Il passaggio del ciclone Harry sulla Sicilia ha lasciato dietro di sé un bilancio economico pesantissimo. A distanza di pochi giorni dagli eventi meteo estremi che hanno colpito l’Isola tra il 19 e il 21 gennaio 2026, la stima provvisoria dei danni supera i 741 milioni di euro, una cifra che restituisce con chiarezza la portata di un’emergenza diffusa e trasversale, capace di incidere su infrastrutture strategiche, attività economiche e assetto del territorio.
I dati emergono dal riepilogo ufficiale elaborato dalla Regione Siciliana – Presidenza, attraverso il Dipartimento Regionale della Protezione Civile, e rappresentano una fotografia aggiornata al 21 gennaio. Una fotografia ancora incompleta, perché le ricognizioni sono in corso e molte segnalazioni, soprattutto relative ai danni privati, non sono state ancora inserite nel conteggio complessivo.
Un conto salatissimo per l’intera Isola
Il totale dei danni stimati ammonta a 741,5 milioni di euro, distribuiti su tutte le province siciliane. Nessun territorio risulta del tutto risparmiato dal passaggio del ciclone Harry, anche se con intensità e conseguenze differenti. La tabella di riepilogo consente di leggere il fenomeno in modo puntuale, evidenziando sia le aree più colpite sia le tipologie di danno che pesano maggiormente sul bilancio finale.
Catania, Messina e Siracusa guidano la classifica
La provincia con il danno economico più elevato è Catania, che registra una stima di circa 244 milioni di euro. Qui a incidere sono soprattutto i danni alla viabilità e ai servizi a rete, ai quali si sommano le criticità sulle infrastrutture portuali, sull’edilizia pubblica e sui dissesti idrogeologici. Un quadro che restituisce l’immagine di un territorio messo a dura prova sia lungo la costa sia nelle aree interne.
Segue Messina, con 202,5 milioni di euro di danni stimati. In questo caso, il peso maggiore è legato ai dissesti idrogeologici, alle interruzioni della viabilità e ai problemi sugli insediamenti residenziali, in una provincia già strutturalmente fragile dal punto di vista geomorfologico.
Al terzo posto si colloca Siracusa, con 159,8 milioni di euro. Anche qui emergono con forza i danni legati a frane, allagamenti e infrastrutture pubbliche, oltre alle ripercussioni sulle attività produttive e balneari, particolarmente sensibili agli eventi meteo intensi.
Le altre province: danni più contenuti ma diffusi
Il quadro regionale mostra poi una serie di province con danni inferiori ma comunque significativi. Agrigento registra circa 33,6 milioni di euro, seguita da Ragusa con 29,9 milioni e da Palermo con 23,2 milioni di euro. In queste aree, le principali criticità riguardano la viabilità, i porti e i danni ai beni mobili.
Più contenute le cifre di Trapani (18,1 milioni), Caltanissetta (15,6 milioni) ed Enna (14,8 milioni), ma anche in questi casi il passaggio del ciclone ha lasciato segni evidenti, soprattutto in termini di infrastrutture e stabilità del territorio.
Viabilità e dissesti: le voci che pesano di più
Analizzando i dati per tipologia di danno, emerge con chiarezza quali siano i settori più colpiti. La voce più pesante è quella relativa a viabilità e servizi a rete, che supera i 273 milioni di euro. Strade, collegamenti e infrastrutture essenziali hanno subito interruzioni e danni strutturali, con conseguenze dirette sulla mobilità e sulla sicurezza.
Seguono i dissesti idrogeologici, che raggiungono i 112,9 milioni di euro. Frane, smottamenti e cedimenti del terreno hanno interessato vaste aree dell’Isola, confermando una vulnerabilità storica che gli eventi meteo estremi rendono sempre più evidente.
Pesanti anche i danni alle infrastrutture portuali, stimati in 85,7 milioni di euro, un dato che incide direttamente sulle attività marittime e sull’economia costiera. Le attività commerciali, produttive e balneari registrano danni per 73,9 milioni, mentre l’edilizia pubblica supera i 58 milioni. Gli insediamenti e l’edilizia residenziale arrivano a 46,6 milioni di euro, a testimonianza di un impatto che ha colpito anche le abitazioni private.
Una stima provvisoria destinata a crescere
La Protezione civile regionale sottolinea che il dato dei 741 milioni di euro rappresenta una stima provvisoria, redatta in tempi rapidi per fornire un primo quadro utile alle decisioni istituzionali. Con il completamento delle verifiche e l’inserimento dei danni non ancora censiti, il bilancio potrebbe ulteriormente aumentare.
Il passaggio del ciclone Harry riporta al centro del dibattito il tema della resilienza del territorio siciliano di fronte a eventi meteo sempre più frequenti e intensi. I numeri contenuti nella tabella non sono soltanto cifre: raccontano un’emergenza che intreccia sicurezza, infrastrutture, economia e futuro dell’Isola, ponendo interrogativi urgenti sulla prevenzione e sulla capacità di risposta del sistema pubblico.














