Furto delle tavole di Antonello da Messina: il racconto di un custode non convince gli inquirenti

Il clamoroso furto delle tavole di Antonello da Messina, messo a segno la notte di Ferragosto al MuMe, il Museo regionale di Messina, si arricchisce di un nuovo elemento. Uno dei quattro custodi in servizio quella sera ha reso agli inquirenti una versione dei fatti che non ha convinto. Le sue dichiarazioni, secondo quanto emerge dalle indagini, presenterebbero contraddizioni e passaggi poco chiari, soprattutto nella ricostruzione dei tempi.

Le contraddizioni sulla ricostruzione dei tempi

Il dipendente è stato sentito come testimone. La sua ricostruzione, però, sarebbe risultata poco compatibile con quella fornita dagli altri tre colleghi presenti nella struttura. Proprio la sequenza degli orari rappresenta il punto più delicato: gli investigatori stanno confrontando ogni singolo passaggio per capire cosa sia realmente accaduto nelle ore in cui i ladri sono entrati in azione.

La posizione dell’uomo è ora al vaglio della magistratura. Al momento non risulta confermata l’iscrizione nel registro degli indagati per false informazioni al pubblico ministero, ipotesi che resta comunque tra quelle valutate.

Quattro custodi in ferie forzate

Tutti e quattro gli impiegati in servizio la notte del furto sono stati messi in ferie forzate e trasferiti in altre sedi, in attesa delle determinazioni amministrative. Un secondo dipendente ha ammesso di aver sentito l’allarme suonare e di averlo spento, convinto si trattasse di un falso contatto.

È questo il nodo centrale su cui lavorano procura e polizia: capire se nella squadra dei custodi ci fossero soltanto comportamenti superficiali oppure anche una talpa al servizio dei ladri, che hanno agito a colpo sicuro.

L’ispezione della Regione: allarmi funzionanti

Le verifiche disposte dal presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, hanno confermato il buon funzionamento degli impianti di allarme del museo. Al tempo stesso hanno registrato criticità nell’applicazione, da parte del personale, delle procedure previste dai protocolli di sicurezza.

Il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali, Mario La Rocca, ha effettuato un sopralluogo nella struttura. Il dipartimento attende alcune integrazioni alla relazione consegnata dalla direttrice del museo e solo successivamente deciderà sull’eventuale apertura di un procedimento disciplinare.

Il colpo durante la processione della Vara

I due ladri sono entrati da un ingresso laterale dell’edificio approfittando della processione della Vara, il carro votivo dedicato alla Madonna dell’Assunta che ogni Ferragosto richiama migliaia di messinesi e impegna a fondo le forze dell’ordine. Le telecamere interne hanno ripreso l’intera azione.

Gli accertamenti si stanno estendendo ai video dei giorni precedenti, per individuare eventuali sopralluoghi della banda, e alle celle telefoniche della zona. Perde quota l’ipotesi mafiosa, mentre si rafforza quella del furto su commissione: opere di questo valore sono di fatto incommerciabili sul mercato ordinario.

Una vicenda che riguarda da vicino anche un territorio come quello di Cefalù e delle Madonie, ricco di chiese, musei e beni culturali di grande valore e spesso affidati a sistemi di vigilanza essenziali.