Si è formato allo Jacopo del Duca di Cefalù, cresciuto alla scuola del sacrificio e della competenza. Vive di fatti e non di parole. In un piccolo comune con tre candidati in corsa, conquista una vittoria schiacciante.
C’è un nuovo volto giovane che entra di diritto nella storia amministrativa delle Madonie. Si chiama Giacomo Santoro ed è il nuovo sindaco di Gratteri. Lo ha deciso il voto del 24 e 25 maggio 2026, che gli ha consegnato una vittoria larghissima: in un piccolo comune dove i candidati in gara erano tre, sei abitanti su dieci hanno scelto lui.
Un risultato che va oltre la semplice vittoria elettorale. È un mandato pieno, chiaro, plebiscitario. Quando in un paese piccolo, dove tutti si conoscono e ogni voto ha un nome e un volto, il consenso si concentra in modo così netto su una sola persona, significa una cosa sola: la comunità ha riconosciuto una guida.
Un consenso che parla da solo
In una sfida a tre, dividere i voti è la regola. A Gratteri è successo il contrario. Santoro ha raccolto da solo più voti dei suoi due avversari messi insieme. Una percentuale che racconta meglio di qualsiasi commento il livello di fiducia che il paese ha riposto nel candidato di “Gratteri Futura”.
Non è un consenso costruito su slogan o promesse facili. È il frutto di anni di lavoro silenzioso, fatto porta a porta, faccia a faccia, problema dopo problema. Il consenso di chi ha visto e ha deciso.
Una formazione costruita sul sacrificio
Santoro si è formato sui banchi dell’Istituto Jacopo del Duca di Cefalù, una delle scuole storiche del comprensorio madonita. Una scuola dove si impara la disciplina, il rispetto delle regole e il valore del lavoro. È lì che ha messo le prime fondamenta di quella che oggi è la sua cifra personale: serietà, concretezza e voglia di costruire.
Chi lo conosce da vicino racconta di un giovane cresciuto alla scuola del sacrificio e della competenza. Niente scorciatoie, niente facili promesse. Solo studio, impegno e una passione vera per la sua comunità. Una formazione che oggi si traduce in un metodo di lavoro chiaro: ascoltare, capire, agire. Fatti, non parole.
“Ripartiremo dalle piccole cose”
Le sue prime parole da candidato sono state un programma di vita prima ancora che di amministrazione: “Ripartiremo dalle piccole cose”. Servizio idrico, illuminazione pubblica, viabilità, sicurezza, manutenzione del territorio. Tutto quello che fa la differenza nella vita quotidiana dei cittadini.
E poi un’idea di comunità da ricostruire, un senso di appartenenza da riaccendere, un legame con le altre realtà delle Madonie da rafforzare. Perché Gratteri, come ha detto lui stesso, “ha grandi potenzialità, ma deve tornare ad essere un paese consapevole della propria identità”.
Una squadra giovane e coesa
Insieme a lui entra in consiglio comunale una squadra fresca e motivata. La più votata è Sofia Cimino, vera regina delle preferenze con 149 voti. A seguire Ciro Serpegini, Mauro Di Maio, Martina Cannici, Antonio Cillufo, Rosmaria Di Noto, Alessia Venturella, Nicola Barca, Antonino D’Agostaro ed Enrico Evangelista.
Un gruppo che Santoro stesso ha definito la sua forza: “Questa candidatura non è solo mia. È l’espressione di un gruppo, di una visione condivisa e di una comunità che ha deciso di mettersi in gioco”.
Per le Madonie inizia una stagione nuova. E ha il volto pulito di un sindaco giovane che, prima ancora di promettere, ha già dimostrato.














