Le corazzate ferroviarie della Regia Marina nel territorio metropolitano e il Treno Armato di Termini Imerese T.A. 152/1/T

Nell’aprile del 1939 furono dodici in totale i Treni Armati della Regia Marina, dislocati nella penisola italiana. Ad ogni treno armato (T.A.) fu assegnato una sigla (1) che identificava la tipologia del calibro, il numero progressivo del convoglio, mentre una lettera alfabetica maiuscola indicava la base logistica di appartenenza: una (S) oppure una (T), rispettivamente La Spezia o Taranto.

Nell’agosto del 1939 con la mobilitazione generale, vennero costituiti organicamente due Gruppi di difesa mobile (MARIMOBIL), siti in La Spezia e Taranto, ciascun gruppo fu posto al comando di un capitano di corvetta. Lo Stato Maggiore della Marina, fu tenuto a precettare il personale ferroviario preposto ai convogli.

I T.A. furono di competenza del relativo Ufficio Trasporti del Ministero della Guerra, tramite i Comandi in Capo di Spezia e Taranto. I convogli raggiunsero la loro massima efficienza nella seconda metà di aprile del 1940. Tuttavia, sin dall’inizio del 1943 i T.A. dislocati nel territorio metropolitano avevano raggiunto il numero complessivo di 14 convogli, ed ebbero la seguente configurazione standard:

 

5 treni armati con pezzi da 152/40

4 treni armati con pezzi da 120/45

1 treno armato con pezzi da 102/35

4 treni armati con pezzi da 76/40 con funzione di A.A.

Nell’Italia belligerante, l’organico dei treni armati pertanto non cambiò molto rispetto a quello della Grande Guerra. La composizione dei convogli ferroviari fu sempre uniforme: un treno operativo di linea e un treno logistico unificato. Nelle basi logistiche d’appartenenza di La Spezia e Taranto furono dislocati i seguenti T.A.

 

6 Treni armati con base logistica a La Spezia e con il comando a Genova (MARIMOBIL 1)

T.A. 120/1/S Vado Ligure

T.A 120/2/S Albenga

T.A. 120/3/S Albissola

T.A. 120/4/S Cogoleto

T.A. 152/5/S Recco

T.A. 76/1/S Sampierdarena  (la difesa A.A. fu in collaborazione con la Milizia (DICAT) DifesaControaerei Territoriale)

 

6 Treni armati con base logistica a Taranto e con il comando a Palermo (MARIMOBIL 2)

T.A. 152/1/T Termini Imerese

T.A. 152/2/T Carini

T.A. 152/3/T Crotone

T.A. 152/4/T Porto Empedocle

T.A. 102/1/T Siracusa  (la difesa A.A. fu in collaborazione con la Milizia (DICAT) Difesa Controaerei Territoriale)

T.A. 76/1/T Porto Empedocle  (la difesa A.A. fu in collaborazione con la Milizia (DICAT) Difesa Controaerei Territoriale)

 

Treno Armato di Termini Imerese T.A. 152/1/T. Disegno, per gentile concessione dell’Ing. Antonio Raspa

 

 

I Treni Armati durante il periodo bellico, come del resto tutti gli altri convogli dislocati nelle vari sedi di assegnazione, furono mimetizzati con apposite colorazioni al fine di adattarsi nei territori d’intervento. Solitamente i T.A. sostavano nelle stazioni ferroviarie, protetti in apposite trincee (particolarmente i carri santabarbara), o strutture murarie, per opera di MARIGENIMIL (il Genio militare della Marina Militare). MARIGENIMIL provvide anche all’assetto logistico del personale e dei mezzi.

Il treno operativo di linea era sempre con le locomotive sotto pressione. Le motrici a vapore erano poste una in testa e l’altra in coda al treno, pronte a muoversi rapidamente al primo segnale d’allarme. Le loco appartenevano ai gruppi FS, ossia le Gr. 735 FS oppure le Gr 740 FS, e conferivano al treno una velocità di 65 km/h.

Una volta che i T.A. raggiungevano la zona d’operazione, l’equipaggio si attivava: i marinai molto celermente provvedevano a fissare i carri artiglieria nella massicciata (N.d.R. ballast ferroviario), mediante i martinetti mossi a mano. Un equipaggio ben addestrato poteva essere pronto al fuoco in 80 secondi da quando il treno era fermo, i pezzi d’artiglieria venivano caricati con le munizioni, e i serventi pronti ad aprire il fuoco, attendevano le disposizioni impartite dal carro comando.

 

Carro Comando, disegno per gentile concessione dell’Ing. Antonio Raspa

 

Nel corso del conflitto, per ovvie ragione tattiche i Treni Armati subirono sostanziali modificazioni negli armamenti (2). In Sicilia nel 1943 nell’approssimarsi del conflitto, furono dislocati buona parte dei treni armati provenienti dalla penisola metropolitana. Rimasero subordinati di “MARIMOBIL 1” solamente 4 T.A.

 

T.A. 152/5/S Voltri

T.A. 152/4/S Albissola

T.A. 120/2/S Vado

T.A. 76/1/S Sanpierdarena

 

Alle dipendenze dello Stato Maggiore della Regia Marina (Supermarina), tramite il Comando Militare Marittimo Autonomo della Sicilia, dell’Ammiraglio di squadra Pietro Barone (1881- 1975), vi erano complessivamente 8 Treni Armati. Infatti, dal foglio 15709/op a cura Comando Supremo datato 30 giugno 1943, si attesta che i treni armati della Regia Marina in Sicilia erano i seguenti:

 

T.A. 120/4/S  a Catania

T.A. 102/1/T a Targia (Siracusa)

T.A. 76/2/T a Licata

T.A. 76/1/T a Porto Empedocle

T.A. 120/3/S a Porto Empedocle

T.A. 76/3/T a Mazzara del Vallo

T.A. 152/2/T a Carini

T.A. 152/1/T a Termini Imerese

 

Sempre nell’anno 1943, il comando di Palermo (MARIMOBIL 2) si trasferì a Messina e fu sottoposto al Comando Militare Marittimo Autonomo. Il 31 luglio, lo stesso, fu ufficialmente disciolto […] essendo venuti a mancare per eventi bellici tutti i Treni Armati […]. (Cfr.“Treni Armati. Contributo ad una storia dei treni armati della Regia Marina”).

In realtà, con lo sbarco degli Alleati in Sicilia, avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943, Il Comando Militare Marittimo Autonomo fu inizialmente spostato in Calabria, e il 12 agosto venne soppresso. Il Gruppo di difesa mobile di Genova (MARIMOBIL 1) fu invece sciolto in data 8 settembre 1943.

Abbiamo chiesto a Virginio Trucco (3) di parlarci del Treno Armato di Termini Imerese, rammentando ai nostri lettori che il 23 luglio 1943 i reparti americani della 45a divisione fanteria occuparono Termini Imerese, e lo stesso giorno catturarono il Tenente Angelo Storbini, Ufficiale in 2a del T.A. 152/1/T (Cfr.“Treni armati in Sicilia”. Ediz. Illustrata, Edizioni Ardite 2022).

«All’inizio della guerra, sei treni armati della Regia marina furono dislocati in Sicilia, per la difesa dei porti principali. A Termini Imerese, fu assegnato il treno TA152/1/T armato con 4 cannoni da 152mm e 4 cannoni da 76mm con doppia funzione antiaerea e antinave, questo treno armato come un grosso cacciatorpediniere aveva giurisdizione su una sessantina di Km di linea, dato che la sua dislocazione era Termini Imerese, possiamo ipotizzare che la sua zona fosse compresa fra Palermo e Cefalù.

I pezzi da 76mm in funzione antiaerea, non avevano una cadenza di tiro abbastanza alta per contrastare i moderni caccia e cacciabombardieri, la necessità di un maggiore volume di fuoco è rilevabile dal posizionamento di 4 mitragliatrici colt da 6.5mm ai lati di un carro con i pezzi da 76mm (vedi foto celebrazione Santa Barbara). Per questo ai 4 treni da 152 alle dipendenze della sede di Taranto nel novembre del 1940 un carro con i pezzi da 76mm fu sostituito con un carro armato con due mitragliatrici Isotta-Fraschini da 20mm.

Terminato il conflitto con la Francia diversi treni furono ridislocati, il treno presente a Termini Imeresi fu spostato a Metaponto in Basilicata, per poi rientrare a Termini Imerese nel ‘43, quando la guerra si avvicinava all’Italia.

La dislocazione di 9 dei 14 treni armati in Sicilia, dimostra che lo stato maggiore italiano non aveva creduto alle false informazioni fatte arrivare dagli inglesi tramite l’Operazione Mincemeat, mentre i tedeschi ci caddero in pieno.

Nonostante l’armamento antiaereo, con l’inizio dei bombardamenti da parte dei B-24 Liberator, il treno era completamente inerme tanto che in caso di allarme aereo l’unica possibilità era di porsi al riparo nella vicina galleria che data la sua lunghezza poteva ospitarlo completamente, la sosta poteva limitarsi al solo periodo dell’attacco aereo in quanto una lunga permanenza nella galleria avrebbe reso irrespirabile l’aria all’interno a causa del fumo emesso dalle due locomotive.

Purtroppo la superiorità aerea alleata durante lo sbarco, non permise ai treni armati di esprimere tutta la loro potenza di fuoco contro le forze da sbarco».

 

Note:

(1) […] “I Treni armati risultarono contraddistinti da una sigla piuttosto farraginosa, così strutturata (Cfr. Miozzi) L’abbreviazione «T.A.» per Treno Armato. Un numero romano che indicava il numero dei pezzi imbarcati sul convoglio (non tutte le fonti riportano questo elemento della sigla, forse per questione di semplificazione). Un numero arabo che indicava il calibro. Una barra spaziatrice. Un numero arabo progressivo destinato a identificare i treni dotati di pezzi dello stesso calibro. Una barra spaziatrice. La sigla alfabetica «S» o «T», per indicare la dipendenza organica disciplinare e amministrativa dei Comandi logistici di Spezia e Taranto. Pertanto, in via semplificativa, la sigla T.A. IV 120/4/S indicava il quarto convoglio del I Gruppo di Spezia, armato con 4 pezzi da 120 mm, mentre la sigla T.A. VI 76/1/T identificava il primo convoglio del II Gruppo di Taranto, armato con 6 pezzi da 76 mm. Comunque, probabilmente a fini semplificativi, nel riferirsi ai singoli treni, anche a livello ufficiale, il numero romano indicante i pezzi imbarcati risulta omesso.Nonostante un attento esame delle fonti consultate, rimangono comunque alcuni dubbi riguardo la corretta adozione di tali sigle, dubbi che interessano la numerazione progressiva per calibro e il trasferimento di un Treno Armato da un Gruppo all’altro […] (Cfr. “Treni Armati. Contributo ad una storia dei treni armati della Regia Marina”).

(2) 5 T.A. pezzi da 152 mm, 4 T.A. pezzi da 120 mm, 1 T.A. pezzi da 102 mm, e 4 T.A. pezzi da 76 mm (Cfr. “Treni Armati. Contributo ad una storia dei treni armati della Regia Marina”).

(3) Virginio Trucco è nato a Roma, ha frequentato l’Istituto Tecnico Nautico “Marcantonio Colonna”, conseguendo il Diploma di Aspirante al comando di navi della Marina Mercantile. Nel 1979,frequenta il corso AUC (Allievo Ufficiale di Complemento) presso l’Accademia Navale di Livorno, prestando servizio come Ufficiale dal 1979 al 1981. Già dipendente di Trenitalia S.p.A. lo storico navale Virginio Trucco è membro dell’Associazione Culturale BETASOM (www.betasom.it).

 

Bibliografia e sitografia

Paolo Giordani, “I treni armati dell’Adriatico”, La Lettura, 1º agosto 1917.

Eugenio Falchi, “Una nave sui binari”, in “Le vie d’Italia” volume 49, 1943.

Giulio Benussi, “Treni Armati – Treni Ospedale 1915-1945”, Ermanno Albertelli Editore 1983.

Nicola Pignato, “I treni armati della Regia Marina”, Storia Militare, n. 14, novembre 1994.

Francesco Fatutta, “Treni Armati. Contributo ad una storia dei treni armati della Regia Marina”,  Rivista marittima, Roma, 2002.

Nicola Pignato, “Duello d’artiglieria al confine francese”, Storia Militare, n. 128, maggio 2004.

Franco Rebagliati, “I treni armati della R. Marina in Liguria (1940-1945)”, Alzani Editore, 2004.

Mario Pietrangeli, “Le ferrovie militarizzate, i treni armati, i treni ospedale nella prima e e seconda guerra mondiale 1915-1945”, CESTUDEC, 2012.

Virginio Trucco, “I treni armati della Regia Marina”, in La tecnica professionale, n.s. 20 (2013), n. 7-8, p. 88.

Simone Rosa, “I treni armati italiani. Sviluppo ed impiego delle corazzate ferroviarie dalle origini al 1945”, Milano, 2016.

Giuseppe Longo, 2016, “Gennaio 1916: entravano in azione i treni armati della Regia Marina”, Cefalunews, 26 gennaio.

Michele Antonilli, Mario Pietrangeli, “Il ruolo delle ferrovie nella prima guerra mondiale”, Amarganta, 2018.

Giuseppe Longo, 2020, “La storia dei treni armati della Regia Marina”, Cefalunews, 28 luglio.

Michele Antonilli, Mario Pietrangeli “Il fischio del vapore e gli echi delle battaglie. Strade ferrate e Risorgimento lungo la valle del Tevere”, Amarganta, 2020.

Giuseppe Longo, “Il treno armato tra i due conflitti mondiali”, in “Pagine sul secondo conflitto mondiale in Sicilia e nel distretto di Termini Imerese”, Istituto Siciliano Studi Politici ed Economici (I.S.P.E.), Palermo, 2021.

Giuseppe Longo 2021, Prima Guerra Mondiale: Le navi da guerra su rotaia. L’esordio in Adriatico”, Cefalùnews, 27 novembre.

Lorenzo Bovi, Calogero Conigliaro, Giuseppe Todaro, “Treni armati in Sicilia”. Ediz. Illustrata, Edizioni Ardite 2022.

Michele Antonilli, Mario Pietrangeli, “Il ruolo delle ferrovie nella seconda guerra mondiale”, Amarganta, 2022.

Giuseppe Longo, 2022, “Seconda Guerra Mondiale. La galleria ferroviaria dismessa di Termini Imerese (PA)”, 16 Maggio 2022.

www.aeronautica.difesa.it

www.marina.difesa.it

www.esercito.difesa.it 

 

Foto di copertina: Treno Armato di Termini Imerese T.A. 152/1/T. Carro Pianale 76/40. Celebrazione officiata da Mons. Tommaso Giunta in occasione della festa di Santa Barbara.Per gentile concessione del Dott. Enzo Giunta.

Foto a corredo dell’articolo: Treno Armato di Termini Imerese, T.A. 152/1/T. e particolare del Carro Comando, disegno dell’Ing. Antonio Raspa.

 

Si ringrazia:

Virginio Trucco

Antonio Raspa

Enzo Giunta

Alessandro Schifano

 

Giuseppe Longo

giuseppelongoredazione@gmail.com

@longoredazione