Una meraviglia di ceramica, ridipinta gradino dopo gradino
Non tutte le scalinate diventano simboli per dimensioni o per la città che le ospita. Alcune lo diventano perché trasformano un semplice collegamento in un’opera d’arte. In Sicilia esiste una scala che concentra in 142 gradini storia, artigianato e identità di un’intera città.
Una scala di ceramica nel cuore della Sicilia
Quando si pensa a una scalinata celebre, la mente corre a Roma e a Trinità dei Monti. Eppure uno dei monumenti più scenografici d’Italia si trova nell’entroterra siciliano: la Scalinata di Santa Maria del Monte di Caltagirone. Il centro storico della città dal 2002 rientra nel sito seriale UNESCO “Città tardo barocche del Val di Noto”. La scalinata, costruita nel 1606 e lunga oltre 130 metri, è fiancheggiata da edifici balconati ed è oggi uno dei monumenti identificativi della città.
142 gradini per unire due città
La scala nasce per una ragione pratica. A metà del XV secolo Caltagirone si era espansa lungo le pendici del monte e lo sviluppo su livelli diversi rendeva difficile la comunicazione tra le varie aree: fu così costruita nel 1606 per collegare la parte antica alla nuova città edificata nella parte alta. Originariamente realizzata a sbalzi da maestranze gaginesche coordinate dal capomastro regio Giuseppe Giacalone, nel 1844 vide unificate le sue rampe su progetto dell’architetto Salvatore Marino, dando vita ai 142 gradini attuali, in pietra lavica.
Il “vezzo” che la rese unica: la maiolica
La sua fama mondiale, però, è sorprendentemente recente. Dal 1954 la scalinata è interamente decorata, nelle alzate dei gradini, con mattonelle di ceramica policroma prodotte dalle Maioliche Artigianali Caltagironesi, dello stesso tipo che nei secoli ha reso famosa la città. Ogni alzata fu decorata con motivi e colori diversi, scelti in ordine cronologico: il professor Antonino Ragona aveva raccolto i motivi siciliani usati dal X al XX secolo perché fossero riprodotti sulla scala. Il risultato è un unicum nel panorama artistico italiano: ogni decoro, fatto a mano dai maestri di Caltagirone, è un omaggio alla storia dell’isola, dall’influenza araba ai colori della dominazione normanna fino ai disegni floreali e geometrici della tradizione locale.
La città della ceramica
La scala è solo la punta di un’identità antichissima. Caltagirone è nota per la lavorazione della ceramica fin dall’epoca della Magna Grecia, e ospita il Museo della Ceramica, con oltre 2.500 reperti che raccontano la storia della ceramica dal IV millennio a.C. fino ai giorni nostri. In cima alla scala si trova la Chiesa Madre, il cui altare maggiore ospita una tavola con la Madonna di Conadomini del XIII secolo.
La bellezza alla prova del futuro
Ciò che mantiene viva questa meraviglia non è la pietra, ma il gesto che la rinnova. Ogni anno, per la festa di San Giacomo il 25 luglio, la scalinata viene illuminata da “coppi” di carta multicolore: al segnale convenuto, un gran numero di persone accende le lumere una dopo l’altra, dando vita a un impressionante “serpente di fuoco” che vive per un paio d’ore davanti a una marea di spettatori. Per molti, il vero valore della scala di Santa Maria del Monte non sta nella sua funzione di collegamento, ma nell’essere una galleria a cielo aperto in cui ogni gradino racconta una storia diversa della Sicilia — un patrimonio artigiano da custodire gradino dopo gradino.















