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Collesano: dal Monte d’oro una storia fatta di tradizioni, feste, chiese e luoghi d’arte

Le prime notizie su alcuni insediamenti nell’odierno territorio di Collesano risalgono al X secolo quando viene citato il sito Qal’at as-sirat ovvero «rocca sulla retta via». Con molta probabilità è un sito abitato da molti anni viste le ceramiche del VII secolo avanti Cristo ritrovate in alcune grotte. Con l’arrivo dei Normanni il territorio di Collesano entra a far parte di un vasto feudo che si estendeva tra il torrente Roccella e l’interno delle Madonie. La storia di questo feudo è legata a quella delle famiglie più importanti e potenti del tempo. Il XVII secolo è il momento di maggiore sviluppo del centro cittadino. Ospitava, infatti, quattro ordini regolari: Cappuccini, Conventuali riformati, Domenicani e i Benedettini dell’Abbazia di Pedale e di Burgitabus. Era anche sede della vivace accademia letteraria e teatrale degli “Offuscati” ed esportava manufatti in ceramica in gran parte della Sicilia. 

Da visitare:

  • La città antica. La storia di Collesano inizia sulla sommità del Monte d’Oro, in contrada Croce, a circa un chilometro dall’odierno abitato. Vi si trovano le rovine dell’antico centro arabo-normanno di Qal’at as-sirat. L’antico abitato medievale è ancora visibile per la presenza di rovine che rimandano ad abitazioni, mura di fortificazione, torri di vedetta ed il Castello. Questa città è stata distrutta nel XII secolo. Nel 1972 vi si è tenuta una brevissima campagna di scavi archeologici e sono stati riportati alla luce alcuni reperti tra i quali un denaro databile ad età sveva (XIII secolo), una fibula altomedievale, una lucerna, e una notevole quantità di ceramica grezza da mensa e da conserva. I reperti si trovano presso il Museo archeologico regionale Antonio Salinas di Palermo.
  • Il Castello. E’ stato edificato durante il periodo dei Normanni quando il Re Ruggero II fece distruggere il sito sul Monte d’Oro. Il primo documento che menziona il castello risale al 1194 quando l’ultimo re normanno Guglielmo III lo cede all’Arcivescovo Bartolomeo di Palermo. Nel ‘600 raggiunge l’apice dello splendore architettonico quando una delle sue sale è adibita a teatro per delle rappresentazioni messe in scena dalla locale Accademia degli Offuscati. Viene distrutto dal terremoto del 1693. Oggi il Castello è inagibile e restano visibili solo i ruderi.
  • La Basilica di S. Pietro. E’ una delle più importanti chiese della diocesi di Cefalù. La sua costruzione risale ai primi decenni del Cinquecento. E’ stata consacrata nel 1548. Si presenta a tre navate e vi si accede da una splendida scalinata realizzata nel ‘600. Più moderno il prospetto che è degli inizi del secolo scorso.  Numerose le opere d’arte che vi conservano al suo interno. Dal ciclo di affreschi del presbiterio dello Zoppo di Gangi (1624) al Crocifisso della Provvidenza del 1555 sospeso della navata centrale. Dall’organo cinquecentesco rimesso a nuovo nel 1627 al coro ligneo cinquecentesco realizzato dall’intagliatore collesanese Andrea Russo. Dal grande tabernacolo marmoreo del 1489 alla tela raffigurante l’Annunciata, la “Madonna dei Miracoli”, patrona di Collesano. [Leggi  questo nostro articolo]
  • La chiesa dell’Annunziata Nuova o del Rosario annessa al al convento dei Domenicani che oggi è diventato sede del palazzo municipale. La chiesa custodisce tele del ‘600 e un gruppo marmoreo cinquecentesco che raffigura l’Annunciazione.
  • La chiesa storica è quella di S. Maria di Gesù, con l’annesso Convento dei Frati Minori Osservanti Riformati e l’adiacente Chiostro. La sua costruzione risale al 1611. All’interno si trova il quadro della Porziuncola. In una delle cappelle si trova il Crocifisso dello scultore frate Umile Pintorno da Petralia. Il Chiostro, annesso alla Chiesa, è impostato su 12 colonne di pietra. E’ stato di recente restaurato.
  • La chiesa di Santa Maria Assunta detta anche Santa Maria la Vecchia. Sorge nell’antico quartiere di Bavarino, oggi “Bagherino”. La costruzione risale al 1140. E’ stata la chiesa madre fino al 1543. Del periodo medievale rimane ben poco dato che nel corso dei secoli la Chiesa ha subito diversi cambiamenti. In una delle cappelle laterali è collocata la Vergine Assunta, dello scultore Bernardo Colloca, splendida opera lignea risalente al 1526. Nell’altare maggiore troviamo la Madonna con Bambino di Antonello Gagini dei primi del ‘500.
  • La Chiesa dei Santi Sebastiano e Fabiano che si trova in Piazza Rosario Gallo. E’ ritenuta la più antica ma a riguardo non vi sono documenti. Si presenta ad una sola navata e il suo portale d’ingresso è datato 1646.
  • La chiesa di S. Giacomo è stata costruita attorno al ‘400 e si trova nell’odierna Piazza Garibaldi. Anche questa chiesa ha subito molte modifiche nel corso dei secolo. E’ una delle chiese  più importanti del paese per essere stata sede del culto di S. Giacomo a cui veniva celebrata un’imponente festa religiosa e una processione con palio di cavalli. Vi si trovano diverse opere d’arte. Una statua lignea cinquecentesca di San Giacomo apostolo, eseguita  nel 1619 dallo scultore cefaludese Giovanni Paolo Lo Duca. Un crocifisso risalente al ‘500 e un San Francesco che riceve le stimmate, di ignoto autore locale. Sulla parete esterna del lato nord della chiesa è collocato oggi il bel portale gotico – catalano  risalente al ‘400.
  • Il Museo della Targa Florio è stato inaugurato il 27 Giugno 2004. All’interno molte immagini inedite. Sono 170 le foto provenienti dai più rinomati studi fotografici palermitani). Nino Vaccarella cittadino onorario di Collesano dal 1965 e vincitore per ben tre volte della Targa, è stato nominato presidente onorario del Museo.
  • Il palazzo Municipale è stato convento domenicano fino al 1869. Edificato intorno alla metà del ‘500 si è arricchito di una seconda elevazione nel 1769. All’interno è possibile ammirare una galleria di dipinti su tavola e su tela di artisti contemporanei e la “Sala dei Sindaci”, con opere del locale artista intagliatore Pino Valenti. Nella sala consiliare campeggia una tela del Seicento con la Trasfigurazione.

Le feste più importanti.

  • Il Giovedì Santo si caratterizza per i “Sepolcri” allestiti in tutte le chiese. L’indomani, venerdì santo, nel corso ella mattinata si tiene la «Cerca».  E’ una Via Crucis per le vie del paese, cui prendono parte la Confraternita del Santissimo Crocifisso e alcuni figuranti. I confrati sono vestiti con i tradizionali abiti con “cappuccio”, che non lascia riconoscerne l’identità. Disposti in fila indiana e recanti in mano i segni della passione sono seguiti nella processione dal quadro di figuranti, che comprende il Cristo carico della Croce e attorniato di angioletti, alcuni soldati romani, Maria, Giovanni e le pie donne. Segue la banda e il popolo. Durante il tragitto il Cristo “cade” per tre volte. Anticamente tale rito si svolgeva nella notte tra il giovedì e il venerdì Santo, e i confrati, con fiaccole accese, effettuavano la visita ai Sepolcri allestiti nelle varie chiese, “cercando” il Signore. Da lì il nome della manifestazione. Sempre il venerdì santo nel corso ella serata si tiene una processione. Vengono portate fra le strade del paese le statue di san Giovanni Evangelista e si Maria maddalena, il Cristo Morto nell’Urna e la Madonna Addolorata. 
  • La festa di Maria Santissima dei Miracoli. E’ la più importante e si festeggia a maggio. E’ quella patronale e si tiene dal 25 al 27 maggio. Suggestiva è la processione per le vie del paese che si tiene giorno 26. Viene portata la tela, il cui tema è l’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele, che risale probabilmente alla metà del Quattrocento. Un’altra processione si tiene in occasione del Corpus Domini quando vengono allestiti degli altari devozionali per le strade del paese.
  • Il 14 settembre si celebra la festa del SS. Crocifisso, compatrono della città di Collesano. La festa si tiene nella Chiesa di Santa Maria di Gesù. Fra le vie del paese viene portato in processione il Crocifisso di Fra’ Umile Pintorno da Petralia che si trova nella cappella sinistra dell’unica navata della Chiesa di S. Maria di Gesù.
  • Altro appuntamento religioso è quello del 13 dicembre quando si festeggia santa Lucia. Nei giorni antecedenti la festa, al sorgere dell’alba si svolge la tredicina in preparazione alla festa. Nel giorno della festa si mangia la “Cuccia”, piatto tipico a base di grano e vengono distribuiti «l’ucchialeddi», biscotti a forma di occhi, che ricordano il martirio della Santa siracusana.