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Petralia Sottana: il museo con la storia delle Madonie e il guerriero petralese

ll Museo Civico “Antonio Collisani” di Petralia Sottana è nato nel novembre 2003. Ha sede nei locali restaurati dell’ex Carcere quattrocentesco. Si estende su due livelli ed ospita due sezioni: la Geologica e l’Archeologica. I due spazi espositivi nascono in due tempi diversi. Dapprima, nel 2004, quello geologico inaugurato in occasione del meeting internazionale dell’European Geopark svoltosi a Petralia Sottana. Quattro anni dopo, nel 2008, è arrivato quello archeologico con l’esposizione della preziosa “Collezione Collisani”. Il visitatore viene condotto in un percorso di storia che porta indietro di milioni di anni, da quando le Madonie erano  una splendida barriera corallina fino ad arrivare a tremila anni fa quando l’uomo ha realizzato le sue prime produzioni artistiche. 

La prima sezione dedicata a “Giuseppe Torre”, un geologo petralese, comprende rocce e fossili di oltre duecento milioni di anni e racconta uno spaccato di storia geologica del territorio madonita.

La seconda sezione è la  “Collezione Collisani”. Vi si trova un vasto repertorio di produzioni vascolari di epoca preistorica, numerose statuette in terracotta (arcaiche, ellenistiche, e post ellenistiche), vasi attici insieme a figure rosse e nere con una vasta gamma di produzioni in pasta vitrea. Una vetrina è dedicata ai manufatti in metallo quali argento e bronzo. Grazie al Museo Regionale “Salinas” di Palermo alla Collezione depositata dagli eredi di Antonio Collisani si è aggiunta una sala dedicata alla “Grotta del Vecchiuzzo” famoso sito preistorico scoperto dallo stesso Collisani. Questa Grotta si  trova in un fianco della Rocca delle Balate nel territorio di Petralia Sottana. La scoperta avvenne  ad opera  di Collisani nel 1936, anche se la sua esistenza era tramandata oralmente dagli abitanti del posto da anni. Dal IV millennio a.C. fino agli inizi del secondo in questa Grotta trovarono rifugio cacciatori, agricoltori e pastori.  A questa fase, infatti, risale gran parte dei reperti, soprattutto resti di grossi recipienti di terracotta (forse usati per la raccolta delle acque e delle derrate), ciotole con ansa, utensili in osso e corno. 

Tra i preziosi reperti che si trovano all’interno del Museo c’è anche il guerriero di Petralia Sottana che risalirebbe al periodo Protominoico III. Sembrerebbe di influenza Ittita con indiscutibili presenze micenee per il tema del Guerriero. Forse era il manico di un sigillo. Fuso a cera, come l’oreficeria sciita, una tecnica che avrebbe raggiunto il suo  apice solo 1700 anni dopo con la grande statuaria classica.  Siamo quindi agli albori della  fusione in bronzo a cera persa mentre  nel Protominoico III (2200-2000 a.C) imperava la tecnica della fusione in bronzo monovalve o bivalve assemblate con la calamina.