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Le dieci Frottole di Isnello: una tradizione popolare unica al mondo per musica e arte

Le Frottole di Isnello sono una delle tradizioni popolari più belle e caratteristiche delle Madonie. Sono dei veri e propri Inni sacri che la gente nel passato cantava e suonava ogni volta che si riversava sulla strada per fare festa. In genere erano momenti religiosi che preparavano ad una grande festa nella quale era prevista una processione alla quale partecipava tutta la popolazione. 

La Frottola si compone di alcuni quadri itineranti, un coro polifonico, una banda musicale e il palio. Le Frottole di Isnello sono dieci quante le Feste importanti che si celebravano nel corso dell’anno. La prima dell’anno è quella di san Giuseppe. A seguire quella del venerdì santo, e quella del Crocifisso che si celebra il primo giorno del mese di maggio. Esiste anche una frottola del Sacramento che si teneva in occasione del Corpus Domini ed una tipicamente mariana dedicata alla Madonna del Carmelo che come festa a Isnello ricorre la seconda domenica di luglio. La sesta frottola è dedicata a san Giovanni Bosco la cui festa in paese cade il 31 luglio. Frottole si hanno anche per la festa dell’Assunta del 15 agosto, per quella di san Nicola, patrono della città, che si celebra il 7 settembre e per quella dell’Immacolata. L’ultima frottola è dedicata alla Santa Croce. Veniva portata fra le strade del paese in occasione della santa Croce che si celebrava il 3 maggio. Da quando questa festa non si celebra più ecco che la frottola viene eseguita il 14 settembre per la festa dell’esaltazione della Croce.

Nel passato queste frottole avevano un vero e proprio protocollo dal quel non ci si poteva staccare per nessun motivo. Ad aprire erano i tamburinari, poi a seguire c’erano i grandi stendardi che venivano portati dai giovani del paese sulla palma della mano, sul pugno chiuso, sulla fronte, sulla spalla e qualche volta persino sui denti. Erano vere e proprie gare di abilità nelle quali i giovani del paese si mettevano in mostra. A seguire nel corteo c’erano gli stendardi più piccoli, la banda musicale e i cantori. A chiudere ecco la vara del santo e il popolo.

 

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