Tre sacerdoti cefaludesi in procinto di diventare vescovi?

Tre sacerdoti cefaludesi in procinto di diventare vescovi? La Nunziatura apostolica in Italia avrebbe chiesto informazioni per tre sacerdoti della diocesi di Cefalù. Motivo della richiesta: conoscere se possiedono le qualità per essere eletti vescovi. Le lettere sarebbero arrivate nei mesi scorsi e le risposte sarebbero già arrivate presso la Nunziatura. Sull’identità dei tre sacerdoti si mantiene il massimo riserbo. Due di loro operano a Cefalù. Il terzo, invece, svolge il suo servizio sacerdotale in uno dei paesi della Diocesi.

In Sicilia il prossimo 25 gennaio il vescovo di Patti, Ignazio Zambito, compirà settantacinque anni. Nel corso di quest’anno, quindi, papa Francesco con molta probabilità nominerà il suo successore. Considerato che al momento nelle diocesi siciliane non vi sono vescovi ausiliari non sarebbe da escludere per Patti un presule di nuova nomina. Non sarebbe da escludere quindi, che il nuovo vescovo di Patti arrivi dalla diocesi di Cefalù. Tra i vescovi siciliani, infatti, il più giovane è il presule di Ragusa Carmelo Cuttitta. Ha cinquantasei anni ed è stato ausiliare di Palermo per otto anni prima di essere trasferito a Ragusa il 7 ottobre 2015. Dopo questa nomina papa Francesco ha inviato da Modica a Palermo l’arcivescovo Corrado Lorefice e da Siracusa a Messina l’arcivescovo Giovanni Accolla. Adesso si attende la terza nomina di un presule siciliano da parte di papa Francesco.

Per l’idoneità di un candidato all’episcopato, secondo il Diritto canonico, si richiede che sia eminente per fede salda, buoni costumi, pietà, zelo per le anime, saggezza, prudenza e virtù umane, e inoltre dotato di tutte le altre qualità che lo rendono adatto a compiere l’ufficio di Vescovo. Il candidato deve godere di buona reputazione, avere almeno trentacinque anni di età ed essere presbitero da almeno cinque anni. Deve, inoltre, avere conseguito la laurea dottorale o almeno la licenza in sacra Scrittura, teologia o diritto canonico in un istituto di studi superiori approvato dalla Sede Apostolica oppure deve essere veramente esperto in tali discipline.

Nella storia della città di Cefalù sono solo due i cefaludesi diventati vescovi: Salvatore Fertitta e Giuseppe Misuraca. Fertitta fu vescovo di Cava e Sarno dal 25 gennaio 1844 al 31 ottobre 1873 quando è morto. Misuraca, invece, è stato arcivescovo titolare di Cesarea e Cappadocia e Nunzio Apostolico in Venenzuela dal 2 luglio 1941 al marzo 1949 quando si è dimesso. E’ morto il 4 giugno del 1962 in un incidente automobilistico. Il 28 febbraio 1976 la sua salma è stata traslata nella cattedrale di Cefalù.

Sono quattro, invece, i vescovi di Cefalù originari della stessa Diocesi. Nessuno di loro è nativo di Cefalù. Il primo vescovo di Cefalù che è arrivato dal territorio della Diocesi è stato Giovanni Cicala di Collesano. Fu Vescovo dal 1195 al 1216. Qualche secolo dopo è stata la volta di Guglielmo Salamone di Polizzi Generosa. Era dell’Ordine dei Minori e fu vescovo per dieci anni dal 1388 al 1398. Quattro secoli dopo sulla cattedra cefaludese è stata la volta di fra Giuseppe Antonio Muscella orginario di santo Stefano di Camastra. Anche lui, però, era un religioso minore osservante. Fu vescovo dal 1702 al 1716 e alla sua morte fu sepolto in Cattedrale. L’unico vescovo della Diocesi di Cefalù scelto fra il clero secolare è stato Giovanni Sergio. Nativo di Santo Stefano di Camastra fu vescovo di Cefalù dal 1814 al 1827. E’ stato sepolto nella Cattedrale.

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