Le truppe del Regio Esercito in Sicilia nella Grande Guerra (1915-18)

Mentre le forze armate degli Imperi Centrali e dell’Intesa incrociavano le armi, l’Italia rimaneva neutrale. Tuttavia, molti volontari italiani, ostili alla Triplice Alleanza, vollero servire la Francia arruolandosi nella Legione Straniera. In realtà La Legione Garibaldina fu la prima unità tutta italiana (formata anche da immigrati italiani) in seno alla “Légion étrangère”. Pertanto, nell’infiammarsi del conflitto, il nostro esercito al comando del Generale Luigi Cadorna subentrato al Generale Alberto Pollio, preparava tecnicamente le nostre truppe che di lì a poco tempo (il 24 maggio 1915) entravano in guerra. Abbiamo chiesto al Generale Mario Piraino di descriverci la composizione del nostro Esercito in Sicilia nel periodo della Grande Guerra, e la dislocazione dei Distretti militari in quel tempo (oggi Centri documentali) nell’Isola.

«Con l’ordinamento Cosenz (Capo di Stato maggiore dell’Esercito italiano dal 1882 al 1893), stabilito con la Legge n. 1407 del 14 luglio 1883 della Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno, di fatto entrata in vigore nel 1883 e poi sostanzialmente rimasta immutata, il Regio Esercito si presentò sullo scenario della Grande Guerra. L’Esercito “del tempo di pace” o “Esercito Permanente” era costituito da 47 Brigate su 2 Reggimenti ciascuna che erano numerate a partire dalla “Brigata Re” con il 1° e 2° Rgt. alla “Brigata Messina” con il 93° e 94° Rgt.). Le esigenze belliche richiedevano però ben altro impegno “numerico”: cosi furono formate le Brigate di “Milizia Mobile”, costituitesi già a partire dai primi mesi del 1915 (ancora quindi nel periodo di neutralità) per continuare a costituirne fino all’estate del 1917, la Milizia Mobile era quindi costituita con le Brigate dalla “Udine” con 95° Rata. e 96° Rgt. alla “Foggia” con i tre Reggimenti: 280°, 281° e 282°. All’atto della costituzione, tali Brigate erano formate da congedati di medio livello, ovvero le prime quattro classi più giovani in congedo dopo i canonici 2 anni di servizio militare. A quell’epoca era obbligatorio per tutti gli abili che chiamati alle armi venivano detti “coscritti”. Nel Marzo 1915 furono costituite: la “Piacenza”, la “Mantova”, la “Treviso prima”, la “Padova”, la “Emilia”, la “Macerata”, la “Chieti”, la “Spezia”, la “Firenze”, la “Perugia”, la “Lazio”, la “Benevento”, la “Campania”, la “Barletta”, la “Bari”, la “Catanzaro”, la “Catania”, la “Caltanissetta”, la “Trapani”, la “Novara”, la “Alessandria”, la “Liguria”, la “Milano” e la “Ivrea”. In sintesi, fino allo scoppio della Grande Guerra il sistema di reclutamento continuò a essere nazionale, con ferma di due anni (dal 1910). Ogni brigata continuò ad avere due reggimenti. Prima della Guerra mondiale, la fanteria era costituita da 47 brigate e 94 reggimenti. Tra l’agosto del 1914 e il maggio 1915 si ebbe la mobilitazione generale e furono creati altri reggimenti, per complessive 25 brigate di milizia mobile, e a ogni battaglione di fanteria di linea fu assegnata una sezione mitragliatrici. A quel tempo, il Regio Esercito era così diviso: Esercito Permanente: dal 1° al 98° Reggimento, Milizia Militare: dal 111° al 164° Reggimento e Milizia Territoriale: dal 201° al 282° Reggimento. Nel corso del conflitto, progressivamente, il numero delle Brigate crebbe sino a 119, con 242 reggimenti; tali unità furono poi sciolte a fine conflitto, ad eccezione delle 4 decorate con medaglia d’oro (Sassari, Liguria, Arezzo, Avellino. La storia di tutti queste brigate e di tutto quello che fecero nel corso delle operazioni belliche, e magnificamente narrata nella raccolta di libri in 8 volumi fatti stampare dal: Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Roma, Libreria dello Stato, 1924 – 1929.

Cartolina, Legione Carabinieri Reali di Palermo del 1905

L’Esercito in Sicilia, il 24 maggio 1915 era gerarchicamente ordinato e organizzato secondo quanto sancito dalla Legge n. 1407 del 14 luglio 1883 che aveva diviso l’Italia in 12 Corpi d’Armata con competenze territoriali. A Palermo, presso la sede di Palazzo dei Normanni, vi era il Comando del XII° Corpo d’Armata per tutti i reparti che operavano in Sicilia che coordinava anche le attività di mobilitazione degli 8 Distretti militari in cui era diviso il territorio siciliano. Di seguito si elencano gli 8 Distretti militari siciliani e i Circondari dei Comuni compresi in ciascun distretto militare: Palermo: (Palermo, Corleone), Cefalù: (Cefalù, Termini Imerese, Mistretta), Trapani: (Trapani, Alcamo, Mazzara). Girgenti: (Girgenti, Bivona, Sciacca), Caltanissetta: (Caltanissetta, Piazza Armerina, Terranova), Messina: (Messina, Castroreale, Patti), Catania: (Catania, Acireale, Nicosia), Siracusa: (Siracusa, Modica, Noto, Caltagirone). Ai fini del reclutamento, a quel tempo, l’Esercito Italiano, era ripartito in tre scaglioni o linee: la prima linea costituita dalle classi alle armi e da quelle più giovani in congedo, destinate a operazioni attive; la seconda o milizia mobile costituita dai riservisti delle classi medie, a sostegno della prima linea; la terza linea, o milizia territoriale, costituita dalle classi più anziane, destinata al presidio territoriale.

Il Distretto Militare di Cefalù

La parte storica relativa alla costituzione e alla chiusura del Distretto Militare di Cefalù, sarà oggetto di un prossimo articolo, per il momento ne viene esaminata l’attività, soltanto ai fini del reclutamento dei “coscritti” da inviare nelle zone di guerra. Come già detto, il Distretto Militare di Cefalù, comprendeva i paesi dei circondari di Cefalù di Termini Imerese e di Mistretta, e in particolare:

  • Circondario di Cefalù: [Alimena – Buompietro – Campofelice – Castelbuono – Cefalù – Collesano – Gangi – Geraci Siculo – Gratteri – Isnello – Lascari – Petralia Soprana – Petralia Sottana – Polizzi Generosa – Pollina – San Mauro Castelverde].
  • Circondario di Termini Imerese: [Alia – Aliminusa – Altavilla Milicia – Caccamo – Caltavuturo – Castronuovo di Sicilia – Cerda – Lercara Friddi – Montemaggiore Belsito – Roccapalumba – Sciara – Sclafani – Termini Imerese – Trabia – Valledolmo – Vicari].
  • Circondario di Mistretta: [Capizzi – Caronia – Castel di Lucio – Cesaró – Mistretta – Motta d’Affermo – Pettineo – Reitano – San Fratello – San Teodoro – Santo Stefano di Camastra – Tusa].
Cartolina, Distretto Militare di Cefalù

Per avere una chiara cognizione di come la Sicilia venne interessata dalle operazioni belliche, nel periodo 1914 – 1918, vengono qui di seguito elencati alcuni Reparti dell’Esercito Italiano che parteciparono alla Grande Guerra. Molti di questi erano dislocati in Sicilia, ma inviarono i propri soldati al fronte lasciando nelle sedi stanziali i loro distaccamenti; altri, pur non avendo sede in Sicilia, furono mobilitati e alimentati dagli 8 Distretti militari siciliani, tra cui quello di Cefalù che comprendeva i Circondari di Cefalù, Termini Imerese e Mistretta, altri ancora furono addestrati “all’arte della guerra” nel territorio siciliano.

Chiudi busta (Distretto Militare di Cefalù)

Corpi e Reparti del XII° Corpo d’Armata e/o con un grande numero di militari siciliani: [Legione Carabinieri Reali di Palermo; Brigata Piemonte (3° e 4° Reggimento); Brigata Aosta (5° Reggimento dislocato ad Agrigento e 6° Reggimento dislocato a Palermo); Brigata Napoli (75° e 76° Reggimento); Brigata Verona (85° Reggimento dislocato a Trapani, 86° Reggimento dislocato a Palermo, e  con un   Btg. L’86° dislocato a Termini Imerese nella Caserma La Masa) Reggimento); Brigata Taranto (143° e 144° Reggimento) Reparti mobilitati per la guerra; Brigata Catania (145° e 146° Reggimento) Reparti mobilitati per la guerra; Brigata Caltanissetta (147° e 148° Reggimento) Reparti mobilitati per la guerra; Brigata Trapani (149° e 150° Reggimento) Reparti mobilitati per la guerra; Brigata Jonio (221° e 222° Reggimento a Messina) Reparti mobilitati per la guerra; Brigata Etna (223° (PA) e 224° (SR) Reggimento) Reparti mobilitati per la guerra; Brigata Avellino (231° e 232° Reggimento) Reparti mobilitati per la guerra; Brigata Girgenti (247° e 248° Reggimento) Reparti mobilitati per la guerra; 12°, 14°, 41° e 42° Reggimenti Milizia Territoriale; 10° Reggimento Bersaglieri [Caserma della Trinità (Rosolino Pilo) a Palermo]; 16° Reggimento Bersaglieri; 10° Battaglione Bersaglieri ciclisti (caserma Quartiere San Giacomo, a Palermo); 15° Cavalleggeri Lodi; 30° Cavalleggeri Palermo (caserma Vittorio Amedeo di Piazza Indipendenza, a Palermo); 22° Reggimento artiglieria (caserma Luigi Tukory di Corso Calatafimi, a Palermo); 36° Reggimento artiglieria da campagna; 4° Reggimento artiglieria da costa (caserma Umberto Masotto a Messina); 3a e 4 a Compagnia genio zappatori; 10 a, 19 a e 50 a Compagnia genio telegrafisti; 12 a Compagnia sussistenza; 12 a Compagnia Sanità]. Poco prima dello scoppio della guerra a Palermo stazionarono per attività addestrativa il 14° ed il 29° Reggimento di Fanteria. Il 36° Reggimento artiglieria da campagna era di stanza a Messina e già allo scoppio della guerra aveva 2 gruppi da campagna e 1 (il gruppo “Messina”, poi 13°) da montagna. Successivamente furono mobilitati il 14°, il 20° e appunto il 51°. È da notare che i gruppi da montagna con numero superiore a 40 sono nati come gruppi someggiati: solo nel gennaio 1918 hanno aggiunto alla loro numerazione originale un 40 e sono diventati da montagna».

Mostrine Corpi e Reparti del XII° Corpo d’Armata

Si ringrazia per il materiale iconografico il Generale di Brigata, Mario Piraino

 

Giuseppe Longo
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