Affluenza nel comprensorio: Scillato vota di più, Termini ultima. Il paradosso dei piccoli comuni più partecipativi

Dati alla mano, sono i centri più piccoli del territorio a registrare la maggiore partecipazione alle urne. Otto comuni a confronto: ecco chi ha votato di più e chi di meno alle amministrative del 24-25 maggio 2026


C’è un dato che attraversa silenziosamente tutti i numeri delle amministrative del 24 e 25 maggio 2026 nel comprensorio: più il comune è piccolo, più i cittadini vanno a votare. È quasi una regola, confermata quasi senza eccezioni dai dati ufficiali pubblicati dal Servizio Elettorale dell’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali. Otto comuni chiamati alle urne, otto livelli di partecipazione molto diversi tra loro, con una forbice che supera i 25 punti percentuali tra il primo e l’ultimo della classifica.

La classifica dell’affluenza

A guidare la classifica della partecipazione c’è Scillato, il comune più piccolo del territorio con appena 614 abitanti di popolazione legale. Qui ha votato il 79,03% degli aventi diritto: 471 elettori su 596. Praticamente quattro cittadini su cinque si sono presentati al seggio, un risultato che racconta quanto, nelle piccole comunità, la posta in gioco amministrativa sia percepita come una questione personale e diretta.

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Al secondo posto si piazza Caltavuturo, con un’affluenza del 70,75%: 2.228 votanti su 3.149 aventi diritto. Un dato robusto, in linea con la tradizione partecipativa del paese madonita.

Terzo gradino del podio per Gratteri, dove ha votato il 72,94% degli elettori: 628 votanti su 861. Anche qui la dimensione contenuta del comune (873 abitanti) sembra favorire un legame stretto tra cittadini e voto.

Seguono in classifica:

  • Aliminusa con il 71,85% di affluenza (730 votanti su 1.016)
  • Lascari con il 71,58% (2.564 votanti su 3.582)
  • Termini Imerese con il 66,25% (15.006 votanti su 22.652)
  • Polizzi Generosa con il 61,43% (1.911 votanti su 3.111)
  • Pollina con il 53,57% (2.027 votanti su 3.784)

Il caso Pollina, fanalino di coda

Il dato che colpisce di più è quello di Pollina, dove poco più di un cittadino su due si è recato alle urne. Il 53,57% di affluenza è il valore più basso di tutto il comprensorio analizzato e contraddice in parte la regola “piccolo è partecipativo”. Pollina conta 2.854 abitanti, una dimensione media tra quelle considerate, eppure ha registrato la partecipazione più bassa. Un dato su cui amministratori e osservatori politici riflettono, anche perché nel comune ha vinto al primo turno il sindaco uscente Pietro Musotto con il 63,21%.

Termini Imerese, la grande città vota meno

Il dato di Termini Imerese merita un’analisi a parte. Con 25.082 abitanti di popolazione legale, è di gran lunga il comune più grande tra quelli considerati. L’affluenza del 66,25% non è bassa in termini assoluti, ma colloca la città all’ultimo posto se la confrontiamo con quasi tutti i piccoli centri del territorio. È un fenomeno noto e ricorrente nelle elezioni amministrative italiane: nelle grandi città il rapporto diretto tra elettore e candidato si attenua, e la partecipazione tende a calare.

In valori assoluti, però, Termini resta il comune che ha mosso più persone in assoluto: oltre 15.000 votanti, un numero superiore alla somma degli aventi diritto di Scillato, Gratteri, Aliminusa, Pollina e Polizzi messi insieme.

La regola dei piccoli comuni

Il quadro complessivo conferma quanto la sociologia elettorale italiana osserva da decenni: nei comuni sotto i mille abitanti la partecipazione è strutturalmente più alta. Lo dimostrano Scillato (614 abitanti, 79,03%), Gratteri (873 abitanti, 72,94%) e Aliminusa (1.089 abitanti, 71,85%). Tre comuni piccoli, tre affluenze tutte sopra il 70%.

Le ragioni di questo fenomeno sono diverse. C’è il legame personale tra elettori e candidati, spesso conosciuti direttamente. C’è la percezione che il proprio voto possa davvero “spostare” l’esito, come dimostrano del resto i risultati al fotofinish di Scillato (25 voti di scarto tra i due candidati) e Aliminusa (81 voti di differenza). E c’è anche una tradizione civica che, nei piccoli centri, mantiene il voto amministrativo come un appuntamento sentito e partecipato.

Schede bianche e voti non validi

Un altro indicatore interessante riguarda le schede bianche e i voti non validi, che raccontano qualcosa sulla “qualità” della partecipazione. A Termini Imerese sono state registrate 475 schede non valide complessive (di cui 371 bianche per il consiglio comunale, su 13.616 votazioni espresse). A Polizzi 69, a Lascari 68, a Caltavuturo 54. Numeri fisiologici, che mostrano un voto consapevole nella stragrande maggioranza dei casi.

Cosa raccontano questi numeri

L’affluenza è il primo termometro della salute democratica di una comunità. Nei comuni del comprensorio madonita-imerese, questo termometro segna valori complessivamente buoni, soprattutto se confrontati con la media nazionale delle ultime amministrative. Sette comuni su otto hanno superato il 60% di partecipazione, e cinque hanno superato il 70%. Solo Pollina si attesta sotto la soglia simbolica del 60%.

Una fotografia che restituisce l’immagine di un territorio dove il voto amministrativo continua a essere percepito come importante, soprattutto là dove la dimensione del paese permette ai cittadini di sentirsi parte attiva di una scelta che li riguarda da vicino.

I dati riportati sono quelli ufficiali dello scrutinio completo pubblicati dall’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica.