Diciassette processi con 17 condanne. Il truffatore è stato condannato ma è libero

Diciassette processi con altrettante condanne per un venditore di contratti telefonici porta a porta. Un truffatore seriale che era finito in carcere ma solo per pochi giorni. I suoi legali, infatti, hanno presentato una richiesta al giudice dell’esecuzione affinché ricalcolasse la pena definitiva per l’imputato. La storia è raccontata da Riccardo Lo Verso su Livesicilia.it

Si è passati da un cumulo di 8 anni e 11 mesi a due anni e cinque mesi che l’imputato ha già scontato con l’affidamento in prova. Ecco perché è arrivata l’immediata scarcerazione. Anche la multa ha subito una decisa sforbiciata: 1.750 euro contro i 30 mila iniziali. La prima condanna dell’imputato risale al 2013, l’ultima al 2016. L’uomo si presentava a casa delle persone, promettendo risparmi sulla bolletta del telefono e facendo firmare fantomatici contratti. Tutto falso. Un volta incassati i soldi spariva nel nulla. Alla fine per lui è stato applicato il codice. I reati contestati erano truffa e falsità in scrittura privata (i contratti telefonici). Nel frattempo, però, quest’ultimo reato non è più previsto dalle legge. È stato depenalizzato. Una dozzina di condanne si sono così estinte. Nel corso dell’incidente di esecuzione i giudici hanno accertato “la serialità” dell’imputato nella sua “prefigurazione mentale unitaria di conseguire un illecito arricchimento dall’altrui errore”. Insomma, c’è una “inevitabile ed equanime riconoscimento delle continuazione” dei reati e delle condanne. Alla Corte di Appello, presieduta da Fabio Marino, altro non è rimasto da fare che applicare il codice. Con un’ordinanza la pena è stata rideterminata prevedendo il limite massimo del triplo della di quella inflitta per il rato più grave (e cioè dieci mesi per truffa), aumentato di un tot di giorni e soldi di multa per ogni truffa consumata in continuazione con le precedenti. Ultimati i conteggi l’uomo ha lasciato il carcere.