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Benvenuti nella patria delle verdure selvatiche: a Isnello una grande Sagra

E’ arrivata alla sua dodicesima edizione e si tiene fra oggi e domani. E’ chiamata “Sagra delle verdure”. In vetrina le verdure tradizionali e quelle antiche delle Madonie. Isnello è diventata da alcuni anni la patria delle verdure selvatiche da cucinare. Fra convegni e passeggiate nei campi per raccogliere le verdure spontanee anche quest’anno il momento più importante della Sagra è nella giornata di domenica 7 aprile. Fra le 12 e le 18,30 nel centro storico, infatti, si possono degustare i piatti tipici cucinati con queste verdure. A prepararli i soci della locale Pro Loco e gli studenti dell’Alberghiero di Cefalù.

Tra le erbe selvatiche più buone che crescono sulle Madonie e nei pressi di Isnello vi segnaliamo. Il «Porraccio». Cresce in genere ai bordi dei campi. Quest’erba va raccolta con bulbo e novelli getti delle foglie. Viene utilizzata in particolare per aromatizzare i cibi. In passato si adoperava il suo bulbo per condire i sughi e dare sapore al brodo di carne. Lo stesso bulbo fatto a listelli serviva a condire le olive. Le sue tenere foglie venivano utilizzate per condire le frittate. Gli «asparagi». Al palato appaiono con un sapore amaro ma è un pregio. E’ una pianta da cuocere in padella con poca acqua per essere poi lessata con olio e limone. Gli asparagi sono un buon condimento per pasta e risotti. Si cucinano anche con le frittate di uova. Le «bietole». Pianta i cui piccioli a volte si presentano colorati di rosso alla base per la presenza di betacianina. Va raccolta, in particolare, in primavera. Le sue cime e le sue foglie possono essere cucinate lessate, saltate in padella o utilizzate come ripieno per le schiacciate. Non manca chi utilizza quest’erba nelle minestre di fave e di legumi. La «borragine». E’ una pianta ispida in tutte le sue parti per la presenza di peli rigidi e pungenti. Sulle Madonie la pianta fiorisce tra gennaio ed aprile. Si possono mangiare sia l’intera pianta, raccolta all’inizio della primavera, oppure solo le cime e le foglie tenere se vengono raccolte quando la pianta è matura. Si mangia come piatto di verdura e viene anche utilizzata per condire minestre o zuppe. Buona se cucinata con le lenticchie. Le foglie ancora giovani servono a preparare belle buone insalate. La Borragine viene utilizzata anche nell’apicoltura. Il «Cavolicello». Sono da raccogliere le parti giovani ed appena spuntate. I contadini lo utilizzavano quale contorno alla salsiccia cotta alla brace. E’ una verdura buona al palato per la presenza di un eteroside sulfonato che è una sostanza aromatica. La «Cicoria». E’ un pianta che raggiunge anche gli ottanta centimetri di altezza. E’ provvista di una leggera peluria. Le foglie hanno il margine dentato. I fiori sono piccoli con petali di colore giallo. Vanno mangiate le foglie basali che si raccolgono non appena appaiono. Vanno lessate e condite con olio. Le sue foglie si possono anche aggiungere a minestre e zuppe. I fiori si possono impiegare nelle insalate miste.

Nelle campagne di Isnello, in particolare, crescono alcune verdure tipiche. Ne segnaliamo alcune. Gli «Aprocchi di picurara» è una verdura che fa bene al fegato. Era molto usata dai pastori. E’ da raccogliere prima della fioritura. Va bollita e condita con olio extravergine d’oliva. Insieme alla ricotta fresca si può utilizzare per della buona pasta. Il «casese», invece, è una specie di finocchio che va consumato sbollentato e condito con olio e aceto. Si può anche conservare sott’olio ed essere utilizzato come aperitivo. I «carduna sarvaggi» sono buoni e vanno utilizzate le sue foglie pulite dalle spine. Si cucina solo la nervatura centrale. Ha proprietà diuretiche e depurative. Favorisce il deflusso della bile nell’intestino e diminuisce il tasso di colesterolo nel sangue. E’ una pianta che aiuta la digestione e protegge il fegato. I «purretti», infine, sono piccoli e vanno gustati in pastella. Combattono la stitichezza ed hanno effetti positivi anche per le vie urinarie.