Sant’Ambrogio, la protesta di Cinquegrani compie un anno

Ad un anno dall’inizio della protesta per Sant’Ambrogio, Pino Cinquegrani annuncia che continuerà nella lotta. Lo fa dalla sua pagina facebook dove scrive: «Credo nella mia lotta, credo nel sogno di furnuranni. Io non mollo e ricomincio con la mia lotta, protesto lavorando, protesto curando il mio borgo, protesto denunciando». Proprio oggi, anniversario dell’inizio della lotta, Cinquegrani fa sapere di avere ripulito la scalinata decano Martino e presto, aggiunge, sarà valorizzata con i fiori. Per mostrare quanto ha realizzato pubblica la foto della zona ripulita. «Sant’Ambrogio ha le potenzialità per garantire un futuro ai suoi giovani. Un borgo che punta sulle sue qualità, un borgo pulito, un borgo fiorito – scrive – conquista chi ama fare le sue vacanze in un borgo a misura per la sua vivibilità». Nella stesso messaggio che lancia per dire che continuerà nella lotta non risparmia critiche agli amministratori. «Chi ci amministra – scrive Cinquegrani – non pensa minimamente a fare volare il nostro gioiellino, approfitta delle nostre difficoltà e non si preoccupa della pulizia, del decoro. Non pensa a promuovere Sant’Ambrogio».

La protesta a Sant’Ambrogio è scattata nei primi giorni di gennaio del 2016. «Il silenzio uccide… Sant’Ambrogio muta» scriveva sulla sua pagina facebook Pino Cinquegrani il 12 gennaio. L’indomani inizia a pubblicare alcune foto della borgata che mettono in risalto la sporcizia che c’era in giro fra le strade. «Sindaco una sua ordinanza fa divieto di uscire la spazzatura prima delle 14. Questi sacchetti già alle 11 facevano decoro alla piazza e alla via principale. E poi ancora, quando un netturbino a Sant’Ambrogio? Il paese sporchissimo e l’assessore delegato latitante» scriveva sempre sulla pagina facebook l’indomani. Il 16 gennaio Cinquegrani torna a scrivere: «se fossi un sindaco non definirei rompicoglioni chi denuncerebbe le mie incapacità, se fossi un sindaco ascolterei i miei cittadini, se fossi un sindaco non mi circonderei di stupidi lecchini, se fossi un sindaco mi preoccuperei di sentire la città… non sono un sindaco e Sant’Ambrogio non vive, sta morendo con tutti i suoi segni». La protesta va avanti per mesi. Ad un anno l’annuncio che continua ancora.