Cefalù, la Questura di Palermo elogia le scuole del territorio sui social

Le scuole di Cefalù finiscono sotto i riflettori. Non in cronaca nera, ma per un motivo che fa onore al territorio: la Questura di Palermo ha voluto raccontare, sulla propria pagina Facebook ufficiale, un’iniziativa portata avanti proprio nelle scuole del comprensorio cefaludese.

Un riconoscimento che va oltre i confini cittadini. Quando un’attività locale viene rilanciata dal profilo social di una Questura, infatti, significa che quel progetto è considerato un buon esempio da mostrare a tutta la provincia. E in questo caso il protagonista è il Commissariato di Cefalù, che negli ultimi tempi ha incontrato centinaia di studenti del territorio.

Gli incontri nelle scuole

Gli agenti hanno fatto tappa in diversi istituti della zona. Tra questi l’Istituto “Jacopo Del Duca – Diego Bianca Amato” con i suoi indirizzi di liceo linguistico, liceo artistico, tecnico e Liceo scientifico di Campofelice. Gli agenti del Commissariato sono stati presenti anche tra gli alunni dell’Istituto comprensivo “Botta”, per la scuola media di Cefalù. Gli incontri hanno coinvolto anche l’Istituto comprensivo “G.B. Cinà”, con le sedi di Lascari e Campofelice di Roccella.

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Un percorso che ha quindi abbracciato non solo Cefalù, ma l’intero comprensorio, dai ragazzi più grandi dei licei fino agli studenti delle scuole medie.

I temi affrontati

Al centro dei vari appuntamenti ci sono stati argomenti che riguardano da vicino la vita di tutti i giorni dei ragazzi: il bullismo, il cyberbullismo e l’uso consapevole degli strumenti informatici. Argomenti delicati, che toccano sia chi subisce sia chi rischia di trovarsi dall’altra parte senza rendersene conto.

Durante gli incontri è stata inoltre presentata l’applicazione YouPol, lo strumento della Polizia di Stato che permette di segnalare episodi di bullismo, spaccio e violenza in modo semplice e diretto.

La risposta dei ragazzi

A colpire, secondo quanto riferito, è stata soprattutto la partecipazione degli studenti. I ragazzi non sono rimasti spettatori passivi: hanno preso parte attivamente agli incontri, con riflessioni e interventi descritti come molto pertinenti. Un segnale che questi temi, nelle nuove generazioni, sono percepiti come vicini e importanti.

Un orgoglio per il territorio

Che la Questura di Palermo abbia scelto di dare spazio a questa iniziativa sui propri canali ufficiali è motivo di soddisfazione per Cefalù e per i comuni vicini. È la dimostrazione che il lavoro fatto sul territorio, nelle aule scolastiche e a contatto diretto con i giovani, viene notato e valorizzato anche a livello provinciale.

Un piccolo grande risultato che mette in luce il legame tra le forze dell’ordine e la comunità, e che conferma quanto la prevenzione, quando parte dalle scuole, possa diventare un modello da raccontare.