Non è vero che noi giovani non avremo pensione: basta pensare alla pensione integrativa

Pensione integrativa (o complementare): di cosa si tratta?

Uno degli argomenti più dibattuti su giornali e mass media nell’ultimo periodo sono proprio le pensioni. Dopo la riforma molto discussa del 2011, ora si sente parlare di Quota 100.

Uno dei punti focali delle teorie che riguardano le pensioni è la questione giovani. Molti sostengono che, con il passare degli anni, il valore economico effettivo delle pensioni si ridurrà notevolmente. Tuttavia, nella discussione, la maggior parte delle volte, non viene presa in considerazione una possibilità piuttosto vantaggiosa: la pensione integrativa (o compensativa).

Con l’espressione pensione integrativa si intende un sistema di previdenza complementare che permette a chiunque lo desideri di integrare, come suggerisce la denominazione, alla pensione base o standard anche un contributo, sotto forma di versamento, a titolo volontario.

Nello specifico, ci si riferisce a fondi pensione o assicurazioni private, che abbiano carattere individuale o collettivo, che svolgono una funzione complementare ai sistemi di previdenza pubblici e privati e che, dunque, non li sostituiscono.

Lo scopo è di costituire un fondo pensione economicamente più ricco, contrastando il fenomeno in ascesa della riduzione dei fondi pensionistici pubblici e privati. Infatti, il tasso di sostituzione tra il cosiddetto reddito da lavoro e reddito da pensione andrà a ridursi progressivamente nel corso degli anni. Per questa ragione, anche i giovani possono aspirare a una pensione quantitativamente adeguata alle aspettative.

Fondo pensione, Polizza mista o Piano Individuale Pensionistico (PIP)?

Nel momento in cui si decide di aderire a un piano previdenziale integrativo, è opportuno sapere che ne esistono tre tipologie fondamentali:

  • Polizza mista: questa tipologia è strettamente connessa alle assicurazioni caso morte. In cambio del versamento periodico di un premio, si ottiene una tutela nel caso in cui si verificasse il decesso dell’interessato prima del termine fissato.

    Dunque, se la morte dovesse avvenire prima della data prevista, alla famiglia del defunto verrebbe versata una somma. Nel caso specifico della polizza mista, ai dettagli appena citati, viene aggiunto anche il cosiddetto caso vita.

    Ciò significa che, raggiunta la data pattuita come termine della polizza, se l’assicurato è ancora in vita potrà ricevere l’importo complessivo dei premi versati al quale viene aggiunta una somma corrispondente agli interessi maturati.

    Il denaro potrà essere versato in un’unica soluzione o in più rate. Sostanzialmente, la polizza mista corrisponde a un piano individuale pensionistico ancor più perché gli interessi non sono esposti ai rischi di mercato e per questo sono garantiti;

  • Fondo pensione: ha lo scopo di raggruppare il risparmio e incanalarlo direttamente in un investimento che possa giovare al lavoratore. Esistono due tipologie di fondo pensione:

    1 – chiuso: pensato per determinate categorie di lavoratori, nasce dai contratti collettivi dei lavoratori oppure è proposto direttamente dagli stessi sindacati. In questo fondo, viene raccolto il TFR. Se il lavoratore decide di rinunciare, deve farne espressa richiesta entro un termine massimo di sei mesi dal momento dell’assunzione;

    2 – aperto: costituito da SGR, assicurazioni o banche, permette a chiunque di accedervi e aderire ed è gestito direttamente dalla società stessa che li crea. Oltre alla possibilità di essere collettivo, il fondo pensione aperto può essere sottoscritto in maniera individuale;

  • Piano Individuale Pensionistico (PIP): è una categoria di polizze che raggruppa le cosiddette polizze caso vita o polizze miste. Come accennato precedentemente, si definisce un limite temporale entro il quale, se lo stipulante è ancora in vita, la compagnia verserà al soggetto una quota corrispondente alla somma dei premi, ai quali saranno sommati gli interessi (devono essere sottratti i costi).

Come si crea una pensione integrativa?

Per creare una pensione integrativa o complementare, il lavoratore deve aderire a:

  • Polizza mista;
  • PIP (Piani individuali pensionistici di tipo assicurativo),
  • Fondi pensione chiusi;
  • Fondi pensione aperti;
  • Fondi pensione esistenti precedentemente.

Tutti i fondi pensione sono sottoposti al controllo della COVIP.

Quali soggetti possono aderire alla previdenza integrativa?

Ogni lavoratore può aderire liberamente a un fondo integrativo.
Nello specifico, se un lavoratore svolge un’attività in un ambito nel quale sono previste delle contrattazioni di tipo aziendale o collettivo, oppure se si svolge un’attività in qualità di libero professionista e si prendano accordi con le associazioni di categoria o relativi sindacati, è possibile accedere a un determinato fondo pensione prescelto durante la sottoscrizione del contratto o, viceversa, aderire in maniera individuale a un altro piano previdenziale.

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, a questa categoria di lavoratori sono riservati alcuni fondi negoziali specifici.
Non possono aderire alla previdenza integrativa tutti i lavoratori che non hanno sottoscritto un contratto e il personale non contrattualizzato come forze dell’ordine, figure appartenenti all’organo della magistratura ecc. Tuttavia, gli appartenenti a questa categoria possono rivolgersi in maniera autonoma a una compagnia assicurativa o aderire individualmente a un piano previdenziale integrativo.

Vantaggi della previdenza integrativa per i giovani lavoratori

Come accennato precedentemente, la previdenza integrativa o complementare risulterebbe piuttosto vantaggiosa per i giovani che, pur vedendo il valore economico dell’importo della pensione decrescere progressivamente nel corso di questi anni, potranno accedere, una volta trascorsi i termini, a un piano previdenziale “alternativo” rispetto a quello classico.

Come si è visto, le polizze sopra citate permettono a un qualsiasi lavoratore di maturare una somma significativa tramite il versamento di un premio (al quale andranno sommati gli interessi) oppure con investimenti oculati programmati da esperti nel settore che permettono di far fruttare il capitale che il lavoratore decide di impiegare per il piano previdenziale integrativo che più preferisce.

In questo modo, un giovane lavoratore potrà guadagnare facendo gestire i propri risparmi a esperti del settore che sapranno far fruttare al meglio le rendite garantendo un risparmio effettivo o un guadagno passivo a lungo termine che potrà essere sfruttato autonomamente durante gli anni della pensione.