Grottaglie 1943. Un Macchi C200 della Regia – Un “rodeo” estemporaneo a volo radente

Grottaglie 1943. Un Macchi C200 della Regia – Un “rodeo” estemporaneo a volo radente
Il 3 settembre 1943 il Generale Giuseppe Castellano per delega del Maresciallo Pietro Badoglio, firmò l’armistizio corto con gli Alleati (1). Cinque giorni dopo il Generale Eisenhower da Radio Algeri, alle 17.30 (ore 18.30 in Italia), annunciò l’entrata in vigore dell’armistizio con l’Italia. Nella serata del medesimo giorno alle 19.45, l’emissario Regio, tramite i microfoni dell’EIAR, rese noto al popolo italiano l’armistizio militare (Stasi delle Armi). In seguito, il 29 settembre fu ratificata la “Resa senza Condizioni” (Unconditional Surrender), pretesa ed imposta dagli Alleati e accettata da parte italiana. Il trattato, comunemente noto come armistizio lungo, venne firmato a bordo della corazzata britannica Nelson, ancorata nella rada di Malta.
Tuttavia, tornando sempre al 3 settembre di ottanta anni fa, il Generale Renato Sandalli (1897 – 1968), Ministro e Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, aveva partecipato alla riunione dei Capi di Stato Maggiore delle Forze Armate.
L’incontro era stato indetto dal Generale Badoglio, per comunicare ai presenti le trattative in corso con gli Alleati. Il 6 settembre, Sandalli, da parte sua, riunì il Sottocapo di S.M. Giuseppe Santoro (1894 – 1975) e i comandanti delle Squadre Aeree, per informare delle trattative in itinere con gli anglo-americani. Fornendo anche la notizia dell’avvenuta richiesta di appoggio a un aviosbarco alleato a Roma e del trasferimento e della consegna agli Alleati degli aerei e del materiale della Regia (2). A mezzanotte un comunicato ufficiale del Generale Vittorio Ambrosio confermò la fine delle ostilità tra l’Italia e gli alleati. Quindi, il messaggio fu trasmesso dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica a tutti i comandi periferici. All’alba del 9 settembre il Comando Supremo ordinò All’aeronautica di far rispettare le clausole dell’armistizio.
Da quel momento, in assenza di precisi ordini, ognuno scelse di percorrere la propria strada: o aderire al Regno del Sud (3), oppure continuare la battaglia contro gli anglo americani, schierandosi a favore della Repubblica Sociale Italiana (RSI), detta anche Repubblica di Salò.
L’Aeronautica Co-Belligerante, ovvero Italian Co-Belligerent Air Force (ICAF), si costituì il 15 ottobre. Mentre, con il decreto del Capo dello Stato repubblicano, promulgato il 27 ottobre, furono istituite le forze armate della RSI. Tale provvedimento entrò in vigore il giorno successivo. La nascita ufficiale dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana (ANR) avvenne il 23 novembre (4). Le linee guida delle due aviazioni italiane si indirizzarono rispettivamente verso le forze aeree alleate della RAF e USAAF, e dell’aviazione militare tedesca, ossia la Luftwaffe.
Inoltre, la nuova Arma Azzurra assorbì nel suo ordinamento l’Artiglieria contraerei (ARCO) già MACA, e la Specialità Paracadutisti.
Le insegne di riconoscimento delle due aeronautiche furono: per l’ICAF la tipica e tradizionale posizione standard, ovvero la coccarda tricolore, sia sulle ali e sia ai lati della fusoliera. Mentre, per l’ANR, venne applicato il rettangolo (bandiera tricolore al vento con cornice gialla) ai lati della fusoliera e sulla deriva; e le coppie invertite di due fasci littori neri su fondo bianco sulle ali.
La foto che correda il nostro articolo, mostra un Macchi C200 con le vecchie insegne dell’Asse (fascia bianca ai lati della fusoliera, i fasci littori sulle ali, obliterati dopo il 25 luglio, e la croce sabauda sul timone di coda), in una vera e propria, acrobazia evolutiva, una manovra virtuosa del pilota, effettuata nell’aeroporto di Grottaglie. L’immagine per la sua raffinatezza mi ha suscitato una grande curiosità. Infatti, ho chiesto allo storico dell’aeronautica dott. Giovanni Pesce, (5) di parlarci (nonostante il finale tragico) di quella particolare circostanza accaduta il 12 ottobre di ottanta anni fa nell’aeroporto pugliese, occupato dagli anglo-americani il 10 settembre.
«Con la diffusione di Internet, negli Anni ‘90, l’Imperial War Museum di Londra rese accessibili da ogni parte del mondo molti documenti relativi alle varie guerre sostenute dalla Gran Bretagna. Tra i vari documenti storici apparvero anche miriadi di foto che stuzzicarono gli appetiti degli appassionati di vicende militari. Così tra i forum di discussione sul web iniziarono discussioni relative ad una foto scattata dagli inglesi a Grottaglie (TA) ad Ottobre 1943 con un Macchi C 200 italiano che “evoluisce” a bassa quota, anzi bassissima quota. Mio padre, riconobbe nella foto, il luogo e l’occasione nella quale era stata immortalata la scena, in quanto era stato testimone attivo di quell’evento.
Era il 12 Ottobre 1943, quindi, circa un mese dopo la resa incondizionata dell’8 Settembre, e fino a quella data non era stata concessa ai piloti italiani la ripresa dell’attività volativa.
Le condizioni di Armistizio/Resa incondizionata avevano imposto alla Regia Aeronautica la consegna di tutti i velivoli e di tutti gli aeroporti ai Comandi Alleati.
In realtà la confusione di quei giorni fece sì che solo alcuni reparti si consegnarono agli Alleati, ed avvenne che ai piloti che si consegnarono, fu chiesto di abbandonare la divisa italiana per indossare quella USA con relativo stipendio USA.
Al rifiuto categorico di tale indecorosa proposta, quei piloti furono avviati verso un campo di concentramento a Korba (Tunisia), dove soggiornarono alcune settimane; rientrarono solo quando il Regio Governo dichiarò di accettare le condizioni dettate dall’Armistizio Lungo. Così la Regia Aeronautica, a metà Settembre ‘43, iniziò a concentrare i suoi mezzi nel Salento, a disposizione del Regio Governo di Brindisi.
Gli Alleati, su iniziativa inglese, ordinarono il 27 Settembre che i velivoli italiani adottassero la coccarda tricolore (rosso esterno, bianco centrale, verde interno) come in I GM.
Anche G.B. e Francia usavano le coccarde con i colori nazionali. Così il 12 Ottobre ‘43 fu permesso ad un gruppo di piloti di andare in camion, da Lecce a Grottaglie a recuperare alcuni Macchi C 200 rimasti lì abbandonati e riportarli all’aeroporto di Galatina (LE).
La situazione politica era, in quei giorni, incerta: esistevano in Italia due zone di occupazione da parte di eserciti stranieri, una zona con un Governo Regio, una resa incondizionata con gli Alleati ed una situazione di conflitto “de facto” con le forze germaniche senza una vera dichiarazione di guerra.
In mancanza di tale dichiarazione non si poteva invocare la Convezione di Ginevra a tutela dei piloti italiani che operarono contro i tedeschi sulle isole greche, pertanto se costretti ad atterrare in territorio nemico e quindi in condizioni di “arresi” erano oggetto di immediata fucilazione. Quello del 12 Ottobre ‘43 sarebbe stato, per quei piloti ed aerei rifugiatisi nel Salento, il primo volo dopo l’armistizio. Vennero così, nell’occasione della missione a Grottaglie, dipinte le coccarde tricolori; vennero allontanati i soldati USA che si facevano fotografare in pose ridicole intorno ai Macchi; vennero scelti tra quelli non depredati da cacciatori di souvenir, quelli adatti ad andare in volo.
I piloti decisero di provare gli aerei prima del trasferimento, facendo qualche passaggio sul campo. Esisteva una generica autorizzazione alleata al decollo ed al volo di trasferimento ma non c’era alcun altro accordo con le locali autorità alleate, pertanto i piloti decisero di provare a turno una serie di passaggi bassi sul campo di Grottaglie.
Un fotografo del 244 Wing inglese, vista la serie di evoluzioni, corse a prendere la macchina fotografica, si appostò e scattò quella foto ora oggetto di studio e ricostruzione storica che immortala un Macchi C 200 e nella quale non è possibile ricostruire il nome del pilota. Purtroppo in quella circostanza uno spettatore italiano non accettò l’invito ad abbassarsi o mettere giù la testa e fu colpito durante un passaggio. Intervennero subito gli MP USA a verificare. Tra i piloti di quella missione c’era pure mio padre, sul cui aereo gli MP notarono una striscia rossa lungo la fusoliera, ma era il rosso della nuova coccarda tricolore fresca di vernice.
Invece l’aereo di un altro pilota presentava un’ammaccatura su una semiala e resti umani tra le lamiere del velivolo. Vedendo che il fatto non coinvolgeva militari USA, gli MP si ritirarono.
Il pilota responsabile dell’incidente fu sottoposto a giudizio e quindi espulso dalla Regia Aeronautica.
Quando la foto fu oggetto di commenti sul web, mio padre pubblicò un articolo su “Storia Militare” con il titolo “Una bravata finita male”, nel quale ha cercato di spiegare il contesto nel quale era avvenuto quell’episodio. C’erano, nei piloti italiani, sentimenti di sconfitta, di amarezza nel vedere la diversità di mezzi italiani con quelli degli “ex nemici”, oppure nel percepire l’arroganza dei militari inglesi ed il sospetto di tradimento da parte dell’ “ex alleato” germanico.

Altri sentimenti derivavano dalla valutazione dei combattimenti sostenuti dalla Regia Aeronautica contro le preponderanti forze alleate nei primi giorni di Settembre ‘43 quando l’Armistizio era stato già firmato, con il sacrificio della vita di colleghi R.A. Questo mix di sentimenti ha creato l’atmosfera di rivalsa che ha poi generato l’incidente aviatorio».

Note:
(1) Giuseppe Longo 2023, Armistizio 1943. I preamboli delle trattative di Cassibile. Volo aereo da Guidonia a Palermo Boccadifalco, Cefalunews, 29 settembre.
(2) Ordinamenti, Uniformi e Distintivi dell’Aeronautica Militare Italiana 1909-1985, Tomo 2, Aeronautica Militare Ufficio Storico, 1985.
(3) Giuseppe Longo 2022, Settembre 1943. Il rientro di sette militari siciliani dopo l’armistizio a bordo di uno Sparviero, Cefalunews, 14 febbraio.
(4) Eduardo Manuel Gil Martínez, Aeronautica nazionale repubblicana A.N.R. 1943-1945, Soldiershop, 2020.
(5) Giuseppe Longo 2023, Inizi anni ’40 – Il C.200 Saetta antagonista nei duelli aerei con i migliori caccia alleati, Cefalunews, 17 dicembre.

Bibliografia e sitografia:
Filippo Stefani, Storia della dottrina e degli ordinamenti dell’esercito italiano, Roma, Ministero della Difesa Stato Maggiore dell’Esercito-Ufficio Storico, 1984-1987.
Giorgio Prinzi, Massimo Coltrinari, Salvare il Salvabile – La crisi armistiziale dell’8 settembre 1943: per gli Italiani, il momento delle scelte, Edizioni Nuova Cultura, Roma, 2008.
Giuseppe Longo 2023, Armistizio 1943. I preamboli delle trattative di Cassibile. Volo aereo da Guidonia a Palermo Boccadifalco, Cefalunews, 29 settembre.

Foto a corredo dell’articolo:
Aeroporto di Grottaglie 12 ottobre 1943, ormai invaso da ex-nemici non ancora alleati. Un aviatore inglese del Wing 244 immortalò in quest’immagine il passaggio “basso” di un Macchi C.200. Sulla pista si nota un caccia Supermarine Spitfire Mk VIII LF. Ph. tratta da Storia Militare n. 106 Luglio 2002. Si ringrazia Giovanni Pesce.
Giuseppe Longo

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