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Chiese madonite: a Collesano una basilica con tante opere d’arte e la tela dei Miracoli

La chiesa madre di Collesano è la Basilica di San Pietro elevata a questa dignità da Giovanni Paolo II nel 1983. E’ stata consacrata nel 1548. Si presenta a tre navate e vi si accede da una splendida scalinata realizzata nel ‘600. Più moderno il prospetto che è degli inizi del secolo scorso.  Numerose le opere d’arte che vi conservano al suo interno. Dal ciclo di affreschi del presbiterio dello Zoppo di Gangi (1624) al Crocifisso della Provvidenza del 1555 sospeso della navata centrale. Dall’organo cinquecentesco rimesso a nuovo nel 1627 al coro ligneo cinquecentesco realizzato dall’intagliatore collesanese Andrea Russo. Dal grande tabernacolo marmoreo del 1489 alla tela raffigurante l’Annunciata, la “Madonna dei Miracoli”, patrona di Collesano.

Due sono le cappelle che meritano una visita. Anzitutto la Cappella del Santissimo Sacramento che ospita stucchi e statue realizzati nel 1619 da Giuseppe Li Volsi. Le sculture della tribuna sono disposte su due ordini a decoro del ciborio. Vi si trovano santa Barbara, santa Maria Maddalena, sant’Agata e santa Cristina. Il ciclo di pitture, invece, è stato realizzato dallo Zoppo di Gangi ed è costituito da ventuno affreschi di cui solo alcuni in buono stato di conservazione tra cui l’Ultima Cena. Sulla parete laterale si trova una icona realizzata nel 1555 su tre registri. Nel primo è raffigurato Dio Padre tra gli angeli, nel secondo Gesù Risorto tra san Pietro e san Paolo, nell’ultimo l’Immacolata Concezione tra san Giovanni Evangelista e san Biagio vescovo. Sotto questa icona sono raffigurati gli Apostoli, disposti in coppie, attribuiti ad Antonello Gagini. Sulla parete dell’ultima campata della navata laterale destra, prima di accedere alla Cappella del Santissimo Sacramento, è presente il tabernacolo in marmo del 1489 attribuito a Domenico Gagini. Vi si ammira una predella dove si trova, raffigurato in bassorilievo, Gesù Cristo tra gli Apostoli e lo stemma del committente Francesco Sunzerio. Nel registro centrale è collocato il ciborio fra dodici cherubini adoranti. Ai lati in nicchie e scomparti si trovano le raffigurazioni degli Evangelisti e dei Dottori della chiesa. Nell’ordine superiore vi è la lunetta con la raffigurazione della Natività di Gesù, in basso la Crocifissione tra le figure di san Pietro e san Paolo, il tutto delimitato da due candelabri ai lati. In alto Dio Padre fra degli angeli, ai lati le raffigurazioni dell’Annunciazione.

L’altra Cappella da ammirare è quella del presbiterio dove si trova un ciclo decorativo in stucco ispirato al tema della Glorificazione dell’Eterno Padre. Articolato in ventidue ovali e tredici riquadri è incentrato sul mistero di Vita, Passione, Morte e Risurrezione di Cristo e sulla missione apostolica della Chiesa. L’opera è una vera e propria bibbia illustrata per il popolo meno colto. A realizzare tutto è stato lo Zoppo di Gangi fra il 1618 e il 1624. Il ciclo pittorico dell’arco trionfale, invece, contempla le figure del primo martire santo Stefano. Vi si trovano ancora da un lato san Basilio Magno e sant’Atanasio vescovo e dall’altro san Lorenzo con la graticola, san Gregorio Nazianzeno e san Giovanni Crisostomo: due martiri delle origini e quattro dottori della Chiesa orientale. Poi ancora san Gioacchino con san Matteo e san Giovanni Evangelisti e quindi sant’Anna con san Luca e san Marco Evangelisti. La volta è decorata da affreschi che ritraggono scene della vita di Cristo: la natività, l’adorazione dei Magi, la circoncisione di Gesù, il suo battesimo, il pranzo di Betania, le tentazioni del deserto, la resurrezione, la trasfigurazione e la Trinità. I quadri del presbiterio sono divisi da paraste recanti tondi raffiguranti sante martiri. Gli episodi sono separati da cornici costituite da volute, puttini e dalle figure allegoriche in monocromo raffiguranti la Prudenza, la Temperanza, la Fortezza e la Giustizia. Sulla parete destra vi si trovano dei quadri raffiguranti la chiamata di Pietro e la sua crocifissione. Sulla parete di destra, invece, dei quadri raffiguranti la conversione di Saulo sulla via di Damasco e la sua decapitazione. Sulla parete di fondo, infine, ai lati della pala l’ottocentesca tela dell’Assunzione della Vergine che sostituì l’originale del Vazzano. Sono riprodotti la Consegna delle Chiavi e i Santi Pietro e Paolo in carcere. Nel registro superiore sono raffigurati Gesù fra i dottori della chiesa e la cacciata dei mercanti dal tempio.