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Coronavirus, in Sicilia una nuova ordinanza. Ecco cosa cambia

E’ arrivata la nuova ordinanza del presidente della Regione, Nello Musumeci, per contrastare la diffusione del Coronavirus in Sicilia. Il provvedimento impone l’obbligo di indossare la mascherina sempre, anche quando si è all’aperto e indipendentemente dal metro di distanza con le altre persone.  Tutto questo per l’aumento significativo dei contagi in Sicilia e per il fatto che i molti appelli alla responsabilità individuale rivolti ai cittadini molto spesso sono rimasti inascoltati. Il nuovo provvedimento entrerà in vigore mercoledì 30 settembre. Ecco le principali novità.

1. Obbligo di mascherine all’aperto. È obbligo di ogni cittadino, al di sopra dei 6 anni, tenere sempre la mascherina nella propria disponibilità, quando si è fuori casa. Nei luoghi aperti al pubblico la mascherina deve essere indossata se si è nel contesto di presenze di più soggetti. Si è dispensati solo quando ci si trova tra congiunti o conviventi.

2. Divieto di assembramenti. Sono vietati gli assembramenti mediante il prolungato stazionamento nei luoghi pubblici o aperti al pubblico (strade, piazze e parchi). Sono escluse le sole occasioni di iniziative pubbliche previste dalla legge o comunicate all’Autorità di pubblica sicurezza, per le quali l’organizzatore è comunque responsabile dell’assoluto rispetto delle norme per la prevenzione dal rischio di contagio.

3. Obbligo di tamponi per chi arriva dall’estero. Chiunque entri nel territorio della Regione provenendo da Stati Ue o extra Ue ha l’obbligo di registrarsi sul sito www.siciliacoronavirus.it, ovvero di comunicare la propria presenza al servizio sanitario della Regione. I cittadini residenti in Sicilia adempieranno a tale obbligo sia mediante la registrazione sul sito, sia dandone pronta comunicazione al proprio medico di medicina generale o pediatra. Alle norme dovranno uniformarsi anche coloro che hanno fatto rientro in Sicilia nei sette giorni antecedenti la pubblicazione dell’ordinanza.

4. Controlli sul personale sanitario. Le Aziende sanitarie provinciali competenti territorialmente provvedono alla sottoscrizione di un Protocollo con le Società di gestione degli aeroporti, le Autorità portuali, i gestori del trasporto, di concerto con l’assessorato regionale delle Infrastrutture e della mobilità, per sottoporre al cosiddetto tampone rapido ovvero ad altri mezzi di indagine diagnostica, validati dall’Istituto superiore di sanità, i soggetti provenienti dai Paesi esteri. Le Aziende del sistema sanitario regionale provvedono a svolgere controlli periodici sul personale, mediante tampone rapido, ovvero con altro mezzo di indagine diagnostica.