Ferragosto da incubo per i viaggiatori: l’Etna manda in tilt gli aeroporti siciliani

Un Ferragosto da incubo per migliaia di viaggiatori. L’emergenza Etna continua a pesare pesantemente sul traffico aereo siciliano, proprio nel pieno dell’esodo estivo, mandando in tilt gli aeroporti dell’Isola e costringendo a cancellazioni, dirottamenti e lunghe attese. Un caos che colpisce residenti e turisti in uno dei periodi di maggior movimento dell’anno.

Il cuore del problema è la cenere vulcanica emessa dall’Etna, che ha reso impraticabili le piste di più scali. L’aeroporto di Catania Fontanarossa resta il più colpito: la società di gestione ha comunicato l’estensione della chiusura dei settori interessati, con la sospensione di arrivi e partenze fino alle 2 del 15 agosto, proprio nel giorno di Ferragosto. Ai passeggeri viene raccomandato di verificare sempre lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di mettersi in viaggio verso l’aeroporto.

Alle difficoltà di Catania si sono sommate nelle ultime ore anche quelle dell’aeroporto di Comiso, nel Ragusano. A causa della contaminazione dell’infrastruttura da cenere vulcanica, lo scalo è stato costretto a sospendere le attività di volo fino alle 18. Una chiusura che ha reso ancora più complessa la gestione del traffico regionale, considerato che proprio Comiso aveva già assorbito una parte consistente dei collegamenti riprogrammati da Catania.

A farsi carico dell’emergenza è stato soprattutto l’aeroporto di Palermo. Punta Raisi ha assorbito 41 collegamenti trasferiti da Catania e Comiso, tra voli in arrivo e in partenza, diretti verso numerose città italiane ed europee: da Milano a Roma, da Venezia a Napoli, fino a Berlino, Vienna, Madrid, Barcellona, Francoforte e Atene, oltre a Lampedusa e Pantelleria. Un carico che si è aggiunto a una giornata già intensa: ai 344 voli ordinari inizialmente programmati si sono sommati i collegamenti dirottati, portando lo scalo palermitano ad almeno 385 movimenti nell’arco della giornata.

I numeri complessivi dell’emergenza sono impressionanti. Secondo la presidente della Sac, Anna Quattrone, sono circa 1.900 i voli che dovevano arrivare o partire da Catania: di questi, circa il 36 per cento è stato cancellato e circa 630 sono stati dirottati verso altri aeroporti. Un disagio enorme, che ha lasciato a terra o bloccato in scali diversi da quello di destinazione migliaia di passeggeri.

Per questo, chi deve mettersi in viaggio in questi giorni è invitato alla massima prudenza. Da Palermo, dove il terminal risulta particolarmente trafficato, si raccomanda di presentarsi in aeroporto almeno due ore prima dell’imbarco per i voli nazionali e Schengen, e tre ore prima per quelli extra Schengen. Viene inoltre consigliato di raggiungere lo scalo, dove possibile, con treno, autobus, taxi o taxi sharing, per evitare ulteriori intoppi.

Sul fronte delle tutele, si è attivato anche l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, che sta verificando che le compagnie aeree e i gestori aeroportuali rispettino le norme europee a tutela dei passeggeri. Spetta infatti alle compagnie informare e proteggere i viaggiatori, garantendo assistenza e, laddove previsto, i rimborsi.

Per chi sta vivendo queste ore di disagi, il consiglio resta sempre lo stesso: verificare costantemente lo stato del proprio volo, tenersi in contatto con la compagnia aerea e non recarsi in aeroporto senza aver prima controllato eventuali cancellazioni o riprogrammazioni. Un Ferragosto complicato, insomma, in cui la forza della natura sta mettendo a dura prova la pazienza di migliaia di viaggiatori.