Sovrasta lo Stretto di Messina da quasi cinque secoli, ma per oltre 50 anni questa fortezza è stata impossibile da visitare

Come visitare il Forte Gonzaga di Messina dopo oltre mezzo secolo di uso militare

Arroccato sul colle del Tirone, a 150 metri di altezza, il Forte Gonzaga domina la città di Messina e offre un panorama mozzafiato sullo Stretto, sulla costa calabra e sui Monti Peloritani. Per questo motivo è famoso anche come “il custode dello Stretto”, soprannome legato al suo ruolo storico di sentinella della città sul fianco montano. La sua bellezza, però, è rimasta celata al grande pubblico per oltre cinquant’anni: la fortezza è stata sotto il controllo dell’Esercito Italiano fino al 1973, anno in cui è stata ceduta al Comune di Messina, e solo negli ultimi anni è stata progressivamente riaperta al pubblico per visite guidate e iniziative culturali. Un lunghissimo periodo di inaccessibilità che, grazie al lavoro di amministrazione comunale, associazioni culturali e manifestazioni come Le Vie dei Tesori, si è progressivamente concluso.

La bellezza di Messina non la scopriamo di certo ora. Questa città dello Stretto però ha anche un volto che in pochi conoscono: quello del suo Forte Gonzaga. La colpa però non è dei visitatori. La lunga interdizione militare ha per tanto – troppo – tempo privato turisti e abitanti del luogo della storica fortezza cittadina, sopravvissuta in ottimo stato nonostante terremoti, guerre e il passare dei secoli. Adesso però il Forte Gonzaga è stato progressivamente riconsegnato alla collettività: ecco allora la sua storia e tutto quello che c’è da sapere su come visitarlo.

Dalla fondazione, all’abbandono militare alla riapertura del Forte Gonzaga

Conosciuto anche come Castel Gonzaga, poiché venne voluto da don Ferrante Gonzaga, viceré di Sicilia per conto dell’imperatore Carlo V, questa fortezza vanta una storia che attraversa cinque secoli ed è un intreccio di dominazioni, battaglie e trasformazioni che lo rendono uno dei monumenti militari più affascinanti del Mezzogiorno. Le origini del Forte Gonzaga risalgono al XVI secolo, in un periodo storico ben preciso: gli anni Quaranta del Cinquecento, quando l’espansione dell’Impero Ottomano nel Mediterraneo rendeva necessario un imponente rafforzamento delle difese costiere della Sicilia.

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Le prime testimonianze documentate riguardano l’ordine impartito dall’imperatore Carlo V – che definì Messina “La Chiave del Regno” – di realizzare un sistema difensivo composto da una nuova cinta muraria e da quattro forti principali: il Forte Gonzaga, il Forte Castellaccio, il Forte del Santissimo Salvatore e l’ammodernamento del Forte Matagriffone sulla Rocca Guelfonia. La progettazione del Forte Gonzaga fu affidata all’architetto militare bergamasco Antonio Ferramolino, che ne diresse i lavori a partire dal 1540, anno in cui sarebbero state gettate le fondamenta alla presenza del viceré Ferrante Gonzaga in persona. Per la sua ubicazione venne scelto un alto colle in contrada detta “Vignazza” o “della vigna del re”, l’attuale zona di Montepiselli, a circa 150 metri sul livello del mare. La struttura, completata nel 1545, presenta una pianta stellare con sei grandi bastioni angolari triangolari, secondo i più moderni canoni dell’architettura militare rinascimentale.

Il Forte Gonzaga sarebbe stato teatro di varie vicende militari nel corso dei secoli. Durante la rivoluzione siciliana del 1848 venne occupato dai rivoltosi, che lo utilizzarono come postazione per bombardare la Real Cittadella, allora ancora in mano borbonica. Con il passare del tempo, però, il forte avrebbe perso parte della sua originaria importanza strategica e sarebbe stato adattato a usi diversi. Trasformato in deposito di munizioni, è rimasto sotto il controllo dell’Esercito Italiano fino al 1973, anno in cui è stato ceduto al Comune di Messina. È stato impiegato anche durante la Seconda Guerra Mondiale, mantenendo a lungo la propria destinazione militare.

Negli ultimi anni il Forte Gonzaga è diventato un bene del Comune di Messina, che ne ha avviato il progressivo recupero. La fortezza è stata aperta a visite guidate in occasione di manifestazioni culturali e iniziative cittadine, restituendo gradualmente alla collettività uno dei monumenti più importanti del sistema difensivo cinquecentesco messinese. Per restauri completi e per una piena valorizzazione del sito sarebbero in corso progetti di trasformazione in spazio museale e centro congressi, ma le tempistiche e i dettagli vanno verificati attraverso i canali ufficiali.

Come visitare il Forte Gonzaga?

Oggi il Forte Gonzaga, sito sulle alture di Messina, è tornato progressivamente a essere un’attrazione per chi vuole scoprire il volto meno noto della città dello Stretto. È un luogo ideale per immergersi nella storia militare del Cinquecento siciliano e per godersi un panorama mozzafiato sullo Stretto di Messina, sulla costa calabra e sui Peloritani.

Il forte si raggiunge percorrendo la strada che dal centro cittadino sale verso Montepiselli, in un’area collinare che già di per sé offre scorci suggestivi sulla città. Va segnalato però che l’accesso alla zona è ripido, il parcheggio nelle immediate vicinanze risulta limitato e le visite non sono garantite con continuità: le aperture sono spesso concentrate in occasione di manifestazioni culturali come Le Vie dei Tesori, oppure di visite guidate organizzate da associazioni culturali messinesi. Per conoscere le date effettive di apertura, le modalità di prenotazione e i costi delle eventuali visite guidate è sempre indispensabile consultare i canali ufficiali del Comune di Messina e delle associazioni che curano l’apertura del sito, prima di programmare la visita. Lo sforzo per arrivare fin lassù sarà però pienamente ripagato dal panorama che si apre dagli spalti della fortezza: uno dei più ampi e suggestivi dello Stretto.