Statale 113: rispetto delle norme per prevenire gli incidenti. Misure da adottare

Alcuni giorni addietro, come riportato su un social network, è stata inviata all’Anas e al Prefetto di Palermo, una nota a firma congiunta dei sindaci di Cefalù, Lascari e Campofelice di Roccella, con la quale si chiedeva di intervenire per mitigare la pericolosità della S.S. 113, nel tratto Buonfornello/Cefalù, nel quale si erano verificati incidenti ed alcuni dei quali anche mortali.

Le richieste dei sindaci riguardavano:

  • l’installazione di dissuasori e sistemi di rallentamento della velocità;
  • la posa di elementi strutturali per la separazione delle corsie;
  • la realizzazione di rotatorie nei punti più critici;
  • l’installazione di autovelox.

Proprio su tale nota desidererei esprimere un mio personale ed opinabile parere, al fine di poter contribuire, positivamente, a ricercare alcune soluzioni concrete per rendere più sicura la circolazione nel tratto di strada in argomento e rendere noto ciò che è stato fatto negli anni precedenti proprio per ridurre tali incidenti. 

Il Segreto del Re - Mario Macaluso

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Diversi anni fa, infatti, la sopracitata SS.113 era continuamente scenario di gravi incidenti anche, purtroppo, con esito mortale. Le conseguenze di un simile evento sono disastrose per le famiglie che sono costrette a viverle e, a volte, anche per chi ne è causa. Proprio per tale motivo, al fine di stroncare tali tragedie, nacque l’esigenza di effettuare dei servizi finalizzati ad accertare le violazioni ai limiti di velocità che rappresentavano una delle maggiori cause di incidentalità sulla SS.113.

A poco a poco, con servizi costanti sul tratto di strada interessato, si cominciarono a vedere i primi risultati che abbattevano drasticamente gli incidenti e quelli mortali scomparivano quasi del tutto. Segno questo che, al di là del solito luogo comune, con il quale si accusano, a volte, i comuni di “fare cassa” si era raggiunto l’obiettivo sperato che era proprio quello della diminuzione della sinistrosità stradale.  

In considerazione di ciò, ritengo che l’accorato e congiunto appello sia condivisibile e fondato ma, non lo sono, in parte, alcune richieste che appaiono poco realistiche o non pienamente compatibili con le caratteristiche della strada e con quanto previsto dal C.d.S. e dal suo regolamento di esecuzione.

Infatti, per quanto attiene l’installazione dei dissuasori, tra i quali rientrano i cuscini di velocità, le bande sonore e similari, nessuno di questi, a mio avviso, inciderebbe, in maniera significativa, sulla velocità. 

Gli unici dissuasori che potrebbero, effettivamente, incidere, sarebbero i dossi di cui, però, sulla SS.113, per quanto stabilito nell’art.179 del Reg.to di Esecuzione e di attuazione del nuovo C.d.S.., ne è vietata la loro apposizione in quanto strada utilizzata anche dai mezzi di soccorso.

A mio avviso, l’intervento più incisivo e necessario, come richiesto nella nota, sarebbe la realizzazione di rotatorie, soprattutto nel tratto del bivio di Lascari e nei punti in cui il traffico è più intenso per la presenza di attività commerciali, zone residenziali, ospedali e alberghi. Altre soluzioni, invece, sembrano essere meno efficaci o difficilmente attuabili. 

Così come sarebbe inattuabile, la richiesta della posa di elementi strutturali (tra i quali rientrano, ad es., le barriere spartitraffico continue), a causa dell’attuale larghezza della carreggiata che presenterebbe numerose criticità tecniche quali: restringimento delle corsie, difficoltà di sorpasso di veicoli lenti, problemi per i soccorsi in caso di incidenti (con un veicolo fermo sulla corsia, non ci sarebbe la possibilità del transito dell’autombulanza) e l’elemento strutturale centrale renderebbe più difficoltoso l’intervento del personalemedico, ostacoli alla manutenzione e criticità per la presenza di numerose intersezioni a raso e accessi privati.

Di contro, ogni interruzione della barriera per consentire la svolta a sinistra creerebbe dei “punti di cuspide” pericolosissimi che dovrebbero essere protetti da costosi attenuatori d’urto e laddove ciò non avvenisse, si trasformerebbero in veri e propri ostacoli mortali in caso di sbandamento.

Anche la richiesta di installare autovelox appare poco comprensibile e quasi superflua, considerato che i controlli possono già essere effettuati dalle forze di polizia statali nonché comunali, stante che alcuni comuni del territorio dispongono e/o disponevano già delle necessarie autorizzazioni del Prefetto di Palermo per svolgere tale servizio e, di conseguenza, piuttosto che l’installazione se ne dovrebbe prevedere o richiederne l’utilizzo.

A mio avviso, alcune misure utili da adottare, per aumentare la sicurezza stradale, potrebbero essere:

  • la doppia striscia di mezzeria con fresatura sonora;
  • separatori flessibili e deformabili sulla mezzeria;
  • apposizione di bande sonore nei punti critici;
  • corsie di canalizzazione nelle intersezioni più critiche;
  • ulteriore apposizione di segnaletica verticale di preavviso;
  • apposizione di occhi di gatto rifrangenti lungo le strisce centrali e di delimitazione della carreggiata. 

Queste indicazioni da sole, certamente, non sono sufficienti ad eliminare gli incidenti in quanto la soluzione ottimale per evitarli sarebbe quella del rispetto, da parte di tutti gli utenti, delle norme del C.d.S. 

Al di là, comunque, delle superiori indicazioni che potrebbero quantomeno indurre ad una maggiore attenzione, ciò che, secondo me, potrebbe rappresentare il vero deterrente, sarebbero, sicuramente, i continui e costanti controlli di polizia stradale lungo il tratto interessato, con servizi ben programmati e magari coordinati dalla Prefettura di Palermo, con la collaborazione di tutte le forze di polizia presenti sul territorio.