Vincenzo Ficcaglia: l’investigatore della polizia che si laurea con una tesi sull’usura

“Ego sum, qui sum”: “Io sono quello che sono, con i miei difetti e le mie virtù”, questo è il motto in cui si identifica il sostituto Commissario Vincenzo Ficcaglia, un uomo appassionato dal suo lavoro, passione sviluppata grazie al padre poliziotto e che ha trasmesso al figlio, divenuto anch’egli poliziotto.

Un uomo che mi ha aperto il cuore con i suoi mille ricordi legati a questa professione di cui va molto fiero. In lui ho apprezzato la voglia di servire lo Stato e la grande esperienza maturata sul lavoro. Quando gli ho posto la fatidica domanda “Rifarebbe la scelta di entrare in Polizia?”, non ha esitato a dirmi che, se potesse, ritornerebbe in servizio, per continuare a servire la giustizia del proprio paese.

Vincenzo Ficcaglia nasce a Gela (CL) il 23 giugno 1951; interrompe gli studi universitari (era iscritto in Medicina) per adempiere agli obblighi del servizio militare che presta presso il 32° Reggimento Carri Ariete nella caserma “Arduino Forgiarini” di Tauriano, frazione di Spilimbergo (PN). Dopo 6 mesi, partecipa al concorso per agente del disciolto corpo delle “Guardie di P.S.”, nel quale viene arruolato nel gennaio 1975 e, dopo aver frequentato il corso presso la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Alessandria (scuola che nel 2018 è stata candidata per il Fai «Fondo ambiente italiano» a “Luogo del cuore” ottenendo oltre 22000 voti), viene destinato al II° Reparto Celere di Roma. Dopo alcuni anni, viene assegnato al F.A.P. del Ministero dell’Interno. Nel 1979 partecipa al concorso per Vicebrigadiere, superato il quale, frequenta il corso propedeutico presso la Scuola di Nettuno (RM), e quindi, viene assegnato alla Questura di Reggio Emilia e, dopo qualche mese, Vincenzo Ficcaglia viene assegnato alla Squadra Mobile – Sezione Narcotici, partecipando attivamente a numerose operazioni concluse con successo.

In seguito alla domanda di avvicinamento alla famiglia, viene trasferito alla Questura di Trapani e assegnato, su richiesta dell’allora Dirigente Dr Saverio Montalbano, alla Squadra Mobile – Sezione Investigativa, nella quale si occupa, oltre che di importanti operazioni a carico di associazioni per delinquere di stampo mafioso, delle tre più importanti ed articolate attività di indagine. La prima quella che riguarda l’attentato al Giudice Carlo Palermo. Attentato dinamitardo, compiuto il 2 aprile 1985 a Pizzolungo, nel trapanese con cui “Cosa Nostra” intendeva uccidere il Magistrato Carlo Palermo e nel quale, invece, trovarono la morte una madre, Barbara Rizzo, e i suoi due figli gemelli Giuseppe e Salvatore Asta che stava accompagnando a scuola. Collabora fattivamente all’individuazione degli autori della strage. La seconda indagine sulla scoperta, il 3 maggio 1985, quando erano sulle tracce di un pregiudicato, Giuseppe Ferro, di una delle più attrezzate raffinerie di droga mai scoperta in Sicilia, in Contrada Virgini ad Alcamo, e la connessa attività d’indagine a carico degli organizzatori del crescente traffico di stupefacenti. Infine  infine, le indagini sulla Massoneria, operante a Trapani, con la scoperta di logge segrete, o cosiddette “coperte”, in cui figuravano personaggi influenti del tessuto sociale provinciale.

A seguito di domanda di trasferimento, Vincenzo Ficcaglia viene assegnato al Commissariato di P.S. di Cefalù diretto dal Vice Questore Dottor Salvatore Palazzolo. Quello è un periodo piuttosto travagliato, in quanto si celebrava il primo Maxiprocesso a Cosa Nostra con 475 imputati.

Vincenzo Ficcaglia, da responsabile della “Sezione Volanti” nella quale si occupava di creare lo schedario delle persone identificate (lavoro che all’epoca non avveniva con l’ausilio delle moderne tecnologie dato che l’informatizzazione non era ancora diffusa), grazie all’intuito dell’allora dirigente, viene assegnato alla Squadra di Polizia Giudiziaria, procedendo a diversi arresti e denunce a piede libero per innumerevoli reati: armi, rapine, furti, associazione per delinquere, droga e tanti altri.  

Nel 1991 partecipa al concorso ad Ispettore, superato con successo e, a seguito del quale, si dedicherà nel 1992, ad un’operazione coinvolgente ed importante, diretta all’epoca dai P.M. Dr Masini e Dr Sabella, che ha riguardato il fenomeno dell’usura, scoperto a seguito di perquisizioni nel territorio delle Madonie, durante le quali vennero effettuati numerosi arresti e denunce e che portarono ad evidenziare, peraltro, attività estorsive e corruttive. Tale operazione lo coinvolge così tanto da diventare il punto di partenza per la sua tesi di laurea, discussa a Roma all’Università LUSPIO, dal titolo: “L’usura, fenomeno sociale dal volto antico”.

Nel 1998, in seguito a domanda, Vincenzo Ficcaglia passa alla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Palermo, Sezione Pretura Circondariale, diretta dal Dr. Megna e all’epoca guidata dal Procuratore Dr Pignatone e qui, vi rimane per circa due anni. In seguito, per motivi familiari, ritorna in zona assegnato al Commissariato di P.S. di Termini Imerese alla Squadra di Polizia Giudiziaria dove terminerà il servizio in Polizia. Nel periodo in cui ha prestato servizio al Commissariato di Termini Imerese, ha conseguito attestati di partecipazione a Corsi Formativi e di Specializzazione presso l’Università di Palermo e il Tribunale di Termini Imerese in materia rispettivamente di “Famiglia” e “Criminalità”.

Su segnalazione del Dirigente dell’ufficio Dr Francesco Cassataro, Vincenzo Ficcaglia è stato onorato dell’attribuzione del titolo di “Cavaliere al Merito della Repubblica”, giusta Decreto del Presidente della Repubblica del 27 novembre 2011, onorificenza conferita per meriti. È stato, inoltre, insignito di “Medaglia al Merito” per servizio. Con Decreto del Capo della Polizia del 23 dicembre 2003 gli è stata attribuita la denominazione di Sostituto Commissario a decorrere dal 13 ottobre 2003, nella posizione di quiescente mantiene il grado di Commissario della Polizia di Stato – Ruolo Speciale. 

Chiudo la biografia ringraziando Vincenzo Ficcaglia per l’intervista rilasciatami e con l’augurio che, persone come lui, possano ancora offrire la loro preziosa esperienza a noi giovani che viviamo in una società difficile e lo dico col cuore, anche perché nel 2011 e nel 2012 ho frequentato il corso di “Baby Poliziotto”, ottenendo le qualifiche (si fa per dire!) di Ausiliario prima e di Agente Scelto dopo; corso utilissimo perché ho imparato tanto dai poliziotti che ci seguivano durante i corsi regalandoci numerosi preziosi consigli.

Inauguriamo su cefalunews una sezione per far conoscere i poliziotti cefaludesi che hanno operato a Cefalù lasciando un segno importante della loro presenza. L’idea di raccogliere le loro biografie è del Kefablog, l’iniziativa nata per far conoscere Cefalù, finanziata con 1.800 euro di borse di studio costituite dagli emigrati cefaludesi che fanno parte dell’associazione Cefaludesi nel mondo. Ai partecipanti è stato chiesto di pubblicare una biografia di un poliziotto che ha operato a Cefalù. Le biografie saranno lette da una giuria di emigrati cefaludesi che attribuiranno dei punteggi ai partecipanti. Alla fine della gara al vincitore andrà una borsa di studio di trecento euro. (Biografia a cura di Giorgia Arcuri)