Dal Senato come vigilerà su Cefalù e le Madonie?

Domenica 4 marzo si vota per eleggere i nuovi Senatori della Repubblica italiana. Nel territorio di Cefalù e delle Madonie sette candidati si contendono un posto per Palazzo Madama. Sono i candidati del Collegio del quale, oltre a Cefalù e ai comuni delle Madonie, fanno parte i comuni di Bagheria, Villabate e Termini Imerese. I sette candidati sono Mario Cicero (Centro sinistra), Ester Bonafede (Centro destra),  Loredana Russo (Movimento cinque stelle), Nadia Spallitta (Liberi e Uguali), Giovanni Maniscalco (Potere al popolo), Francesco Aliberti (Pri-Ala), Vincenzo Di Bella (Casapound).

A loro abbiamo inviato sette domande. Dopo avere pubblicato nella giornata di ieri le risposte alla prima domanda, il cui articolo ha ricevuto in 24 ore ben 45.638 accessi, oggi pubblichiamo le risposte alla seconda che così recita: «Da Senatore o Senatrice della Repubblica italiana come intende vigilare sul territorio di Cefalù e delle Madonie?»

Mario Cicero:
Non bisogna vigilare, questo impegno lo portano avanti gli amministratori e i cittadini. Il mio ruolo sarà quello di stimolare, creare opportunità, favorire l’incontro tra il pubblico e il privato. Oltre che garantire lo sviluppo totale del territorio.

 

Loredana Russo: Credo che il principale strumento di vigilanza e controllo sia la presenza sul territorio degli eletti col Movimento 5 Stelle. Il Movimento esprime le proprie candidature attraverso due modalità: quella proporzionale attraverso le parlamentarie in cui vengono votati e candidati attivisti locali e, da quest’anno, quella dei Collegi uninominali coperti da candidati che si sono impegnati nel territorio esprimendo in campi diversi  le proprie competenze. Quest’ultimo è il mio caso e di questa scelta resterò sempre sinceramente onorata. In nessuno dei due casi può succedere che il candidato cui si dà il proprio voto sia slegato dalle problematiche della propria terra o che sparisca subito dopo le elezioni. Il più autentico organismo di controllo rimarrà in ogni caso il cittadino, che troverà sempre i meet up 5 Stelle pronti ad accogliere le sue segnalazione di storture e malfunzionamenti ed a farsene carico: come i deputati eletti, anche i gruppi locali non chiuderanno i comitati elettorali una volta finite le elezioni. Come ahimè spesso accade…

Nadia Spallitta: Attiverei le funzioni degli enti locali o quelle sostitutive della Regione o dello Stato per prevenire ogni forma di abusivo utilizzo del territorio, salvaguardandone la bellezza. Apposterei le risorse necessarie per garantire agli enti locali gli interventi di vigilanza di rispettiva competenza. Promuoverei corsi di formazione e specializzazione per il personale pubblico. Utilizzerei per la vigilanza anche il personale regionale ( forestali etc). Garantirei il diritto di audizione, con incontri periodici istituzionalizzati, con i rappresentanti locali, per conoscere le criticità ed intervenire. Garantirei momenti di partecipazione pubblica e di confronto  periodico, anche istituzionalizzato, con gli abitanti. Vigilerei sull’effettiva trasparenza dell’azione amministrativa. Avvierei politiche di informatizzazione in rete delle notizie necessarie ed utili per la vigilanza sul territorio (ad es. sugli appalti di opere e servizi) , anche con convenzioni e protocolli con autorità giudiziarie o amministrative, come l’Anac, a ciò già preposte. Garantire l’autonomia dei comuni mettendo in sicurezza i loro bilanci e consentendo quindi ogni iniziativa attuativa delle vigenti disposizioni di legge ( ad es. Dpr 380/2001).

Francesco Aliberti: Da Commercialista- Revisore – Consulente del Lavoro, i programmi e i progetti sono il mio lavoro in questi momenti sosterrò fatti concreti, lavoro, lavoro, lavoro… non Bonus. Sosterrò le attività sociali (anziani, sanità) ed economiche (l’artigianato, il commercio, la pesca, l’agricoltura, il turismo) vorrò investimenti, solo investimenti nel territorio per una vera ripresa. Coinvolgere i cittadini e i giovani cefaludesi e madoniti, tutti devono dare il proprio contributo personale senza aspettare che gli altri continuino a sperperare e/o disinvestire, perchè con il loro intervento, la loro partecipazione alle scelte sociali ed economiche, dobbiamo superare la delusione di questa politica. Il PRI con la sua storia fattiva, ritorna con lo scopo di un “Risorgimento Ragionato”. Certo del consenso, vigileremo sul territorio per il suo vero sviluppo.

Domani lunedì 19 febbraio pubblicheremo le risposte alla terza domanda che così recita: «Cefalù è senz’acqua potabile dal 17 giugno 2016. Intende assumere qualche impegno per ridare dignità a questa città e far tornare a scorrere acqua potabile dai rubinetti delle abitazioni di chi vi risiede?»