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Cefalù: sarà intitolata ad Antonio la palestra dello Jacopo del Duca

Sarà intitolata al giovane Antonio Alfonso, scomparso prematuramente nel 2016, la palestra dell’Istituto Jacopo del Duca di Cefalù. Il Collegio dei Docenti, nel corso della sua ultima seduta ha varato la proposta che adesso passa all’approvazione del Consiglio d’Istituto.

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Antonio Alfonso, originario di Isnello, era molto conosciuto perchè impegnato nel mondo universitario dove ha guidato per alcuni anni l’Associazione Studenti universitari. Era un giovane che amava la vita e dava se stesso per vedere sorridere gli altri. Attento ai bisogni di chi gli stava accanto sapeva leggere negli occhi del vicino desideri, attese e, soprattuto, richieste di aiuto. A nessuno faceva mancare la sua presenza e verso tutti trovava parole di amicizia. Attento alle problematiche sociali era molto sensibile verso quanti sono soli, ammalati, disabili o abbandonati. Scriveva su giornali e riviste soprattutto su tematiche sociali e politiche. Tra gli ultimi suoi articoli quello pubblicato il 13 giugno del 2016 su: «Loi travaille, la riforma che divide la Francia». Amante della musica, era conosciuto in tutta la provincia di Palermo per aver suonato il suo corno in numerose bande e orchestre.

Dopo avere frequentato il corso geometri presso lo Jacopo del Duca di Cefalù, Antonio varca la porta dell’Università e accanto allo studio si impegna nel mondo dell’associazionismo universitario. Lascia in quanti lo hanno conosciuto il suo sorriso, la sua umile presenza fatta di puntualità e rispetto verso tutti, il suo coraggio nel non arrendesri mai di fronte alle difficoltà della vita e la sua grande gioia di trasmettere in tutti i modi la dimensione universale della musica alla quale era molto legato.

«Sono sempre stato colpito dai suoi modi garbati – commenta il suo ex docente di Italiano Francesco Aronica – dall’ equilibrio, dalla correttezza anche nei gesti più semplici, dall’attenzione e dal rispetto alla persona che Antonio ha sempre espresso nei riguardi di tutti i compagni e degli insegnanti. Punto di riferimento per il dialogo educativo in classe, era un autentico piacere colloquiare con lui. Impegnato, mai eccessivo, convinto del vigore della parola, solidale e sempre pronto ad aiutare i compagni, sempre attento, amava con convinzione la scuola, intervenendo con consapevolezza ed umiltà.. per questo, oltre che per le sue doti, raggiungeva sempre successi scolastici. Legatissimo alle sue origini, molto stimato e apprezzato da tutti, coltivava l’amicizia in particolare con un ristretto gruppo di amici di Isnello».