Giovanni Ortoleva: il giovane partigiano che muore per non tradire i suoi compagni

Giovanni Ortoleva è nato a Isnello il 15 aprile 1921. E’ stato trucidato con altri venti partigiani all’età di 24 anni a Salussola in provincia di Biella. Giovane di belle speranze, Giovanni, a venti anni è arruolato nell’esercito italiano per partecipare alla grande guerra.

Dopo l’armistizio con le forze alleate dell’8 settembre 1943, sceglie di andare a combattere insieme alle forze partigiane. Si unisce alla 109° Brigata della 12° Divisione d’assalto Garibaldi, tra le più politicizzate e le più impregnate d’ideologia comunista. Il  suo  campo di battaglia sarà il Piemonte. I compagni lo chiamano «Iacon» alla francese o «Iacco». Al gruppo del quale Giovanni è inquadrato arrivano notizie confuse sulla fine della guerra e sulla resa dei fascisti. I suoi compagni cominciano ad essere meno guardinghi e così una notte vengono intercettati in un casolare di campagna abbandonato dai fascisti. Si arrendono con facilità. I partigiani vengono divisi in due gruppi, di cui uno viene spedito a Vercelli ed un secondo, di venti persone o poco più, resta per essere interrogato. Da questo momento inizia per Giovanni un supplizio che termina con il trasferimento a Salussola e la strage perpetrata nel suo municipio, il 9 marzo del 1945. Ortoleva rifiuta senza esitare le proposte del comandante repubblichino, suo compaesano, che gli chiede in cambio della vita di tradire i suoi compagni e indicare dove erano alloggiate le bande partigiane operanti nel Biellese. Fu fucilato lo stesso giorno, dopo che gli altri partigiani furono sottoposti a orrende sevizie. Le sue ceneri sono state traslate da Salussola a Isnello il 3 settembre del 2011. Così Ortoleva, che a Isnello non è stato mai dimenticato, come dimostra anche una lapide collocata da anni nel paese delle Madonie, ha potuto, dopo tanto tempo, riposare nel cimitero della sua terra. I suoi resti sono stati accolti con una grande partecipazione di compaesani, che hanno assistito alle esequie ed hanno partecipato alla commemorazione organizzata dall’Anpi.

Di questo ragazzo nel suo paese si sapeva poco. La targa della piazza omonima per decenni aveva esposto la dicitura “Piazza G. Ortoleva”. E per voce popolare era stata sempre chiamata piazza Generale Ortoleva. A riportare alla luce la figura di Giovanni Ortoleva è stato il parroco padre Salvatore Peri.