Gianni Morandi, al Teatro di Verdura il concerto di una lunga storia musicale

PALERMO – Teatro di Verdura tutto esaurito per Gianni Morandi. Il 17 settembre il cantautore emiliano è stato protagonista della tappa palermitana di C’era un ragazzo Estate 2026, la tournée che ha riportato sul palco alcuni dei brani più noti del suo repertorio.

La serata si è inserita nel calendario del Wave Summer Music 2026 e nella seconda parte del tour, avviato nei palasport e proseguito durante l’estate nelle principali arene italiane. La tournée è legata anche ai sessant’anni di C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, scritta nel 1966 da Franco Migliacci e Mauro Lusini e diventata uno dei brani più riconoscibili della carriera di Morandi.

La scaletta ha attraversato diverse stagioni della sua produzione, dagli esordi degli anni Sessanta ai brani più recenti. Tra i titoli che hanno segnato il percorso artistico dell’interprete figurano In ginocchio da te, Non son degno di te, Scende la pioggia, Uno su mille e naturalmente C’era un ragazzo. Canzoni appartenenti a epoche differenti, rimaste però nella memoria di più generazioni.

Nel repertorio del tour ha trovato spazio anche Monghidoro, brano scritto per Morandi da Lorenzo Jovanotti e pubblicato nel 2026. Un inserimento che collega la lunga storia discografica dell’artista alla scrittura di una generazione successiva della musica italiana.

Sul palco Morandi è stato accompagnato dalla superband diretta dal maestro Luca Colombo. Gli arrangiamenti hanno mantenuto riconoscibili i brani, portandoli nella dimensione del concerto senza modificarne l’identità musicale.

Dopo Palermo, il C’era un ragazzo Tour 2026 proseguirà con le date di Catania, Macerata, Massa, Torbole sul Garda, Bergamo e Napoli, prima dell’appuntamento conclusivo previsto a Locarno il 4 ottobre.

La tappa palermitana ha lasciato soprattutto l’immagine di un Teatro di Verdura pieno e di un pubblico che ha seguito il concerto conoscendo parole e melodie, dalle canzoni degli anni Sessanta fino alle composizioni più recenti. È anche questo il dato più concreto di una carriera così lunga: le canzoni hanno continuato a circolare, a essere cantate e riconosciute, senza perdere il loro posto nella memoria musicale italiana.

A Palermo, dunque, non è andato in scena soltanto il repertorio di una stagione passata. Sul palco del Verdura quelle canzoni hanno trovato ancora una volta il loro spazio naturale: davanti al pubblico, nella dimensione viva del concerto.

Paolo Taormina
Giornalista