Sara: la ragazza del Certamen che vuole fare il medico

Sara Calì, prima al Certamen Hodiernae Latinatatis. Per il Liceo Classico Mandralisca è arrivata nei giorni scorsi una lieta notizia, che vede coinvolti due giovanissimi studenti. In occasione del Certamen Hodiernae Latinitatis, Francesco Piscitello ha ottenuto un ottimo quinto posto, mentre Sara Calì, studentessa della IV A, ha conquistato il primo posto assoluto nella competizione, aggiudicandosi così l’immediata partecipazione alle finali delle Olimpiadi Nazionali delle Lingue e Civiltà classiche. Questo risultato è un lampo di luce positiva in un momento sempre più difficile per la scuola in generale e la garanzia che ancora esistono ragazzi con la voglia di mettersi in gioco e ottenere importanti risultati. Di seguito, una piccola intervista per conoscere Sara Calì.

Ciao, Sara. Intanto, dacci la possibilità di conoscerti parlandoci un po’ di te. Mi chiamo Sara Calì, ho 18 anni e frequento il Liceo Classico Mandralisca. Mi é sempre piaciuto studiare, e dedico la maggior parte del mio tempo proprio a farlo: penso sia importante ricevere una giusta istruzione e apprendere da qualsiasi situazione si presenti

In questi giorni, per te si è aperta un’importante vetrina che ti consentirà di partecipare alle finali delle Olimpiadi Nazionali delle Lingue e Civiltà classiche che si terranno prossimamente a Pavia, dopo avere ottenuto il primo posto nel Certamen Hodiernae Latinitatis. In cosa consiste precisamente questo certamen.
Esistono 3 diverse tipologie di Certamen: traduzione dal latino all’italiano, traduzione dal greco all’italiano, e la stesura di un saggio breve, a partire da fonti inerenti la cultura latina e greca. A Termini ho scritto un saggio breve, e lo stesso farò a Pavia. La cultura classica mi ha sempre affascinata, e trovo che questo sia il miglior modo per poterlo dimostrare! 

Partecipare al certamen è già di per sè un grande risultato, sia perché mette alla prova le capacità acquisite nel corso degli anni scolastici, sia perché è un vanto poter vedersi riconosciuto un merito così privilegiato da parte dei propri docenti. Quali sono state le tue prime impressioni? E quanto è valso il sostegno dei professori?
Quando sono stata scelta per poter partecipare ero emozionata, ma anche un po’ preoccupata: tra più di 100 ragazzi, non pensavo di poter vincere proprio io. Inizialmente ero incredula, poi ho iniziato a realizzare l’accaduto. I professori ci hanno sostenuto fin dall’inizio, incoraggiandoci e spronandoci ad affrontare una nuova esperienza, a prescindere dai risultati ottenuti! 

So che anche i tuoi compagni sono molto felici per il risultato da te raggiunto, perché fa in modo di evidenziare i grandi passi avanti che la scuola sta facendo per agevolare la vostra crescita, non solo, culturale. Nel complesso come pensi che sia andato finora il percorso della vostra preparazione?
I miei compagni erano entusiasti; tra alti e bassi, i nostri professori hanno sempre cercato di metterci a nostro agio, instaurando un rapporto sì professore-alunno, ma che ci permettesse di poter parlare con loro dei nostri problemi scolastici e non. 

Considerando gli ultimi accadimenti che interessano il mondo della scuola riguardo il comportamento degli alunni nei confronti dei docenti e viceversa, possiamo dire che un lavoro a due, dove classe e professore lavorano per migliorare la vita professionale di entrambi funziona in modo eccellente, dà frutti e riconoscimenti fondamentali alla crescita del mondo della scuola?
Penso che ci sia bisogno di  alcuni cambiamenti, perché trovo totalmente inaccettabile che un docente venga trattato in questo modo. Il rispetto è alla base di qualsiasi rapporto interpersonale, a maggior ragione nei confronti di un proprio insegnante.

Sei ormai agli sgoccioli con gli esami di maturità: il prossimo sarà l’anno della svolta, quello che ti cambierà la vita, che ti permetterà di spiccare il volo, lasciando l’età della spensieratezza approdando a quello della maturità in ogni senso. Ti senti preparata? E se ne hai, quali sono le tue più grandi paure?
Inizio ormai a quello che avverrà finendo il mio percorso scolastico: da un lato, inizio ad essere nostalgica, per lasciare i miei insegnanti, i miei compagni, e anche l’ambiente ormai familiare; dall’altro lato non vedo l’ora di iniziare una nuova avventura, e di conoscere nuove persone! 

Un’ultima domanda: sai già cosa farai da grande?
Mi piacerebbe intraprendere gli studi di medicina, anche se so che la strada è lunga!