A san Mauro la festa patronale più lunga delle Madonie?

A san Mauro la festa patronale più lunga delle Madonie? Tra i comuni più alti delle Madonie detiene il primato della festa patronale più lunga. Le festa liturgica del santo, infatti, cade il 15 gennaio. Il clima rigido di questo giorno ha suggerito nei secoli passati lo slittamento dei festeggiamenti al primo martedì di luglio. I festeggiamenti solenni cominciano la domenica precedente, vanno avanti il lunedì e il martedì e si chiudono la domenica successiva, detta dell’ottava. La festa, quindi, dura cinque giorni. Un giorno a gennaio e quattro in estate. Le celebrazioni estive iniziano sette giorni prima con un settenario. Nei quattro giorni di festa si svolgono altrettante processioni.

Il simulacro di san Mauro e la sua reliquia, un teschio che secondo la tradizione sarebbe arrivato grazie ad un monaco benedettino, vengono collocati su una grande vara e vengono portati in processione per le strade del paese. Nel pomeriggio del 15 gennaio nella chiesa dedicata a san Mauro si tiene la processione del santo patrono. Subito dopo la celebrazione della Messa.

In estate si comincia nel pomeriggio di domenica quando si svolge la prima processione solenne. Il simulacro e la reliquia vengono fatti uscire dalla chiesa e con un corteo processionale vengono accompagnati nella chiesa madre dove rimarranno sino al pomeriggio del giorno successivo quando con un’altra processione il santo viene riportato nella sua chiesa. Il martedì la statua viene riaccompagnata nella chiesa madre dove viene lasciata fino alla domenica successiva quando con un’altra processione viene riportata nella sua chiesa e li lasciata fino all’anno successivo. In tutto in estate si tengono, quindi, quattro processioni che si svolgono lungo lo stesso itinerario anche se percorso in senso alternato. Domenica, ultimo giorno di festa, alla fine della processione il santo prima di entrare in chiesa viene portato nel Piano di san Mauro, il belvedere del paese, e da qui fatto affacciare da tutti e quattro i lati per benedire i campi sottostanti.