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Cosa succede a chi mangia il miele 90 giorni dopo la scadenza? Ecco l’incredibile risposta

Cosa succede a chi mangia il miele 90 giorni dopo la scadenza? Mangiare il miele dopo la data di scadenza non fa male, ma neanche bene. Il miele perde tutto il suo valore. La data che si trova sui barattoli, infatti, si riferisce al temine minimo di conservazione. È la data entro cui è garantito che il miele conserverà le sue proprietà. In genere si aggira tra i 18 e i 24 mesi. Quando il miele invecchia, infatti, perde gli enzimi che contiene ed anche la sua capacità antibiotica. Il miele dopo questa data perde le vitamine. Il colore tende a diventare più scuro. Nel miele scaduto cominciano a diminuire gli zuccheri semplici e aumentano i disaccaridi. Aumenta un pochino anche l’acidità.

Quanto tempo si può conservare il miele? Secondo nutrizionisti e scienziati il miele può durare per interi anni. Il miele è un alimento che non scade quasi mai. Una volta aperto, infatti, il miele può durare per un lungo periodo. Basta semplicemente saperlo conservare in maniera corretta. Per questo bisogna evitare di lasciare il miele ad arieggiare, privo di copertura o coperchio. Il miele esposto all’aria, infatti, tenderà a dare inizio al processo di fermentazione. Ecco perché il miele assume un retrogusto decisamente sgradevole. Il consiglio è di conservare il miele in un apposito contenitore sigillato. Al suo interno, infatti, il miele potrà essere contenuto senza problemi anche per mesi.

In che modo si può usare il miele scaduto? Se il miele ha superato la data di scadenza lo si può utilizzare in tanti modi. Si può utilizzare anzitutto uno scrub naturale per il viso. Basta aggiungervi zucchero di canna, olio vegetale e oli essenziali. Meglio fare lo scrub la sera prima di andare a letto. Il consiglio è di non truccarsi dopo averlo fatto perché la pelle è più sensibile, massaggiare con delicatezza il prodotto su viso e collo. Il miele scaduto si può utilizzare per una bella maschera di bellezza accompagnata da lievi massaggi. Il miele scaduto si può utilizzare come prodotto di depilazione.

Quali sono i benefici del miele? Molti tipi di miele contengono notevoli quantità di perossido di idrogeno, cioè di acqua ossigenata, la stessa che si usa di solito per disinfettare le ferite. Oltre a fermare le infezioni superficiali, il miele attenua anche i sintomi delle ulcere gastriche. Il miele è utilizzato anche per il trattamento della diarrea che, soprattutto nei bambini, può essere pericolosa perché causa disidratazione. Il miele è anche efficace contro la stipsi, poiché contiene grandi quantità di fruttosio, zucchero capace di arrivare nell’intestino crasso senza essere stato digerito. Il miele infine è un ottimo alimento per combattere la tosse.

A seconda del tipo di miele cambiano le proprietà terapeutiche? Sì. A seconda del tipo di miele cambiano anche le proprietà terapeutiche. Il miele di acacia, per esempio, agisce positivamente sull’apparato digerente. Il miele di bosco, invece, viene indicato per gli stati influenzali. Il miele di tiglio seda i dolori mestruali, è calmante, diuretico e digestivo. Il miele di millefiori, invece, ha un’azione disintossicante sul fegato. C’è poi anche il miele di arancio che ha proprietà cicatrizzanti. Il miele di girasole, invece, è antinevralgico, febbrifugo, consigliato contro il colesterolo. E che dire del miele di erica che possiede un’azione antireumatica e antianemica?