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Serie A, ma quando si riparte? Gli scenari

La Serie A si dice pronta a ripartire: ma quando? Il campionato italiano di calcio si è fermato, ha discusso, si è infilato in una serie di beghe e lotte intestine: alla fine la Lega Calcio ha votato in maniera unanime per tornare in campo. Ha seguito le indicazioni arrivate dalla Uefa e da Ceferin, che di fatto ha spinto per non interrompere i campionati.

In Italia vince il fronte di Lotito: il presidente della Lazio ha chiesto sin da subito di anticipare i tempi, per evitare perdite sistemiche ed economiche troppo onerose, capaci di far franare l’intero sistema calcio.

Serie A, le date e gli scenari

Prima di poter tornare in campo, sono due le questioni principali sul tavolo: le norme sanitarie e il ritorno dall’estero di molti campioni, che hanno passato la quarantena e il periodo di lockdown in patria. Da Cristiano Ronaldo ad Ibrahimovic, appena tornati in Italia dovranno sostenere 14 giorni di ulteriore isolamento. La FIGC ha inoltrato al ministro dello Sport Spadafora un protocollo per tornare a giocare a calcio in sicurezza: per ora sono arrivati apprezzamenti per l’iniziativa e poco altro. Ad oggi si gioca solo in pochissimi paesi del mondo, dal Nicaragua al Tajikistan: gli appassionati che, ad esempio, si saranno accorti che principali bookmaker che seguono il calcio che seguono il calcio le partite disponibili riguardano i campionati ancora in corso e gli eSports. A breve, in tutta Europa, dovrebbero riaprire i battenti tutti i principali campionati.

Intanto, la Uefa ha stabilito la data entro cui bisognerà finire tassativamente i campionati: dovranno fermarsi entro e non oltre il 2 agosto. Gli scenari a questo punto sono 2: iniziare tra fine maggio ed inizio giugno, con una lunga e calda estate di calcio, tra Coppe europee e Serie A. L’altro scenario delineato è presto detto: la Serie A verrà terminato il prima possibile, per poi far disputare le coppe al termine della stagione. Ad oggi l’ipotesi più probabile sembra quest’ultima, la preferita dalla Uefa: 1) campionati da fine maggio al 2 agosto massimo, per avere le liste delle prossime coppe entro il 3 agosto; 2) coppe dopo, tutte ad agosto.

Serie A, le ultime reazioni

In questo momento, la palla passa al Governo. Che dovrà cercare una data di ripresa plausibile per una delle industrie del paese che, altrimenti, rischiano il collasso. Anche perché i consulenti medici sono convinti che servano controlli e attenzione, e che il rischio zero, per ora, non esista. Durante il punto con la stampa, il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Gianni Rezza ha spiegato che: “Far ripartire il calcio dopo la fine del lockdown è una decisione politica. Dal punto di vista tecnico il calcio come altri sport implica un contatto diretto, quindi la necessità di controlli molto stretti su un numero di persone relativamente ampio, anche se non si discute che si gioca a porte chiuse. Ma attorno ai calciatori ci sono 200 persone, i controlli sarebbero in carico delle squadre da quello che ho capito, a scadenze molto strette. È una decisione molto difficile da prendere, non mi sembra ci siano le condizioni per un rischio zero. In questo caso il distanziamento sociale mi sembra scarsamente applicabile, certo il rischio non è zero”.