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Carmelo Cina: il carabiniere che sventò una rapina di venti milioni di lire

Carmelo Cina nasce a Scordia, in provincia di Catania, da una modesta famiglia, di cui il padre era un bracciante, mentre la mamma era casalinga. Nell’anno 1972, a Scordia, per caso  incontrò,  un suo caro amico di scuola media il quale gli disse che si era arruolato nell’Arma e che doveva partire per la Scuola allievi Carabinieri di Iglesias. Aveva appena compiuto 17 anni, entusiasta, per la notizia appena appresa, ne parlò con i suoi genitori e questi lo lasciarono libero di decidere e scegliere così il suo destino. Incominciò così la sua vita nell’Arma dei Carabinieri. Dopo aver presentato domanda il 24 gennaio 1973, parte per la  visita presso la Scuola Allievi Carabinieri di Roma. Dopo una settimana si trovò alla Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias in provincia di Cagliari. Il corso dura nove mesi e conosce un suo caro amico Pietro Ricotta. Finito il corso, come prima destinazione, le fu assegnata la città di Parma. Con la nave salpò da Cagliari con destinazione Palermo e dopo, con il treno proseguì verso Messina. In quella occasione, passò per la prima volta da Cefalù dove il destino lo avrebbe condotto, anni dopo, a prestare servizio presso la Locale Compagnia dei Carabinieri. Prima di tale momento, però, trascorse tre anni e mezzo presso il Nucleo Radiomobile di Reggio Emilia, nel periodo di attività delle Brigate Rosse, in qualità di motociclista e, successivamente, di autista dei mezzi  veloci dell’Arma. 

Il primo febbraio 1977 arrivò, con trasferimento  definitivo, a Cefalù, dove trascorse 5 anni e 3 mesi, durante i quali, con il suo capo equipaggio, Vice Brigadiere Giovanni d’Amico, in turno di servizio dalle ore 13-19, mentre erano in piazza Garibaldi una persona li informava che presso il negozio di abbigliamento del Sig. Di Paola era stato consumato un furto. A causa  del traffico intenso, il capo equipaggio, si portava a piedi presso tale esercizio commerciale, mentre lui con la vettura lo raggiungeva, più tardi e vicino il palazzo giallo ritrovava il suo collega, che aveva già arrestato l’autore del furto e riconsegnato la merce al Sig. Di Paola. Nel maggio del 1982, venne trasferito al Comando della Radiomobile di Palermo, in ragione del suo imminente matrimonio con una ragazza di Cefalù. A Palermo, visse il periodo più intenso della sua carriera. Erano gli anni della guerra di mafia, tinti dal sangue di moltissimi morti. In quel periodo, in particolare il 22 luglio 1983, giorno del suo compleanno, con un altro Vice Brigadiere, sventarono una rapina in Via Napoli, recuperando oro per un valore di 20 milioni di lire e arrestando una persona armata di pistola. In conseguenza di tale operazione, il 6 Giugno dell’anno dopo, in occasione della festa dell’Arma, gli viene consegnato un encomio solenne presso la Legione Carabinieri di Palermo. 

Due giorni dopo, a domanda, venne trasferito al Comando Carabinieri di Catania, dopo trascorse 14 anni e mezzo di servizio al reparto Radiomobile. Qui ebbe modo di compiere altre numerose operazioni di servizio, tra cui l’arresto nel mese di marzo 1985 del genero di Pulvirenti Giuseppe secondo capo mafia del Catanese. Successivamente durante la crisi politica Italia – U.S.A partecipò all’intervento, riguardante un aereo Egiziano con a bordo un terrorista, autore dell’omicidio di un ebreo americano sulla nave Achille Lauro, atterrato presso la base di Sigonella, sita nella pianura di Catania, con la presenza di gruppi speciali Americani pronti all’assalto di tale aereomobile. In questi anni nel territorio Catanese, così come anche in quello Palermitano, fece molti interventi  a seguito di segnalazioni di omicidi di stampo mafioso. Nel 1998 fece domanda di trasferimento, e le fu assegnata la Compagnia di Termini Imerese, dove giunse il primo settembre 1998, rimanendo sino al primo Aprile 2000, data in cui fu messo in congedo, stabilendosi così definitivamente a Cefalù dove attualmente vive con la sua famiglia.

Inauguriamo su cefalunews una sezione per far conoscere i carabinieri cefaludesi che hanno operato a Cefalù lasciando un segno importante della loro presenza. L’idea di raccogliere le loro biografie è del Kefablog, l’iniziativa nata per far conoscere Cefalù, finanziata con 1.800 euro di borse di studio costituite dagli emigrati cefaludesi che fanno parte dell’associazione Cefaludesi nel mondo. Ai partecipanti è stato chiesto di pubblicare una biografia di un carabiniere che ha operato a Cefalù. Le biografie saranno lette da una giuria di emigrati cefaludesi che attribuiranno dei punteggi ai partecipanti. Alla fine della gara al vincitore andrà una borsa di studio di trecento euro. (Biografia a cura di Richy Ricotta)