Elezione del sindaco: cefalunita scrive… il direttore risponde

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo una nota del movimento “Cefalunita” alla quale replica il nostro Direttore.

Il rispetto delle opinioni altrui è un principio fondamentale nelle regole della Democrazia. Anche quando non si condivide il senso ed il contenuto di un articolo giornalistico. Affermare che “troppi candidati sindaci finiranno col distruggere Cefalù” rischia – a nostro modesto avviso – di veicolare un messaggio negativo, limitativo della libertà di espressione degli elettori.  Siamo convinti che quella lanciata dal Direttore di Cefalunews sia stata una “provocazione”, anche forte, dettata dall’amore e dalla voglia di vedere cambiare stagione nella nostra bellissima Cefalù. Però basare, esclusivamente, questa legittima e condivisibile aspirazione su freddi dati numerici e percentuali rischia di fossilizzare il ragionamento su un lessico e su concetti tipicamente “politichesi” che fondano il successo elettorale su un voto più dell’avversario. Legittimare soltanto questo percorso significa incentivare – a nostro modesto avviso – ancor di più inciuci ed accozzaglie tra elementi assolutamente incompatibili tra loro pur di battere il “nemico” prima ancora che l’avversario politico. Noi abbiamo una idea diversa che, proprio in quanto sfida anche “culturale”, si distacca da questi meccanismi, ben consapevoli della difficoltà aritmetica richiesta per il successo finale. Ma reiterare i vecchi meccanismi, criticati “a parole” da tutti”, ci avrebbe allineato – ancora una volta – con il vecchio modo di fare. Ad oggi il nostro è il solo movimento civico che ha avuto il “coraggio” di scendere in campo (e da tempo) proponendosi all’attenzione di Cefalù. Ci sono stati approcci, da parte di altri soggetti che probabilmente aspirano a candidature varie, verso il nostro movimento ma abbiamo registrato – alla nostra proposta di un tavolo di confronto su idee e decisioni – una rigidità pregiudiziale su eventuali paritarie posizioni di partenza nel confronto. A volte essere in tanti non ci pare possa essere una tragedia. L’Elettore ha in mano un’arma straordinaria. La Matita. E con essa può dettare il futuro amministrativo dei prossimi 5 anni. Sia che ci siano due o venti candidati. (CefalUnita Movimento Civico)

Risposta del Direttore di cefalunews:

Ritengo che in politica occorre fare un passo avanti quando si è chiamati a scendere in campo quale candidato a sindaco di una città e, nello stesso tempo, due passi indietro per favorire sempre la scelta della persona più adatta a ricoprire questa carica per il bene della città. In questo momento mi sembra che a Cefalù in tanti stiano facendo il classico passo in avanti senza alcuna disponibilità a farne due indietro. In tanti si sentono i salvatori della città ma sappiamo bene che uno è il Salvatore di Cefalù ed è a tutti nota la fine che ha fatto una persona che si è sentita tale. Se Cefalù andasse al voto con la legge del ballottaggio, che ci ha accompagnato fino al 2007, non avrei alcun problema verso le tante candidature. La stessa legge porta ad eleggere un sindaco che comunque vada è espressione della maggioranza dei cittadini. Non è così con la nuova legge elettorale che in parte abbiamo già sperimentato nel 2012. L’attuale sindaco, per esempio, è stato eletto da solo un terzo degli elettori. Pur rispettando la legge ritengo la cosa assurda. Cefalù non si può permettere di avere ancora un sindaco che non sia espressione della maggioranza dei cefaludesi. Il tutto aggravato dal fatto che anche il consiglio comunale potrebbe essere espressione solo di una piccola parte di città. C’è solo un modo per impedire che questo accada. Evitare che ai nastri di partenza si presentino tanti, troppi candidati sindaco. Dovrebbero fare un passo avanti quando è chiesto loro di candidarci alla carica di primo cittadino. Nello stesso tempo dovrebbero essere pronti a farne due indietro per favorire la scelta di un candidato, su programmi chiari e definiti, che possa davvero essere espressione di tutta la città o almeno della maggioranza dei cefaludesi.