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Aggredirono militari della Guardia Costiera di Porticello: rinviati a giudizio

La vicenda risale allo scorso mese di giugno quando 3 soggetti in mare, a bordo di un acquascooter e un gommone, in compagnia di altre persone, tutti giovani di età, nel corso di un ordinario controllo di polizia marittima nelllambito dell’operazione Mare Sicuro, per sottrarsi ad una ispezione più approfondita che avrebbe messo in seria difficoltà uno di loro – una sanzione amministrativa oltre al fermo del mezzo – perché non in possesso della patente nautica – circondarono il battello pneumatico G.C. 358 della Guardia Costiera di Porticello.
Probabilmente, non curanti delle gravi conseguenze scaturite dai reati che stavano commettendo, proprio i 3 soggetti “assaltarono” di fatto il battello dell’ Autoritàmarittima flavese: salendovi a bordo senza autorizzazione, cercando di intimidire con fare minaccioso i 2 militari presenti e compiendo sugli stessi azioni di violenza psicologica proferendo pesanti minacce e provocazioni nei loro confronti, per distoglierli dall’adempimento dei propri doveri istituzionali, spingendosi persino a strappare il telefonino: da cui era stata fatta una foto per cristallizzare la violazione accertata, dalle mani di uno dei militari per poi gettarlo in acqua.
Pochi giorni dopo, proprio per la gravità della condotta illecita, notiziata l’ Autoritàgiudiziaria, é immediatamente scattata per uno l’ordinanza di custodia cautelare con I’obbligo di dimora: per l’altro gli arresti domiciliari, poi trasformatisi in detenzione in carcere, provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese e eseguiti dal Nucleo di Polizia Giudiziaria della Guardia Costiera di Porticello. Del terzo, invece, non sembravano esserci più tracce.
Le successive attività di indagine esperite sotto il coordinamento della Autorità Giudiziaria, e con “acume investigativo di acquisizione delle informazioni sul territorio da parte degli Ufficiali e Agenti di Polizia Giudiziaria dello stesso Ufficio Circondariale Marittimo, nel mese di settembre u.s. permettevano di individuare anche I’identità del terzo soggetto residente nel palermitano; anche per lui sono scattati immediatamente gli arresti domiciliari. Recentemente, valutati gli atti prodotti e le testimonianze acquisite nella fase delle indagini preliminari, i giudici hanno disposto il rinvio a giudizio.

Comunicato inviato in Redazione da Paolo Taormina, giornalista