Dal 2020 una parte degli italiani che ha compiuto 75 anni può non pagare più il canone Rai. La norma ha fissato a 8.000 euro il limite di reddito complessivo del pensionato e del coniuge. Quando la soglia fu innalzata, la relazione tecnica stimò circa 232.571 nuclei familiari in più potenzialmente interessati rispetto al vecchio limite. Nel 2026 il canone costa 90 euro, normalmente addebitati sulla bolletta elettrica. Ma avere 75 anni, da solo, non basta. Contano il reddito, le persone con cui si vive e perfino il luogo in cui si trova il televisore. Ecco come capire in pochi passaggi se si rientra.
Il limite degli 8.000 euro
Il primo requisito è economico. Il reddito annuo del richiedente, sommato a quello del coniuge, non deve superare complessivamente 8.000 euro. Significa poco più di 615 euro al mese se dividiamo la soglia per tredici mensilità. Se il totale è pari o inferiore a 8.000 euro si supera questo primo controllo; se arriva anche soltanto sopra quella cifra, l’esenzione per gli ultrasettantacinquenni non spetta.
In pratica, un pensionato con 7.500 euro annui e un coniuge senza reddito può rientrare. Se invece il pensionato percepisce 6.000 euro e il coniuge altri 3.000, il totale arriva a 9.000 euro e il canone resta dovuto. Non conta quindi soltanto la pensione del richiedente: bisogna verificare anche il reddito del coniuge.
Bisogna avere almeno 75 anni
Il secondo paletto riguarda l’età. Per avere l’esenzione per tutto l’anno bisogna aver compiuto 75 anni entro il 31 gennaio. Chi raggiunge i 75 anni dal primo febbraio al 31 luglio può invece ottenere l’agevolazione soltanto per il secondo semestre.
In altre parole, chi compie 75 anni il 20 gennaio può avere diritto all’esenzione per l’intero anno, se rispetta anche gli altri requisiti. Chi li compie il 10 maggio può rientrare soltanto da luglio. Chi raggiunge i 75 anni dopo il 31 luglio non può utilizzare questa agevolazione per il 2026.
Attenzione a chi vive in casa
Il punto che molti rischiano di trascurare è che non basta guardare il reddito dei due coniugi. Nell’abitazione non devono esserci altri conviventi titolari di un proprio reddito. Fanno eccezione collaboratori domestici, colf e badanti.
Un pensionato di 78 anni con 7.000 euro di reddito che vive da solo può quindi rientrare. Può rientrare anche se in casa vive una badante con un proprio stipendio. Chi invece convive, per esempio, con un figlio adulto che lavora e percepisce un reddito proprio non soddisfa questo specifico requisito.
Residenza o seconda casa
L’esenzione riguarda il televisore che si trova nell’abitazione di residenza. Questo particolare è importante perché la norma non concede l’agevolazione per un apparecchio collocato esclusivamente in un luogo diverso dalla residenza.
In pratica, se il pensionato vive stabilmente nella propria abitazione e lì possiede il televisore, può utilizzare l’esenzione quando rispetta tutti gli altri requisiti. Se invece il televisore interessato si trova soltanto in un’altra abitazione, la regola prevista per gli ultrasettantacinquenni non si applica nello stesso modo.
Una sola volta per famiglia
Il canone è legato alla famiglia anagrafica e non al numero dei televisori. Avere due apparecchi in casa non significa pagare due volte. Lo stesso principio evita normalmente che marito e moglie appartenenti alla stessa famiglia anagrafica paghino due canoni soltanto perché esistono più utenze elettriche.
Diverso è il caso della dichiarazione di non detenzione. Chi non possiede alcun televisore utilizza infatti una procedura diversa da quella prevista per gli over 75 a basso reddito. In altre parole, chi possiede il televisore ma ha almeno 75 anni e rispetta la soglia degli 8.000 euro verifica i requisiti dell’esenzione per età e reddito; chi non possiede alcun apparecchio segue invece la procedura prevista per la non detenzione.
Nel 2026 sono 90 euro
C’è infine un aspetto da tenere presente. Nel 2026 il canone ordinario è pari a 90 euro e, per chi ha un’utenza elettrica domestica residenziale, viene normalmente riscosso attraverso le fatture dell’energia. L’esenzione degli ultrasettantacinquenni con basso reddito non è invece una misura straordinaria valida soltanto per quest’anno: il limite degli 8.000 euro è previsto a regime dal 2020.
Chi ha già pagato il canone pur avendo presentato regolarmente la dichiarazione necessaria e possedendo i requisiti può verificare anche la possibilità di chiedere il rimborso delle somme addebitate.
In sintesi
Si parte da due numeri: almeno 75 anni e non più di 8.000 euro di reddito complessivo proprio e del coniuge. Bisogna poi controllare che non vi siano altri conviventi con reddito proprio, salvo colf, badanti e collaboratori domestici. L’esenzione riguarda il televisore nell’abitazione di residenza e non dipende dal numero degli apparecchi posseduti. Nel 2026 il risparmio può arrivare all’intero canone annuale, cioè 90 euro.















