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Nicola Mancinelli: il maresciallo maggiore cavaliere al merito della Repubblica italiana

Nicola Mancinelli, maresciallo maggiore aiutante dell’Arma dei Carabinieri in quiescenza è stato nominato nel 1982 Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sandro Pertini, per le sue alte qualità professionali e l’eccellente servizio svolto in circa 40 anni nella Benemerita. Nicola Mancinelli nasce il 29 novembre 1930 ad Amorosi in provincia di Benevento, primogenito maschio di 10 figli, da una famiglia di grandi lavoratori della campagna sannita. Nell’ottobre del 1950 veniva arruolato a Napoli nell’Arma dei Carabinieri, dando così inizio alla sua lunga carriera al servizio dello Stato e dei cittadini. Dopo 6 mesi di corso veniva assegnato al Nucleo Autocarrato di Brescia e nell’ottobre del 1956 veniva ammesso al Corso Biennale Allievi Sottufficiali a Moncalieri (TO) il primo anno, a Firenze il secondo. A fine corso veniva destinato alla Legione di Palermo e assegnato alla Stazione dei Cc di Petralia Soprana (PA) col grado di Vice Brigadiere. Nel 1960 veniva inviato a comandare la Stazione di Sclafani Bagni (PA), dove incontra la donna della sua vita che gli darà due figlie.
Successivamente veniva trasferito al Battaglione Mobile di Palermo e dopo poco più di un paio di anni veniva assegnato, appena sposato, alla Stazione di Montescaglioso in provincia di Matera, in Basilicata, dove si distinse per le sue significative e proficue operazioni contro i “tombaroli” della zona, ricca di ben tre necropoli di epoca greco-romana. Nella sua permanenza a Montescaglioso, una sera di primavera, intervenne in prima persona per sedare un incendio scoppiato all’interno dell’alloggio di un carabiniere, causato dalla fuoriusciuta di gas, in quanto i Vigili del Fuoco sarebbero dovuti arrivare da Matera. Nel 1969 chiedeva di essere trasferito in Sicilia e pertanto fu inviato a comandare la Stazione dei Cc di Misilmeri (PA), che riportò a nuovo in pochi giorni, al punto di ricevere elogi da parte del Comandante Generale dell’Arma e dell’allora Colonnello dei Cc Carlo Alberto Dalla Chiesa, poi divenuto Generale e nel 1982 Prefetto di Palermo, dove venne barbaramente ucciso dalla mafia assieme alla giovane moglie nello stesso anno. Come premio per l’ottimo lavoro svolto, Dalla Chiesa lo inviò a comandare la Stazione di Campofelice di Roccella (PA), così come richiesto dallo stesso Mancinelli, il quale desiderava avvicinarsi quanto più possibile alla bellissima “Perla del Tirreno”: Cefalù.
Nel 1976 Il Comandante Dalla Chiesa lo assegnava finalmente al Comando della Stazione di Cefalù, dove rimase fino alla fine della sua carriera, distinguendosi per serietà e abnegazione al lavoro, nella lotta alla illegalità. Nelle diverse Stazioni che ha comandato in Basilicata e in Sicilia,  spesso attinenti a territori vastissimi, il Maresciallo Mancinelli si è ritrovato a lavorare senza Sottufficiali in sottordine, e quindi era soggetto a disbrigare pratiche e servizi anche di notte. Nel giugno del 1987 veniva colpito da angina pectoris mentre era in servizio. Da ottobre 1988 a luglio 1989 assumeva il comando della Compagnia di Cefalù interinalmente, in assenza del titolare (ossia del Capitano). L’11 settembre del 1989 chiedeva di essere posto in congedo per motivi di salute.
Nel corso della sua impegnata e intensa attività di Maresciallo Maggiore presso la Stazione di Cefalù, ha affiancato e collaborato a stretto contatto con diversi Capitani, tra cui Barbaro Zappalà, Ugo Staro e Marco Picone, oggi Generali dell’Arma dei Carabinieri. La figlia maggiore, Antonia, da circa 20 anni lavora presso il Comune di Cefalù distinguendosi quale impiegata attenta e professionale, mentre la figlia minore, l’Arch. Salva Mancinelli, è oggi Consigliere comunale di Cefalù con delega all’ambiente ed è stata Esperta del Sindaco Lapunzina nel corso della prima sindacatura.
Inauguriamo su cefalunews una sezione per far conoscere i carabinieri cefaludesi che hanno operato a Cefalù lasciando un segno importante della loro presenza. L’idea di raccogliere le loro biografie è del Kefablog, l’iniziativa nata per far conoscere Cefalù, finanziata con 1.800 euro di borse di studio costituite dagli emigrati cefaludesi che fanno parte dell’associazione Cefaludesi nel mondo. Ai partecipanti è stato chiesto di pubblicare una biografia di un carabiniere che ha operato a Cefalù. Le biografie saranno lette da una giuria di emigrati cefaludesi che attribuiranno dei punteggi ai partecipanti. Alla fine della gara al vincitore andrà una borsa di studio di trecento euro. (Biografia a cura di Flaminia La Placa)