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Carne da rettile: è pericolosa da mangiare. Consigli per non farsi male

La carne di rettile può essere pericolosa da mangiare. Le persone possono prendere alcune malattie come trichinosi, pentastomiasi, gnatostomiasi e sparganosi proprio mangiando la carne di rettili come coccodrilli, tartarughe, lucertole e serpenti. Il rischio microbiologico più evidente arriva dal fatto che in questa carne potrebbero esserci batteri patogeni come Salmonella, Shigella e anche Escherichia coli, Yersinia enterolitica, Campylobacter, Clostridium e Staphylococcus aureus. Tutti batteri che possono causare malattie di varia gravità.

Nello scorso mese di dicembre David Dowell, un papà 34enne australiano, è morto per un’infezione da salmonella dopo aver mangiato un geco. 

Gli esperti consigliano a quanti vogliono mangiare carne di rettile di congelare la carne, proprio come farebbero con altri alimenti di origine animale. Il congelamento, infatti, disattiva i parassiti. La lavorazione industriale e la cottura adeguata, non mangiare mai la carne cruda, possono anche eliminare gli agenti patogeni.

Alcuni paesi usano tartarughe, coccodrilli, serpenti e lucertole, come fonte di proteine nella catena alimentare umana. Carni congelate importate, provenienti da coccodrilli, caimani, iguane e pitoni, possono essere trovati nella UE. Queste importazioni, che sono in aumento, provengono soprattutto dal Sud Africa, Stati Uniti e Zimbabwe, e vanno principalmente in Belgio, Francia, Germania, Olanda e Regno Unito.

I rettili sono una classe di vertebrati che comprende coccodrilli, alligatori, tartarughe, lucertole e serpenti. Sono provvisti di squame o di placche sul corpo. Hanno sangue freddo perché sono eterotermi in quanto la loro temperatura corporea dipende da quella dell’ambiente e hanno bisogno del sole per riscaldarsi. Non hanno bisogno di mangiare spesso proprio perché sfruttano il calore del sole per riscaldarsi. Possiedono 4 arti trasversali attaccati ai lati del corpo tranne i serpenti che si spostano con la raptazione. Sono quasi tutti provvisti di denti eccetto alcune tartarughe.

La salmonellosi e i rettili. I rettili sono infetti e ospitano le Salmonelle nel loro intestino. Per loro tutto questo non è alcun problema. Sono una sorta di «portatori sani». Eliminano le salmonelle  e in questo modo infettano chi ne viene a contatto. Tutti i rettili devono essere considerati potenzialmente infetti. Una persona sana, in genere, osservando delle buone pratiche igieniche corre dei rischi veramente bassi di infettarsi, e può pertanto accostarsi a questi animali senza paure ingiustificate. I sintomi della salmonellosi arrivano bruscamente e interessano il tratto gastrointestinale, con dolori addominali e crampi, nausea, vomito e diarrea, febbre. La loro comparsa avviene in genere tra 12 e 48 ore dopo il contagio, con una incubazione che può arrivare a una settimana. In alcuni casi, negli adulti l’infezione può essere asintomatica, mentre le forme più gravi si verificano negli anziani, nei bambini e nelle persone con deficit del sistema immunitario. In genere l’infezione ha un decorso benigno e si risolve spontaneamente nell’arco di una decina di giorni. E’ necessario rivolgersi a un medico quando sono presenti diarrea e vomito persistenti, segnali di disidratazione, sangue nelle feci, incapacità di assumere liquidi, febbre e cefalea.

Il commercio di carni di rettile non è armonizzato dalla legislazione europea. Le mobilità d’importazione vengono così decide da ogni singolo stato membro. In Italia l’importazione di carni di rettile non è consentita. Nonostante questo in Italia avanzano i cibi esotici. Quasi un italiano su cinque (19%) è tentato di assaggiare la carne di coccodrillo mentre il 92% rifiuta gli insetti e il 93%i ragni fritti. Il dato si è avuto grazie ad una indagine di Coldiretti/Ipr Marketing presentata ad Expo in occasione dell’arrivo del primo porcetto sardo fuori dai confini della Sardegna.