non mi permetto di intervenire, che dovranno valutare se possono aprire i cantieri entro la fine di quest’anno. Cosa che mi auguro perché c’è tanta voglia e fame di lavoro”.
Il riferimento all’occupazione è centrale nel messaggio del ministro, che punta a presentare l’opera come una grande occasione di sviluppo per il Sud e per la Sicilia. Sul fronte delle proteste, che accompagnano da tempo il progetto, Salvini ha adottato un tono possibilista: “Finché sono pacifiche, non sfasciano e non feriscono, vanno benissimo”.
Nei giorni scorsi, il Consiglio superiore dei lavori pubblici, rinnovato poche settimane prima della decisione, ha effettivamente dato il via libera al progetto, ma con una serie di prescrizioni il cui contenuto è al momento rimasto riservato. Un aspetto che ha alimentato le perplessità di chi si oppone all’opera.
Proprio i movimenti contrari al Ponte, a cominciare da Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e Wwf Italia, hanno espresso forti critiche. Secondo queste associazioni, tutte le considerazioni e i dubbi di carattere ambientale, naturalistico, sismico, strutturale, trasportistico ed economico sarebbero stati “paradossalmente risolti con un rimando a progetto esecutivo”. In altre parole, secondo gli oppositori, le questioni più delicate verrebbero affrontate nel merito solo dopo l’affidamento dell’appalto, quando l’iter sarà ormai avviato.
Il quadro che emerge, dunque, è quello di un’opera che compie un passo avanti importante, ma che resta al centro di un acceso confronto. Da un lato il governo, che spinge sull’acceleratore puntando su lavoro e sviluppo; dall’altro i movimenti ambientalisti e le realtà del territorio, che continuano a sollevare interrogativi sugli aspetti ambientali, tecnici ed economici. La partita, insomma, è tutt’altro che chiusa, e i prossimi passaggi istituzionali diranno se la previsione del ministro sull’avvio dei cantieri entro fine anno potrà davvero concretizzarsi.














