Madonie, dopo i roghi di fine estate torna la preallerta incendi: perché la vigilanza resta alta

La Protezione civile regionale ha diffuso un nuovo avviso per rischio incendi e ondate di calore, valido dalla mezzanotte di oggi, venerdì 11 settembre, e per le successive 24 ore. Per il territorio di Palermo il livello di rischio incendi è arancione, che corrisponde alla fase di preallerta con pericolosità media. Sul fronte del caldo, invece, il bollino è verde, con una temperatura percepita che tocca i 33 gradi.

Cosa significa la preallerta arancione

Il colore arancione non indica un’emergenza in corso, ma una condizione in cui le fiamme, se innescate, possono propagarsi con facilità. Le temperature ancora estive, la vegetazione secca dopo mesi senza piogge significative e l’eventuale presenza di vento creano un insieme di fattori che favoriscono la diffusione del fuoco. In questa fase i comuni e le strutture operative mantengono alta l’attenzione, e ai cittadini viene chiesto di evitare qualsiasi comportamento che possa dare origine a un principio di incendio.

Un’estate che ha lasciato il segno

L’avviso arriva al termine di una stagione che nelle Madonie e nell’entroterra palermitano è stata segnata da numerosi roghi. Le fiamme hanno interessato pascoli, aree boscate e terreni agricoli, mettendo a dura prova squadre di soccorso spesso costrette a intervenire su più fronti contemporaneamente. Chi vive in questi territori conosce bene le conseguenze: ettari di vegetazione andati perduti, animali in pericolo, strade chiuse e interi paesi avvolti dal fumo. Per questo un bollettino di preallerta, che in altri periodi dell’anno passerebbe quasi inosservato, oggi viene letto con particolare attenzione.

Settembre non è ancora autunno

Il calendario dice che l’estate sta finendo, ma il clima racconta un’altra storia. Con una temperatura percepita di 33 gradi, le condizioni sul territorio restano quelle tipiche dei mesi più caldi. Il terreno è arido, le sterpaglie sono secche e basta poco perché una scintilla diventi un incendio. È proprio in questi giorni di transizione, quando l’attenzione tende a calare, che il rischio può rivelarsi più insidioso. Le prime piogge autunnali, che potrebbero riportare umidità nei boschi e nei campi, non sono ancora arrivate.

Le regole da rispettare

Le indicazioni della Protezione civile sono semplici ma fondamentali. Non accendere fuochi all’aperto, evitare di bruciare residui vegetali, non gettare mozziconi di sigaretta dai finestrini delle auto e non parcheggiare su erba secca, perché il calore della marmitta può innescare le fiamme. Chi avvista un principio di incendio deve segnalarlo immediatamente al numero unico di emergenza 1515 del Corpo forestale oppure al 112. Anche una segnalazione tempestiva può fare la differenza tra un rogo spento in pochi minuti e un’emergenza che si protrae per ore.

Cefalù e le Madonie tra costa e montagna

Il territorio che va dalla costa di Cefalù ai paesi delle Madonie, da Polizzi Generosa a Castelbuono, da Isnello a Gangi, è tra i più esposti al rischio incendi dell’intera provincia. La presenza di aree boschive, pascoli e campagne rende necessaria una vigilanza costante, soprattutto in giornate come questa in cui le condizioni meteorologiche favoriscono la propagazione del fuoco. Per gli abitanti e per i turisti che ancora frequentano la costa tirrenica e i sentieri del Parco delle Madonie, il consiglio è uno solo: prudenza e attenzione fino a quando le temperature non torneranno a valori autunnali.