100 anni fa nasceva la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.)

100 anni fa nasceva la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.). Il 12 gennaio di cento anni fa, il Gran Consiglio del Fascismo, nella sua prima seduta costitutiva, deliberava la creazione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.). Questo storico incontro si tenne a Roma, nell’appartamento privato di Benito Mussolini (1883-1945) al Grand Hotel di via delle Terme.
In realtà, nella notte di quel lontanissimo venerdì, fu approvata la relazione del Generale Emilio De Bono (1866-1944), uno dei quadrumviri (1) della marcia su Roma, a cui era stato affidato l’incarico di studiare le procedure per la costituzione della M.V.S.N.
Lo scopo di questa istituzione fu di trasformare le “Squadre d’azione”, la “Associazione Nazionalista Italiana”, i “Sempre Pronti per la Patria e per il Re” (Camicie azzurre), e tutte le altre organizzazioni paramilitari, in un vero e proprio corpo.
Infatti, scrisse il Generale Vittorio Vernè (1883-1937) […] la creazione della Milizia può considerarsi come la conservazione, cioè di quello spirito di disciplina, di sacrificio e di abnegazione che per quattro anni animò i combattenti di tutte le trincee dallo Stelvio al mare […].
Tuttavia, i vertici della gerarchia avevano già predisposto uno specifico progetto di legge per l’istituzione di questa forza di gendarmeria a ordinamento militare. Tale proposta fu approvata dal Consiglio dei Ministri il 28 dicembre 1922. L’anno successivo (come sopraccitato), il massimo organo del Partito Nazionale Fascista deliberò e sancì in quella sede romana, la creazione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. La deliberazione del Gran Consiglio del Fascismo emessa nella notte del 12 gennaio 1923, fu il primo atto ufficiale relativo alla fondazione della M.V.S.N.
Il provvedimento assunse forza di legge il 14 gennaio 1923 a seguito dell’emanazione del Regio Decreto n.31 del 14 gennaio 1923. Pertanto, il re Vittorio Emanuele III decretava la nascita della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale: un corpo di polizia civile, a ordinamento militare, dell’Italia fascista.
La legge, ai sensi dell’articolo 10 (2), entrò in vigore il 1° febbraio 1923. Il Regio Decreto fu convertito in legge (Regio decreto-legge) con l’atto del 17 aprile 1925 n. 473. Così, nacque ufficialmente la M.V.S.N. quale “Guardia Armata della Rivoluzione”. Con tale decreto si fissarono i caratteri della nuova istituzione e si posero le basi del suo ordinamento.
La Milizia era formata da 14 Comandi di Zona, 33 legioni Territoriali, Coorti e Distaccamenti autonomi. La disposizione fu ordinata sulla falsariga dell’antico esercito romano, ossia con un inquadramento ternario: tre squadre formavano un manipolo; tre manipoli una centuria; tre centurie una corte e tre coorti una legione. Numerose divisioni del Regio Esercito inclusero nel loro organico una legione della M.V.S.N.
Sin dalla sua costituzione la milizia fu posta alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Poi, col Regio Decreto n. 1292 del 4 agosto 1924 divenne una forza armata dello Stato e, di conseguenza, dipese dal Ministero della Guerra, circa l’ordinamento, l’addestramento, la mobilitazione e l’impiego in caso di guerra.
Il primo comandante di questo organismo militare fu il quadrumviro Emilio De Bono (1866-1944), Generale dell’Esercito. Mentre, il primo Capo di stato maggiore di detta formazione, fu il Luogotenente generale Francesco Sacco (1877-1958).
Nel 1943, durante l’invasione Alleata della Sicilia (Operazione Husky, 10 luglio-17 agosto), di cui quest’anno ricorre l’Ottantesimo anniversario dello sbarco, strenua fu la resistenza delle forze dell’Asse. Nella Divisione italiana fu presente anche la Milizia: la 22a Legione DICAT; la 6a, 7a e l’8a Legione MILMART; la 95a Legione CC.NN. d’assalto (per la sorveglianza dello Stretto di Messina) e le divisioni di difesa costiera e le centurie CC.NN. (per la difesa costiera dell’Isola).
Con il Regio Decreto Legge del 6 dicembre 1943, N. 16/B (3), emanato dal Governo Badoglio, si decretava lo Scioglimento della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e delle Milizie speciali: confinaria, controaerea (MACA), e marittima (MILMART).
Pertanto, dopo l’emanazione del RDL del primo Governo Badoglio (25 luglio 1943 – 17 aprile 1944), maggior parte dei militi della disciolta M.V.S.N. aderì alla Repubblica Sociale Italiana (R.S.I.), conosciuta anche come Repubblica di Salò, dove fu assorbita dalla Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) e dall’esercito della R.S.I.

Note:

(1) Il 28 ottobre 1922 un quadrumvirato fascista ebbe il compito di guidare la Marcia su Roma. I quadrumviri in questione, furono i gerarchi: Italo Balbo, Michele Bianchi, Emilio De Bono e Cesare Maria De Vecchi.
(2)
Regio Decreto n. 31 del 14 gennaio 1923. Col quale è istituita una milizia volontaria per la sicurezza nazionale
(GURI n.16, 20 gennaio 1923)
VITTORIO EMANUELE III
per grazia di Dio e per volontà della Nazione
RE D’ITALIA
Ritenuta la necessità di creare una milizia volontaria per la sicurezza nazionale;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, segretario di Stato per gli affari dell’interno, di concerto con i Ministri segretari di Stato per la guerra, per le finanze, per la giustizia e gli affari di culto e per la marina;
Abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1
È istituita una milizia volontaria per la sicurezza nazionale.
Art. 2
La Milizia Volontaria per la sicurezza nazionale è al servizio di Dio e della Patria italiana, ed è agli ordini del Capo del Governo.
Provvede, in concorso coi corpi armati per la pubblica sicurezza e con il R. esercito, a mantenere all’interno l’ordine pubblico; prepara e conserva inquadrati i cittadini per la difesa degli interessi dell’Italia nel mondo.
Art. 3
Il reclutamento è volontario, e viene compiuto fra gli appartenenti alla milizia fascista fra i 17 e i 50 anni che ne facciano domanda e che, a giudizio del Presidente del Consiglio dei ministri o delle autorità gerarchiche da lui delegate, ne possiedano i requisiti di capacità e moralità.
Art. 4
Le norme organiche e disciplinari per la costituzione e il funzionamento della milizia saranno stabilite da appositi regolamenti da redigersi, in armonia con le leggi vigenti, dal Presidente del Consiglio o dalle autorità da lui delegate.
Art. 5
La nomina degli ufficiali e le loro promozioni vengono compiute con Nostro decreto, su proposta dei Ministri per l’interno e per la guerra.
Art. 6
La milizia per la sicurezza nazionale presta servizio gratuito. Quando presta servizio fuori dal Comune di residenza dei reparti viene mantenuta a spese dello Stato.
Art. 7
In caso di mobilitazione generale o di richiamo parziale dell’esercito e della marina, la milizia fascista viene assorbita dall’esercito e dalla marina in armi, a seconda degli obblighi e dei gradi militari dei singoli componenti.
Art. 8
Le spese per la istituzione e il funzionamento della milizia per la sicurezza nazionale sono a carico del bilancio del Ministero dell’interno.
Art. 9
Dall’entrata in vigore del presente decreto tutte le altre formazioni a carattere o inquadramento militare di qualsiasi partito non sono permesse. I contravventori cadranno sotto le sanzioni della Legge.
Art. 10
Il presente decreto sarà presentato al Parlamento per la conversione in legge, e andrà in vigore il giorno 1° febbraio 1923.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserito nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 14 gennaio 1923
VITTORIO EMANUELE
(3) «La milizia volontaria per la sicurezza nazionale, istituita con R. decreto 14 gennaio 1923 n. 31, e ripartita successivamente con altre disposizioni in milizia legionaria e sue specialità (confinaria, contraerea «M.A.C.A.», marittima «Milmart») è sciolta. Non sono permesse formazioni a carattere e inquadramento militare di qualsiasi partito». Scioglimento della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e delle Milizie speciali, pubblicato Sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia P.M. 151 Mercoledì 8 dicembre 1943, Serie speciale Anno 84° numero 4/B.

Bibliografia e sitografia

1. Vittorio Vernè, La milizia volontaria per la sicurezza nazionale, La Poligrafica nazionale, 1925
2. Guido Rosignoli – MVSN. Storia, organizzazione, uniformi e distintivi. Parma, Ermanno Albertelli Editore, 1995.
3. Pierluigi Romeo Di Colloredo Mels – Camicia nera! Storia militare della milizia volontaria per la sicurezza nazionale dalle origini al 25 luglio. Vignate (MI), Soldiershop, 2018.
4. Giuseppe Longo – Palermo, Pagine sul secondo conflitto mondiale in Sicilia e nel distretto di Termini Imerese, “La postazione militare del Belvedere di Termini Imerese”, Istituto Siciliano Studi Politici ed Economici (I.S.P.E.) 2021.
5. Giuseppe Longo 2021, Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.) – Milizia Artiglieria Controaerei, Cefalunews, 30 marzo.
6. Giuseppe Longo 2021, Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.) – Milizia artiglieria marittima, Cefalunews, 8 aprile.
7. Giuseppe Longo 2021, Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.) – Le Coorti territoriali, Cefalunews, 13 aprile.
8. Giuseppe Longo 2021, G. Longo 2021 – La Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.), sintesi storica, Cefalunews, 1 maggio.
9. Giuseppe Longo 2021, La locomotiva 626 e i militi della ferroviaria nelle cartoline illustrate a cura della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, Cefalunews, 20 maggio.
10. Giuseppe Longo 2021, L’Africa Orientale Italiana e la Milizia Coloniale, Cefalunews, 21 giugno.
11. Carlo Rastrelli, M.V.S.N. La storia e le uniformi dell’esercito in camicia nera. Vol. I, Soldiershop, 2022

Foto a corredo dell’articolo: Anni Trenta del XX sec. Tre Ufficiali: dalla sinistra, Ufficiale del Regio Esercito, e due Ufficiali della M.V.S.N.
Foto per gentile concessione di Giuseppe Nasta.
Si ringrazia il Ricercatore Storico Militare Michele Nigro e Giuseppe Nasta.

Giuseppe Longo

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