Dal primo ottobre la bolletta della luce costa molto di più. L’Arera, l’autorità che regola i prezzi dell’energia, ha fissato per l’ultimo trimestre del 2026 un aumento del 37,3 per cento rispetto ai tre mesi precedenti. È il rincaro più pesante degli ultimi anni e arriva proprio alla vigilia dell’accensione dei riscaldamenti, con il gas che sui mercati internazionali ha già fatto un balzo di quasi il 39 per cento rispetto a un anno fa. Dietro c’è la tensione in Medio Oriente, che ha fatto schizzare i prezzi all’ingrosso dell’energia.
La notizia però va letta con attenzione, perché non tutti pagheranno di più e non tutti lo faranno subito. L’aumento deciso dall’Arera riguarda una platea precisa: i cosiddetti clienti vulnerabili rimasti nel regime di Maggior Tutela elettrica, cioè circa tre milioni di famiglie in tutta Italia. Per loro il prezzo di riferimento passa da 31,63 a 43,43 centesimi per chilowattora, tasse incluse.
Chi sono i clienti vulnerabili
Rientrano in questa categoria le persone con più di 75 anni, chi percepisce il bonus sociale per disagio economico, chi ha una disabilità, chi utilizza apparecchiature medicali salvavita alimentate a corrente, chi vive in un’isola minore non interconnessa e chi abita in una struttura abitativa di emergenza dopo una calamità. Sono le famiglie che non hanno mai scelto un’offerta del mercato libero e che sono rimaste con il prezzo stabilito ogni tre mesi dall’autorità.
Per capire se si è tra loro basta prendere in mano una bolletta recente. Nella prima pagina, accanto al nome del fornitore, compare la dicitura del contratto: se si legge “Maggior Tutela” o “servizio di tutela della vulnerabilità”, l’aumento del 37,3 per cento si applica dalle fatture di ottobre. Se invece compare il nome di un’offerta commerciale, si è nel mercato libero e valgono le condizioni firmate con il proprio fornitore.
Quanto si paga in più
Secondo i calcoli del Codacons, una famiglia vulnerabile che consuma 2.000 chilowattora all’anno arriva a spendere circa 868 euro per la sola luce se i prezzi restassero a questo livello per dodici mesi. Sono 236 euro in più rispetto al trimestre estivo. Guardando solo ai tre mesi invernali, la stima è di circa 118 euro contro gli 87 che si sarebbero pagati con le tariffe precedenti: 31 euro in più da qui a dicembre.
Chi non vede l’aumento subito
Circa la metà delle famiglie italiane ha un contratto nel mercato libero a prezzo fisso. Per loro il rincaro non arriva in bolletta finché l’offerta non scade: il prezzo della componente energia resta quello bloccato al momento della firma, in genere per dodici o ventiquattro mesi. Il problema si pone alla scadenza, quando il fornitore propone il rinnovo alle condizioni di mercato, che oggi sono molto più alte. Conviene quindi controllare la data di fine offerta sulla bolletta e, se è vicina, iniziare a confrontare le alternative.
Chi invece ha un contratto a prezzo variabile, legato all’indice Pun, l’aumento lo sente già, perché il prezzo segue mese per mese l’andamento del mercato all’ingrosso.
Cosa si può fare
I grandi fornitori hanno risposto ai rincari con promozioni aggressive. Eni Plenitude ha lanciato uno sconto del 30 per cento sulla componente energia di luce e gas con prezzo bloccato per due anni, sottoscrivibile solo dal primo al 24 ottobre, con un risparmio stimato fino a 200 euro l’anno. Altri operatori stanno aggiornando le proprie offerte in questi giorni. Prima di firmare vale sempre la regola di guardare il prezzo di partenza su cui viene applicato lo sconto, non la percentuale pubblicizzata.
Chi ha un Isee basso può inoltre contare sul bonus sociale, che viene applicato in automatico in bolletta a chi ha presentato la dichiarazione Isee aggiornata: per la luce vale da 167,90 a 240,90 euro l’anno a seconda del numero di componenti della famiglia. Con i prezzi di questo inverno, avere l’Isee in regola può fare la differenza.















