Polizzi: la città museo con opere dislocate in venti chiese

Polizzi e la città museo delle Madonie con tante opere di pregio dislocate in venti chiese tutte ancora visitabili. E’ possibile visitarle attraverso un itinerario museale che ha il suo luogo di partenza nella Chiesa Madre. E’ dedicata all’Assunta e non si conosce la data della sua fondazione. Gli storici ritengono possa risalire all’XI secolo. All’interno si trovano numerose opere di grande pregio. Spicca un quattrocentesco trittico fiammingo attribuito a Rogier Van der Weyden che raffigura la Vergine con il Bambino. Un altro trittico importante è quello della Visitazione realizzato nel 1519 da Johannes de Matta. Sull’altare maggiore si trova una statua della Vergine del 1508. Nella cappella di San Gandolfo si conserva una parte del quattrocentesco sarcofago in marmo realizzato da Domenico Gagini per conservare le spoglie del Santo patrono di Polizzi. Oggi le spoglie del santo di Binasco sono custodite in una bellissima urna d’argento conservata all’interno del Tesoro che custodisce anche un prezioso ostensorio d’argento di Nibilius Gagini del 1586. Importanti sempre all’interno della Matrice le opere di scuola gaginesca e di artisti come Giuseppe Salerno, Bartolomeo Berrettaro, Francesco del Mostro e Filippo Quattrocchi ma anche il pregevole organo settecentesco.

Accanto alla chiesa madre si trova la Chiesa S. Gandolfo La Povera edificata nel 1622. L’interno è ad unica navata e vi si trova una preziosa tela realizzata nel 1620 da Giuseppe Salerno, raffigurante S.Gandolfo protettore di Polizzi. Raffigura il nobile Giuseppe Guarnuto, rivolto in preghiera verso il Santo, mentre sullo sfondo è chiaramente identificabile la città di Polizzi Generosa. Di pregio anche la tela cinquecentesca, attibuita a J.De Matta, raffigurante scene di vita di San Gandolfo. All’interno della chiesa si trova anche un quadro dell’Immacolata Concezione. Un’opera realizzata nella prima metà del Settecento e proveniente dalla chiesa di San Francesco.

Scendendo dalla via Roma ed arrivando in piazza Umberto I troviamo la chiesa di San Girolamo e l’annesso Collegio dei Gesuiti. Furono costruiti tra il 1681 ed il 1730. La chiesa è stata riaperta al culto nel 1992. Quando gli ordini religiosi vennero soppressi, nel 1866, il Collegio divenne sede del Comune, della Pretura e della biblioteca. Nel prospetto principale della chiesa spicca il portale barocco. Tra le opere che si trovano al suo interno la cinquecentesca statua in marmo della Madonna con il Bambino di Giandomenico Gagini e una scultura in legno policromo dell’Immacolata Concezione datata fine XVIII secolo. Preziose anche le tele del XVII secolo di Giuseppe Salerno che raffigurano il martirio di santo Stefano, la Madonna del rosario, e la sacra famiglia.

Tornando sulla via Itria e salendo per via san Pancrazio si raggiunge la chiesa di San Pancrazio.  Al suo interno una tela realizzata da Giuseppe Salerno che raffigura san Pancrazio vescovo di Taormina e la Vergine che intercedono presso la Trinità per le anime del Purgatorio. Dalla parte alta della città si arriva sulla piazza Udienza dove si trova l’omonima Chiesa risalente al XII secolo. Inizialmente era intitolata a san Giorgio. L’attuale denominazione le fu data dagli inizi del settecento. Al suo interno vi si conserva un antico presepe.

Andando poco più avanti e raggiungendo la grande piazza Trinità vi si trova la Chiesa di Santa Maria Gesù Lo Piano. E’ stata costruita nel 1300. La facciata principale è ritmata dal portale e da paraste entrambi in pietra squadrata, che sorreggono un cornicione, mentre il portole laterale, in stile romanico, presenta un arco a tutto sesto con cantonali in pietra. Al suo interno il grande Crocifisso realizzato dalla scuola di padre Umile da Petrolio e la copertura a capriata con i residui disegni raffiguranti piccoli mostri ed animali. L’altare principale è impreziosito da bassorilievi in oro zecchino su fondo cobalto.

Nella stessa piazza troviamo i resti della chiesa della santissima Trinità dei cavalieri Teutonici. Dalla stessa piazza è possibile ammirare l’Eremo di San Gandolfo, situato ai piedi del colle su cui sorge il paese di Polizzi Generosa. La costruzione più antica risaliva al 1260, anno in cui Frate Gandolfo da Binasco vi soggiornò prima di arrivare a Polizzi. Una frana ridusse l’Eremo in macerie nel 1600 e l’odierna costruzione risale al 1621. Oggi l’Eremo è un importante luogo di culto per tutto il paese. E’ metà di pellegrinaggio il settimo mercoledì dopo la Pasqua.

Percorrendo la via Gagliardotto si arriva in piazza Borgese e da qui per la via San Bartolo arriviamo alla chiesa di san Antonio Abate. All’inizio era una moschea araba. La trasformazione in chiesa cristiana risale al 1631. All’interno le tele di san Domenico e di san Biagio realizzate da artisti appartenenti alla scuola dello Zoppo di Gangi.

Procedendo adesso per via Vinciguerra imbocchiamo la via Discesa degli schiavi dove si trova la Chiesa di santa Maria della Porta o degli Schiavi. E’ stata eretta intorno al XVI secolo. Il prospetto principale è caratterizzato dal portale con arco a tutto sesto, e da un campanile con piedritti in pietra. All’interno la cappella dell’altare principale custodisce l’olio su tela di Giuseppe Salerno del 1620, che raffigura il ritorno della sacra Famiglia dall’Egitto.

Salendo raggiungiamo via Notar Nicchi e girando a destra troviamo lateralmente il prospetto della Chiesa di Sant’Orsola. Edificata nel 1386 nel 1622 fu eretta a chiesa Parrocchiale. L’interno è ad unica navata. Custodisce la statua lignea di Sant’Orsola che risale ai primi del cinquecento. In uno degli altari laterali di sinistra la statua della Madonna del Rosario con san Domenico di fine ‘700. Sull’altare maggiore troneggia il seicentesco quadro dell’Immacolata Concezione di Fra’ Antonio da Conversano. La Vergine è raffigurata al centro di un coro di angeli musicanti, in modo da sovrastare l’idra dalle sette teste, che simboleggia il male ed i peccati terreni.

Percorrendo la via Notar Nicchi si giunge in piazza Caruso, dalla quale è possibile intravedere la prima costruzione edificata fuori le mura: la chiesa della Commenda risalente al 1177. La chiesa, proprietà dell’Ordine Sovrano Militare di Malta, aveva il compito di proteggere i pellegrini e dare assistenza agli ammalati. Oggi purtroppo rimangono soltanto pochi ruderi di quella che in passato fu invece la più ricca delle Commende presenti in tutto il territorio siciliano e che dipendevano dal Priorato di Messina.

Ritornando sulla via Vinciguerra e percorrendo parte della via Dogana ecco sulla sinistra la chiesa di Santa Caterina detta «Batiula». Conserva due statue lignee policrome, realizzate da intagliatori locali. Riproducono san Rocco e san Giovanni Battista.

Salendo per questa strada si arriva alla chiesa di santa Maria delle Grazie o Badia Nuova. La chiesa ha annesso un monastero benedettino. Sono stati edificati nel 1499 per volere della nobile famiglia Signorino. La chiesa è ad unica navata. Al di sopra dell’entrata principale si trova il coro delle monache. Tra le opere custodite al suo interno una pregevole custodia lignea scolpita nel 1697 dallo scultore polizzario Pietro Bencivinni e una tela che raffigura i quattro arcangeli attribuita a Gaspare Bazzano, meglio conosciuto come Zoppo di Gangi.

Superata piazza Medici sulla destra troviamo la Chiesa di San Nicolò De Franchis che è tra le più antiche presenti in città. La sua costruzione, infatti, risale al 1167 quando venne edificata per volere di Pietro di Tolosa, insieme all’annesso ospedale al servizio dei poveri. In passato è stata un importante centro spirituale della comunità Latina. Dopo la morte di san Gandolfo da Binasco, nel 1260, l’edificio ha subito delle modifiche per la realizzazione di una cappella da dedicare al Santo Protettore di Polizzi. All’interno della chiesa è conservata una tela che raffigura la Madonna con il Bambino, risalente al Settecento.

Pochi passi più avanti, troviamo l’antico Monastero di Santa Margherita o “Badia Vecchia”. E’ stato realizzato nel XV secolo quando le monache benedettine abbandonarono il precedente monastero costruito nel borgo di Samperi e si trasferirono all’interno del paese. La chiesa è stata modificata più volte nel corso dei secoli. L’interno ad unica navata presenta all’ingresso un coro, sostenuto da due colonne in stile dorico. Sull’altare principale è collocata una tela che raffigura la Trasfigurazione. Tra le opere che vi si custodiscono troviamo anche una statua in marmo di Santa Margherita del XV secolo attribuita a Domenico Gagini e alla sua bottega; un dipinto di san Benedetto in trono tra i santi Mauro e Placido risalente al 1611 ed eseguito da Giuseppe Salerno. Le preziose mattonelle maiolicate che costituivano la pavimentazione sono ancora visibili nel lato destro in fondo all’altare ed a sinistra poco prima della sacrestia. Il monastero fu completamente distrutto agli inizi del 1950 ed al suo posto fu costruito un edificio scolastico.

Accanto alla “Badia Vecchia” sorgeva la Chiesa dell’Annunziata che era annessa al convento dei Cappuccini. Oggi rimangono solo i muri perimetrali. Altri ruderi di un’antica chiesa sono ancora visibili nei pressi del castello che è rimasto in buono stato fino alla metà del 1800 quando venne abbandonato e lentamente demolito. Questa chiesa risalirebbe al XV secolo.

Incamminandoci verso via Roma vediamo subito la Chiesa di San Francesco oggi Auditorium Comunale. La chiesa è stata fondata intorno al 1300. Annesso alla chiesa vi era un Convento. In occasione di recenti restauri sono emerse le antiche strutture tardo-gotiche. Oggi la chiesa è destinata ad un auditorium comunale ed è anche sede di mostre e convegni.

Andando ancora oltre si esce dal paese e da viale Europa si arriva presso la villa comunale di piazza Matteotti. Al suo interno si trova la Chiesa del Carmine. Faceva parte di un convento che prima del 1549 apparteneva ai domenicani e dopo questa data e fino al 1866 ospitava i padri Carmelitani. In seguito alla soppressione dei beni ecclesiastici il convento venne chiuso ed adibito ad edificio scolastico. La facciata della chiesa risale al 1888 e presenta un portale in pietra squadrata chiuso da un timpano. All’interno la chiesa è ad unica navata. Vi si conserva un Crocifisso ligneo e una statua dell’Ecce Homo attribuite allo scultore Francesco Gallusca della scuola di Frate Umile da Petralia. Una scultura in legno realizzata da Filippo Quattrocchi, risalente alla seconda metà del XVIII secolo, raffigura la Madonna del Carmelo ed è collocata sull’altare di stile barocco. All’interno della stessa chiesa è custodita una tela della Madonna del Carmine del pittore spagnolo Johannes de Matta realizzata nel 1541.

Tra le chiese di Polizzi non vanno dimenticate quella di San Nicola, aperta alle celebrazioni liturgiche durante la ricorrenza del ferragosto, la Chiesa di San Nicola dei Mulini, risalente al XV secolo e per molti anni centro di culto di quanti erano occupati a svolgere l’attività di mugnaio, la Chiesa della Pietatella, edificata nel XVIII secolo ed ancora oggi luogo di pellegrinaggio in occasione della festa dell’Assunta. La Chiesa di Santa Maria della Raccolta, la cui costruzione fu resa possibile proprio grazie ai fondi raccolti tra i devoti.