2013: quando a Polizzi veniva sciolto il consiglio comunale

Era il 9 aprile del 2013 quando l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano scioglieva il consiglio comunale di Polizzi Generosa. «Dall’esito di approfonditi accertamenti, sono emerse forme di ingerenza della criminalità organizzata che hanno esposto l’amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l’imparzialita’ dell’attivita’ comunale» scriveva nel decreto il Presidente Napolitano. Per diciotto mesi la gestione del comune è stata affidata alla commissione straordinaria.

Ecco cosa scriveva allora sul comune polizzano il Ministro dell’interno Annamaria Cancellieri nella sua relazione al Presidente della Repubblica datata 26 marzo 2013. «Gli esiti di una specifica attivita’ informativa, disposta dalla prefettura di Palermo, e le risultanze di operazioni di polizia giudiziaria hanno evidenziato significativi elementi relativi ad indebite ingerenze da parte di soggetti inseriti organicamente nelle articolazioni territoriali dell’associazione mafiosa “cosa nostra” o, comunque ricollegabili, anche in virtu’ di peculiari metodiche criminali, a contesti delinquenziali di stampo affaristico-mafioso».
Il prefetto di Palermo, l’8 ottobre 2012, ha disposto l’accesso presso il comune per gli accertamenti di rito. «I lavori svolti dalla commissione d’indagine – scriveva il Ministro degli Interni – hanno preso in esame il contesto ambientale ove si colloca l’ente locale, con particolare riguardo ai rapporti tra gli amministratori e le cosche locali ed hanno evidenziato come l’uso distorto della cosa pubblica si sia concretizzato, nel tempo, in favore di soggetti o imprese collegati direttamente od indirettamente ad ambienti malavitosi». E il Ministro aggiungeva: «La tangibile presenza della criminalita’ organizzata sul territorio ed il peculiare contesto ambientale in cui opera l’amministrazione comunale si e’ anche disvelata, ultimamente, per alcuni eventi delittuosi di presumibile matrice mafiosa, che si sono concretizzati in minacce a persone ed in atti intimidatori in danno di proprieta’ privata».