Dalla manna all’olio: le Madonie si raccontano a Casa Sanremo

Le Madonie sono arrivate a Sanremo con il passo deciso di chi non vuole fare folklore ma economia. In questi giorni, mentre i riflettori del Festival di Sanremo illuminano la Riviera, una delegazione istituzionale del comprensorio madonita ha scelto Casa Sanremo per raccontare un pezzo di Sicilia che non si arrende allo spopolamento. A guidare la missione Mario Cicero, sindaco di Castelbuono e presidente del Gal Madonie, insieme a Pietro Musotto, sindaco di Pollina, e Giuseppe Minutilla, sindaco di San Mauro Castelverde. Non una passerella. Una strategia. Tre fasce tricolori fianco a fianco per dire che la montagna siciliana può fare sistema e presentarsi come un unico brand riconoscibile, senza gelosie di campanile. In valigia non solo brochure patinate, ma prodotti veri, storie di famiglie, mani sporche di terra e resina.

La manna, oro bianco dei frassini

Al centro della promozione c’è lei, la manna. Non zucchero qualunque, ma linfa che stilla lenta dai frassini tra Pollina e Castelbuono. Si incide la corteccia con un coltello sottile, si aspetta il sole giusto, si raccoglie a mano. Cristalli bianchi che sanno di erba secca e vento di montagna. Un prodotto unico al mondo, presidio di biodiversità e memoria contadina. A Sanremo è diventata racconto, assaggio, sorpresa per cantanti e operatori del settore che forse non avevano mai sentito parlare di questo “oro bianco”. Accanto alla manna, l’olio extravergine che profuma di foglia verde e mandorla, spremuto da ulivi che guardano il Tirreno, e le arance cresciute in un microclima che cambia nel giro di pochi chilometri, dalla costa alle alture. Non semplici degustazioni, ma pezzi di paesaggio messi su un piatto.

Casa Sanremo e la strategia della rete

A Casa Sanremo, tra telecamere e taccuini, la delegazione ha parlato di turismo esperienziale, calendario eventi, borghi da vivere a piedi. Non solo mare d’agosto, ma sentieri, feste patronali, teatri di pietra, castelli che la sera odorano di umido e storia. La presenza congiunta dei tre sindaci è il segno di una linea precisa: superare i confini amministrativi per presentarsi come comprensorio. “La collaborazione intercomunale è lo strumento per intercettare nuove opportunità”, hanno ribadito. Parole che pesano in un mercato turistico affollato, dove ogni territorio sgomita per un titolo sui giornali. Qui l’idea è diversa: fare massa critica attraverso il Gal Madonie, costruire pacchetti integrati, attrarre investimenti senza svendere l’identità. Unire le forze per non restare periferia.

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Al Grand Hotel tra Liberty e identità madonita

Le degustazioni si sono svolte nelle sale del Grand Hotel & Des Anglais, storico quattro stelle in stile Liberty inaugurato nel 1888, a due passi dalla Passeggiata Imperatrice e dal mare. Lampadari, stucchi, tappeti spessi. E sui tavoli, formaggi, pane caldo, olio verde, manna in scaglie. A fare gli onori di casa il direttore, Paolo Madonia, anche lui madonita. Un dettaglio che sa di ritorno, di cerchio che si chiude. Cantanti, ospiti e giornalisti hanno assaggiato e ascoltato. Le Madonie non hanno portato solo prodotti, ma un’idea di sviluppo che tiene insieme agricoltura, cultura, turismo. Sanremo, con la sua cassa di risonanza nazionale, diventa così un investimento. Non basta una settimana per cambiare il destino di un territorio, ma può essere un inizio. Dalla manna all’olio, le Madonie hanno scelto di raccontarsi fuori casa, con la convinzione che l’unione, stavolta, non sia uno slogan ma una necessità concreta.