Scuole chiuse a Cefalù: il ciclone Harry divide la provincia

Mercoledì di attesa e decisioni non uniformi nel Palermitano, dove il passaggio del ciclone Harry continua a condizionare la vita quotidiana, a partire da una scelta che riguarda migliaia di famiglie: scuole aperte o chiuse? La risposta, ancora una volta, non è unica. La mappa del bollettino della Protezione civile regionale divide il territorio in due fasce di rischio – allerta gialla e allerta arancione – e i sindaci, chiamati a interpretare dati meteo e condizioni locali, si muovono in ordine sparso.

Il risultato è una provincia “a macchia di leopardo”, dove nel raggio di pochi chilometri cambiano ordinanze, campanelle e routine quotidiane. Un quadro che restituisce tutta la complessità di una fase meteorologica instabile e la difficoltà di coniugare prudenza, responsabilità e normalità.

Una provincia divisa tra due allerte

Il bollettino della Protezione civile regionale, valido fino alle 24 di mercoledì 21 gennaio 2026, colloca Palermo e parte del suo hinterland in zona C, con allerta gialla, mentre un’ampia porzione della provincia ricade ancora in zona B, caratterizzata da allerta arancione. Una linea di confine non sempre netta, che attraversa territori con caratteristiche molto diverse tra loro: coste esposte alle mareggiate, aree urbane densamente abitate, zone interne soggette a criticità idrogeologiche.

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È proprio questa “zona di mezzo” ad aver alimentato incertezza e confronti fino all’ultimo, spingendo alcuni primi cittadini a scegliere la riapertura e altri a prolungare la chiusura degli istituti scolastici.

Palermo in allerta gialla: si torna in classe

Nel capoluogo, inserito pienamente in zona di allerta gialla, il sindaco Roberto Lagalla ha ritenuto non necessario emanare una nuova ordinanza di chiusura. A Palermo, salvo decisioni dell’ultim’ora, le scuole di ogni ordine e grado resteranno aperte e mercoledì si tornerà regolarmente tra i banchi.

La stessa scelta è stata adottata da numerosi comuni della fascia costiera occidentale della provincia: Isola delle Femmine, Capaci, Carini, Terrasini, Trappeto e Balestrate. Campanella pronta a suonare anche in diversi centri dell’entroterra e dell’area metropolitana come Villabate, Altofonte, Baucina, Cerda, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Corleone, Lercara Friddi, Monreale, Torretta e Partinico.

Anche sulle Madonie, area spesso sensibile alle condizioni meteo, la situazione appare più stabile: scuole aperte a Gangi, Castelbuono, Isnello, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Castellana Sicula, Alimena, Blufi e Bompietro.

Prudenza in zona di confine: scuole ancora chiuse

Diversa la scelta nei comuni collocati tra zona B e zona C, dove il quadro meteo resta più incerto. A Bagheria il sindaco Filippo Maria Tripoli ha deciso di confermare la chiusura di scuole, impianti sportivi, parchi, giardini pubblici e cimitero comunale. Una decisione motivata dal fatto che una parte significativa del territorio comunale ricade ancora in allerta arancione e che permangono condizioni di criticità.

Stessa linea a Ficarazzi, dove il sindaco Giovanni Giallombardo ha ribadito lo stop alle attività didattiche, richiamando l’attenzione sulla presenza di una scuola in prossimità del fiume Eleuterio e su una costa duramente colpita dal maltempo.

Le scuole resteranno chiuse anche in altri centri della provincia, nonostante alcuni di essi ricadano formalmente in zona di allerta gialla. È il caso di Belmonte Mezzagno, Misilmeri, Bolognetta e Godrano. Lungo la costa orientale del Palermitano, stop alle lezioni anche a Santa Flavia, Casteldaccia, Altavilla Milicia, Trabia, Termini Imerese, Campofelice di Roccella, Lascari e Cefalù, dove gli studenti dovranno rimanere a casa anche mercoledì 21 gennaio.

Decisioni diverse, stesso obiettivo

Il mosaico di ordinanze restituisce l’immagine di una provincia che reagisce in modo differenziato allo stesso evento meteorologico. Non una contraddizione, ma il riflesso di territori diversi, con vulnerabilità specifiche e livelli di rischio che non sempre coincidono con i confini amministrativi.

Tra allerta gialla e arancione, il ciclone Harry continua a dettare prudenza. E mentre in alcuni comuni si torna lentamente alla normalità, in altri prevale ancora la cautela. Una scelta che, al di là delle polemiche, ha un unico denominatore comune: tutelare la sicurezza degli studenti, del personale scolastico e delle famiglie.

In un contesto climatico sempre più instabile, la giornata di mercoledì nel Palermitano diventa così lo specchio di una domanda più ampia: come trovare un equilibrio tra prevenzione e continuità della vita quotidiana, quando il confine tra emergenza e normalità si fa ogni volta più sottile?