Cosa succede con il «Piano lumaca» per il vaccino? Ecco dove si porta avanti

Il «Piano lumaca» per il vaccino è nato in Lombardia. In terra lombarda gli anziani over 80 saranno gli ultimi a vaccinarsi contro il Covid-19. La fase 2 del piano vaccinale, che prevede il vaccino per gli over ottantenni, partirà l’8 febbraio nel Lazio e in Puglia e le altre regioni seguiranno nelle settimane successive. In Lombardia, invece, bisognerà attendere quasi due mesi. La data di inizio è stata infatti fissata per il 25-26 marzo. Quali siano le ragioni di tale ritardo rispetto al resto d’Italia, al momento non è dato sapere. Una spiegazione potrebbe arrivare presto. «Sono allarmata che le persone anziane potranno vaccinarsi solo a partire da fine marzo – dice la consigliera del Pd Carmela Rozza – Attendo la relazione della vicepresidente Moratti, sperando che venga corretto il tiro”.

Cosa è il «Piano Lumaca». La data del 25-26 marzo è stata annunciata dalla Moratti la settimana scorsa durante la sua audizione in commissione Sanità al Pirellone. Proprio durante questo intervento ha spiegato che la fase 1, per la quale sono state individuate 340mila persone, tra operatori sanitari degli ospedali, operatori e ospiti delle RSA, si concluderà col richiamo il 5 marzo, salvo ritardi nelle consegne di Pfizer. A quel punto partirà quella che Regione Lombardia ha definito “fase 1 bis”, ovvero la vaccinazione di altre figure legate al mondo medico. Sono coloro che lavorano nella residenzialità psichiatrica, nell’assistenza domiciliare, nei centri diurni, farmacisti, dentisti, sanitari militari e agenti di polizia che verranno impiegati nella campagna. Ma anche chi lavora in ambulatori accreditati, medici liberi professionisti e informatori scientifici del farmaco. Solo quando si chiuderà questa fase, a fine marzo, partirà la fase 2 che riguarda 700mila ultra ottantenni, 2 milioni di persone tra i 60 e i 79 anni e i malati cronici.

Perché arriva il «Piano Lumaca»? La Lombardia non sembra avere ancora un piano organizzativo vero e proprio per predisporre la campagna vaccinale. Pochissime son le informazione che si hanno su quenaot a oggi è stato fatto. Si sa solo che le vaccinazioni sono state oltre duecentomila su 305.820 dosi consegnate. In percentuale il 78,5%. Nessun dettaglio sulla percentuale di vaccinazioni fatte al personale sanitario e al personale amministrativo degli ospedali di ogni singola Ats. E c’è anche un dato che non coincide sulle dosi somministrate a personale non sanitario: il 51% del totale, secondo la Fondazione Gimbe, solo il 21,1% ha replicato la Regione.

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