Livio Andronìco: l’innovazione del teatro romano

Livio Andronìco: l’innovazione del teatro romano.

Secondo lo storico latino Tito Livio (59 a.C. 17 d.C.) nel 240, a.C. il poeta, drammaturgo e attore teatrale romano Livio Andronìco (III sec a.C.), scrisse in lingua latina e fece rappresentare un’opera teatrale sul modello della drammaturgia attica.

Le commedie e le tragedie di produzione greca, furono accompagnate da un copione scritto, secondo le regole stilistiche e fu una vera e propria svolta nel teatro romano di quel tempo.
Il nuovo orientamento teatrale trovò la massima capacità espressiva nella Commedia che riscosse molto successo presso il pubblico.
Tale rappresentazione era strutturata sul tipo della commedia nuova greca, i cui rappresentanti illustri furono: Plauto e Terenzio.
Andronìco, comprese subito che i romani sia per necessità politiche o commerciali ebbero l’esigenza di conoscere la lingua greca.
Per tale scopo egli aprì un’apposita scuola che fu frequentata dai giovani delle migliori famiglie patrizie.
A Livio Andronìco si dovrebbero le prime composizioni letterarie per la scena, volgarizzate dal greco e, ancora, per le esigenze d’insegnamento, egli tradusse in lingua latina i testi greci che potevano servire da lettura ai giovani discepoli. A lui si deve la composizione di tragedie e commedie secondo il modello greco e influenzò moltissimo la cultura romana con la traduzione in latino dell’Odissea di Omero.

Altro merito di Andronìco, fu di far conoscere per primo a Roma il teatro greco, che avrebbe presto dominato il teatro locale, non essendo più in grado di sollevarsi a dignità artistica. Nel 240 a.C. fu rappresentato il suo primo dramma, del quale egli stesso era l’attore, pochi sono i titoli delle tragedie e i frammenti pervenutici, ciò fa supporre, che si sia servito per le sue rappresentazioni, delle tragedie di Eschilo, di Sofocle e di Euripide.

La commedia attica nuova, rivisitata da Andronìco, si strutturò sulle orme greche, ed ebbe come trama, personaggi, nomi e costumi greci. Per merito di Livio Andronìco, il coro subì una modifica: non fu più posto nell’orchestra e in questo modo perdette tutte quelle prerogative proprie del teatro greco, ma non ne risentì lo spettacolo, in quanto i numerosi momenti musicali (cantica) spezzarono la monotonia dell’azione.

L’attività artistica di Livio Andronìco fu apprezzata dai romani fino al punto di dar vita all’usanza di rappresentare, nelle feste pubbliche, una tragedia oppure una commedia.

Bibliografia e Sitografia:
Mark Wilson Jones. Principles of Roman Architecture. New Haven: Yale University Press, 2000.

https://mini-site.louvre.fr/praxitele/html/1.7.3.2_fr.html

Foto a corredo dell’articolo: Anfiteatro romano di Arles (Francia) da Wikipedia

Giuseppe Longo

 

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