Uno specchio d’acqua salmastro tra i monti Erei, legato alla leggenda del ratto di Proserpina.
I siciliani lo sanno bene: la loro isola è soprattutto mare, coste e acque cristalline che attirano visitatori da tutto il mondo. Eppure, allontanandosi dalla costa e salendo verso l’entroterra, si scoprono angoli che la maggior parte dei turisti ignora del tutto: i laghi. Tra quelli artificiali nati dallo sbarramento di una diga e i piccoli specchi d’acqua incastonati tra i monti, ce n’è uno che vanta un primato curioso e fragile allo stesso tempo: è l’unico lago naturale rimasto in tutta la Sicilia, talmente legato all’identità del borgo che lo ospita da portarne il nome.
Ecco qual è l’unico lago naturale della Sicilia
Ci troviamo nel cuore dell’isola, in provincia di Enna, tra le alture dei monti Erei e a circa 667 metri d’altitudine. Stiamo parlando di Pergusa, la più importante delle frazioni di Enna, distante appena una manciata di chilometri dal capoluogo. Qui sorge il lago di Pergusa, uno specchio d’acqua di modeste dimensioni ma di enorme valore geologico, faunistico e culturale.
La sua particolarità più sorprendente è che si tratta dell’unico lago naturale ormai presente in Sicilia, dopo che intorno agli anni Trenta del Novecento venne prosciugato quello di Lentini. Le sue acque sono salmastre: il lago è poco profondo, non ha né immissari né emissari ed è alimentato essenzialmente da acque meteoriche e di falda, motivo per cui il livello varia molto a seconda delle piogge. Tanto che, nell’estate del 2024, una grave siccità lo ha quasi completamente prosciugato, come documentato da Legambiente e dalle agenzie di stampa.
Ma il fenomeno che più ha incuriosito studiosi e visitatori è un altro: in alcuni periodi dell’anno le acque del lago si tingono di rosso, un effetto noto come red water. Non è una leggenda: a provocarlo è un piccolo crostaceo, l’Arctodiaptomus salinus, che si pigmenta di rosso per difendersi dal sole, trasferendo la colorazione all’acqua. Il lago è anche una tappa cruciale lungo le rotte migratorie degli uccelli che attraversano il Mediterraneo da e verso l’Africa, e nei mesi giusti vi si possono osservare garzette, aironi cenerini e nitticore.
Pergusa, il borgo con l’unico lago naturale della Sicilia, ospita anche un autodromo
Questo specchio d’acqua è conosciuto fin dall’antichità ed è soprattutto legato a uno dei miti più celebri della tradizione greco-romana: proprio sulle rive del lago di Pergusa, secondo la leggenda, Ade (Plutone per i Romani) rapì la giovane Proserpina – Persefone, o Kore, per i Greci – mentre raccoglieva fiori. Una storia nata per spiegare il ciclo delle stagioni, che ha ispirato autori come Ovidio e Claudiano.
Per la sua importanza naturalistica, nel 1995 attorno al lago è stata istituita la prima Riserva Naturale Speciale della Regione Siciliana, che si estende per 402,5 ettari ed è inserita tra le Zone di Protezione Speciale. Ma c’è un secondo elemento che rende Pergusa unica: lungo le rive del lago si sviluppa l’Autodromo di Pergusa, un circuito costruito nel 1951 e lungo quasi 5 chilometri, che cinge interamente lo specchio d’acqua seguendone i contorni. Negli anni ha ospitato competizioni di rilievo come il Gran Premio del Mediterraneo, la Coppa Florio e, nel 1989, una tappa del Campionato mondiale Superbike.
Se ami la natura e gli spazi aperti, Pergusa fa al caso tuo. Oltre al lago e alla sua riserva, l’anello attorno allo specchio d’acqua è oggi frequentato da chi cammina e corre, mentre la Selva Pergusina e il Parco Proserpina offrono aree verdi attrezzate. E nelle giornate più limpide, dall’alto delle colline che circondano la conca, all’orizzonte si può persino scorgere l’Etna.















