Sicurezza in Italia, reati in calo del 10% nel primo semestre 2026: i dati del Viminale

Meno reati, meno sbarchi e più rimpatri. È questa la fotografia che emerge dal tradizionale bilancio di Ferragosto diffuso dal ministero dell’Interno, che mette a confronto i primi sei mesi del 2026 con lo stesso periodo dell’anno precedente. Un dossier che il ministro Matteo Piantedosi rivendica come il risultato delle politiche del governo, e secondo cui l’Italia si conferma «uno dei luoghi più sicuri al mondo».

Oltre un milione di reati, ma sono 118 mila in meno

Il dato di apertura del dossier riguarda la delittuosità generale. Tra gennaio e giugno 2026 sono stati registrati 1.068.240 reati, contro 1.186.268 dello stesso periodo del 2025: una diminuzione del 10%. Non si tratta di un calo concentrato su una singola voce, ma di una flessione che riguarda tutte le principali fattispecie monitorate dal Viminale. Va ricordato che già nel 2025 i reati erano diminuiti dell’1,8% rispetto all’anno precedente: il trend, quindi, risulta consolidato su più anni.

Omicidi, furti e rapine: tutti i numeri

Gli omicidi volontari scendono da 163 a 138, con una riduzione del 15,3%. I furti passano da 493.975 a 437.800, in calo dell’11,4%: si tratta della categoria numericamente più consistente e quella che più incide sulla percezione di sicurezza dei cittadini. Le rapine calano da 14.275 a 12.515 (-12,3%), mentre le violenze sessuali passano da 3.384 a 3.142, con una diminuzione del 7,1%.

Scendono anche i reati che si consumano prevalentemente online: truffe e frodi informatiche passano da 152.012 a 137.529, con un calo del 9,5%. Resta però un numero elevatissimo in valore assoluto, segno che il fronte digitale continua a rappresentare una delle principali minacce per famiglie e piccole imprese.

Vittime donne, il calo più marcato

Uno dei dati più significativi riguarda gli omicidi con vittime di sesso femminile. Il ministero riunisce nella stessa voce omicidi volontari e femminicidi: si passa da 54 casi nel primo semestre 2025 a 34 nello stesso periodo del 2026, con una riduzione del 37%.

Il confronto richiede però una precisazione tecnica. Il reato autonomo di femminicidio, introdotto dall’articolo 577-bis del codice penale, è entrato in vigore soltanto il 17 dicembre 2025. Delle 34 vittime del 2026, 26 rientrano in casi qualificati come omicidio volontario e otto nel nuovo delitto di femminicidio.

Sul versante della prevenzione crescono gli ammonimenti del questore, da 4.138 a 4.582 (+10,7%). Diminuiscono quelli per stalking (-12,3%), ma aumentano in modo netto quelli per violenza domestica: da 2.616 a 3.247, con un incremento del 24,1%.

Sbarchi dimezzati, rimpatri in crescita

Il capitolo immigrazione registra la variazione più ampia. Nei primi sei mesi del 2026 gli arrivi via mare sono stati 14.388, contro i 30.060 dello stesso periodo del 2025: un calo del 52,1%. In direzione opposta i rimpatri, saliti da 3.301 a 4.432, con un aumento del 34,3%. Quasi raddoppiati i rimpatri volontari assistiti, passati da 324 a 607.

Il dato in controtendenza: agenti feriti in piazza

Non tutti i numeri vanno nella stessa direzione. Le manifestazioni di piazza diminuiscono del 12,6% e quelle con criticità calano del 37,2%, ma i feriti tra le forze dell’ordine salgono a 136, con un aumento del 61,9% rispetto al primo semestre 2025. I civili feriti sono 14.

Completano il quadro i controlli nelle cosiddette zone rosse — oltre 2,3 milioni di persone verificate fino al 30 giugno, con 12.876 allontanamenti — e il potenziamento degli organici: 45.977 nuove assunzioni nelle forze dell’ordine dal 22 ottobre 2022, con altre 25.125 già programmate entro il 2027.

Numeri nazionali che interessano da vicino anche un territorio come quello di Cefalù e delle Madonie, dove la pressione turistica estiva moltiplica presenze e controlli, e dove la sicurezza resta un fattore decisivo per l’accoglienza e per l’immagine della destinazione.